A spasso con Mandrake

Aforisma di Valentino Rossi
“La moto non è solo un insieme di pezzi di ferro, anzi, penso che abbia un’anima perché è una cosa troppo bella per non avere un’anima. La moto è come una bella donna, delle volte è arrabbiata, delle volte ti dà grandi soddisfazioni, ma devi sempre stare attento a non farla arrabbiare”
Aphorism by Valentino Rossi
“The bike is not just a collection of iron pieces, in fact, I think it has a soul because it is too beautiful to not have a soul. The bike is like a beautiful woman, sometimes it’s angry, sometimes it gives you great satisfaction, but you always have to be careful not to make her angry ”
C’è stato un tempo in cui conoscevo questi boschi collinari come le mie tasche e potevo percorrerne i sentieri a occhi chiusi.
In compagnia di amiche ci trascorrevo intere giornate.
Creavamo varchi attraverso cui passare con le biemmex in fila indiana tra la fitta vegetazione e poi, all’improvviso, si sfociava in verdeggianti radure chiazzate qua e là da macchie di un bel colore rosso, il rosso dei papaveri, dove, lontano dagli occhi degli adulti, noi giocavamo indisturbate.
Oggi i papaveri sono ormai scomparsi quasi del tutto, i prati, che allora pensavo fossero inviolabili, sono stati trasformati in coltivazioni di granturco.
I boschi di robinie, quelli no per fortuna, loro ci sono ancora.
Le acacie, grazie all’avvedutezza di qualche saggio conservatore, sopravvivono all’espansione di quello che un tempo era poco più di un villaggio di mille anime e oggi ha più che quadruplicato i suoi residenti.
Quell’esile traccia lasciata da noi adolescenti, s’è trasformata in un viottolo ampio quanto basta da consentirmi di scorrazzare agevolmente a cavalcioni del mio fido Mandrake.
Spero che sia affidabile.
Il mio meccanico ne è certo.
Pioviggina, l’aria è pesante, l’umidità mi fa sudare tutta dentro la tuta di pelle nuova; sto ancora percorrendo il sentiero che delimita i campi; il bosco è là davanti.
La settimana scorsa ho partecipato a uno stage di guida fuoristrada.
Durante la lezione teorica, l’istruttore ha puntualizzato l’importanza dei cinque sensi nella guida, e ci ha invitato ad attribuire una percentuale per ogni senso.
L’olfatto s’è beccato un bello 0 %, ma sono convinta che nella guida fuoristrada l’olfatto meriti di certo qualcosa in più, l’odore che sento è preludio di ciò che troverò di sicuro: il fango.
Sono già stata qui in avanscoperta, non ci sono punti particolarmente difficili.
C’è molta erba, foglie, le prime che iniziano a cadere, qualche ampia curva, spazi verdi relativamente sconnessi, sui quali giocare con l’acceleratore, ma preferisco procedere a velocità piuttosto “moderata”.
Cerco di conoscere le doti di Mandrake.
È un mezzo nuovo e alquanto potente per me, voglio capirne il carattere, come si comporta su un terreno da montain-bike.
Lui, di certo, è un mezzo pronto, focoso, gli ho dato una connotazione maschile perché è da tenere a freno. Sono io che devo darmi una smossa e domarlo come si deve, con l’uso dei suoi freni, soprattutto il sistema integrale anteriore-posteriore.
Il sentiero procede dritto, poi alcune curve sono a gomito, perciò cerco di agire spostando il mio peso sulla sella, facendo derapare la ruota in trazione.
Il fango fa scivolare parecchio, rischio la caduta una quantità di volte.
Se qualcuno mi osservasse dall’alto probabilmente non saprebbe cosa pensare: mi vedrebbe aggrappata e arroccata sul mezzo protesa in avanti che, accelero, freno, curvo, m’impantano, sollevo sventagliate di terra e fango, procedo, torno sui miei passi, faccio inversioni, scendo più e più volte di sella perché finisco nei fossetti.
There was a time when I knew these hilly woods like my pockets and I could walk the paths with my eyes closed. In the company of friends, I spent whole days there. We created passages through which to pass with the biemmex in single file between the dense vegetation and then, suddenly, it flowed into verdant clearings mottled here and there with spots of a beautiful red color, the red of the poppies, where, away from the eyes of the adults, we played undisturbed.Today the poppies have now disappeared almost completely, the meadows, which at the time I thought were inviolable, have been transformed into granturco. crops. The locust forests, those not fortunately, are still there. Acacias, thanks to the wisdom of some conservative sage, survive the expansion of that which was once little more than a village of a thousand souls and today has more than quadrupled its residents. That thin trail left by us teenagers has turned into a lane. I have enough to allow me to run around easily on my trusty Mandrake. I hope he is reliable. My mechanic is certain of it. Little, the air is heavy, the humidity makes me sweat all over in my new leather suit; I’m still walking along the path that delimits the fields; the forest is there in front. Last week I took part in an off-road driving course. During the theoretical lesson, the instructor pointed out the importance of the five senses in the guide, and invited us to assign a percentage for each sense. ‘smell has caught a nice 0%, but I am convinced that in off-road driving the sense of smell certainly deserves something more, the smell I feel is the prelude of what I will find for sure: the mud. I have already been here in reconnaissance, there are no particularly difficult points. There is a lot of grass, leaves, the first ones that begin to fall, some broad curves, relatively bumpy green spaces, on which to play with the accelerator, but I prefer to proceed at a rather “moderate” speed .I try to learn about Mandrake’s qualities. It is a new and very powerful medium for me, I want to understand its character, how it behaves on a mountain-bike terrain. He, of course, is a ready, fiery vehicle, I gave him a masculine connotation because It is to keep in check. It is I who must give myself a shove and tame it properly, with the use of his brakes, especially the integral front-rear system. The path goes straight, then some curves are cranked, so I try to move my weight on saddle, turning the wheel in traction. The mud slides a lot, I risk falling a number of times. brake, I bend, I get bogged down, I lift fanned earth and mud, I proceed, retrace my steps, I make inversions, I go down again and again because I end up in the ditches.
