La donna e lo sport

Frase di Federica Pellegrini
“Lo sport ad alto livello non ostacola assolutamente la femminilità. Certo non si può andare all’allenamento con i tacchi alti, ma fuori dalla vasca si riesce a dare libero sfogo alla nostra parte femminile”.
Sentence by Federica Pellegrini
“High-level sport does not impede femininity, of course, you can not go to training with high heels, but out of the tub you can give free rein to our female part”.

Premessa
Lo sport non è sempre stato aperto a tutti, in altre parole a maschi e femmine.
La “Carta dei principi dello sport per tutti”, redatta nel dicembre del 2002, recita nel suo primo articolo: “Praticare lo sport è un diritto dei cittadini di tutte le età e categorie sociali”.
Gran parte della storia antica e moderna ha però visto la femmina esclusa dall’attività fisica, in parte per pregiudizi e in parte per ignoranza, ad esempio: si credeva che la particolarità dell’utero nella femmina costituisse un pericolo per la sua vita nelle corse di lunga distanza. Solo la trasgressione di alcune eroine che amavano questa pratica ha dimostrato, realizzando il loro sogno di correre, che era solo un pregiudizio.
La medicina sportiva moderna ha certificato che sulla distanza di quarantacinque chilometri, il maschio è ineguagliabile per la femmina, ma le cose cambiano sulle lunghe distanze, infatti, al raddoppio della distanza la femmina è alla pari col maschio.
Grandi passi avanti si sono fatti anche dal punto di vista di mentalità e rispetto dei diritti allo sport.
Molti passi sono ancora da fare, com’è nell’ordine naturale delle cose.
Voglio quì porre in evidenza il ruolo della donna nella storia dello sport, l’evoluzione della sua partecipazione e soprattutto le caratteristiche che la differenziano dall’uomo, senza porre limiti o peggio, impedirle di raggiungere mete molto simili a quelle dei maschi.
Premise
Sport has not always been open to everyone, in other words to males and females.
The “Charter of the principles of sport for all”, written in December 2002, states in its first article: “Practicing sport is a right