Ogni tanto spengo il motore e a cavalcioni, con i piedi a terra, parlo a me stessa, mi schernisco. I miei monologhi più confidenziali sono rivolti soprattutto a Mandrake che, obbediente, non rimbrotta.
Ascolto i suoni, l’armonia del bosco, traggo ispirazione dalla natura che si mostra sempre amica. Mi rallegra il pensiero che nel pomeriggio mangerò un’intera vaschetta di gelato, e con tutta sta ginnastica, potrò divorarmi anche un intero pacchetto di biscotti.
Proseguo.
Il sentiero si trasforma, diventa più agevole, sento odore di civiltà e, dietro una curva, imprevedibilmente, ecco due cagnacci.
Li vedo che s’avvicinano abbaiando contro di me, digrignando i denti ferocemente.
L’adrenalina sale istantaneamente alle stelle, tento un’inversione, non riesco con un’unica manovra, accidenti!
Non trovo la folle, tengo la frizione premuta, scendo dalla moto: “dai Mandrake non piantarmi adesso, voltati”, un balzo e sono di nuovo in sella finalmente, schizzo via quando ormai le belve sono solo ad un palmo da me.
Mi perdo all’interno del bosco, con il cuore a mille, non capisco più, dove sono, adesso il fango è tanto, mi sembra di salire e poi, sì, questa è sicuramente una discesa, è un attimo, sto volando e subito dopo sono per terra in preda allo sconforto, contemporaneamente, Mandrake s’è zittito.
Fortunatamente non ho ammaccature di rilievo, lo sento subito appena mi muovo, seppure lentamente, tutte cose imparate allo stage fuoristrada.
Irrompe la cavalleria rusticana, so chi è; non poteva chiamare in un momento migliore?
Semi impantanata e poco acciaccata, faccio la disinvolta, mantengo un virgineo distacco con l’interrogante, che non deve sapere, altrimenti “apriti o cielo”.
Poi, pian piano, mi sistemo su un improvvisato ramo-sedia, riposo dieci minuti e mi ritorna il sorriso.
Sorrido per la situazione in cui mi sono cacciata, non solo con Mandrake.
Faccio spallucce.
È tempo di rincasare.
Con un pizzico di goffaggine riconquisto la sella di Mandrake e, lentamente, m’allontano sulla via del ritorno.
Tengo la visiera aperta e assaporo gli odori del bosco serenamente.
Every now and then I turn off the engine and astride, with my feet on the ground, I talk to myself, I scoff. My most confidential monologues are addressed above all to Mandrake who, obediently, does not reproach himself. Listening to the sounds, the harmony of the woods, I draw inspiration from nature that always shows itself to be friendly. I am delighted at the thought that in the afternoon I will eat a whole bowl of ice cream, and with all this gymnastics, I will be able to devour even a whole package of biscuits. I continue. The path turns, becomes easier, I smell civilization and, behind a curve , unexpectedly, here are two cagnacci. I see them approaching barking against me, grinding my teeth fiercely. The adrenaline rises instantly to the stars, I try a reversal, I can’t do it with a single maneuver, damn it! , I hold the clutch pressed, I get off the bike: “by the Mandrakes don’t stop now, turn around”, a leap and I’m back in the saddle finally, I sketch away when by now the beasts are only a hand away from me. I lose myself inside the forest, with a heart to a thousand, I do not understand anymore, where I am, now the mud is so much, it seems to me to rise and then, yes, this is definitely a descent, it is a moment, I am flying and immediately afterwards I am on the ground prey to discouragement, contemporarily e, Mandrake has been silenced. Fortunately, I don’t have any noticeable dents, I feel it immediately as soon as I move, albeit slowly, all the things you learn on the off-road stage. I break out the cavalry rusticana, I know who it is; Couldn’t you call at a better time? Semi bogged and a little bruised, I do the casual, I keep a virginal detachment with the interrogator, who doesn’t have to know, otherwise “open up or heaven”. – sit down, rest for ten minutes and I return the smile. I am upset about the situation I got myself into, not only with Mandrake. I shrugged. It’s time to go home. they walk away on the way back. I hold the visor open and enjoy the smells of the forest peacefully.
La figlia di Unico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *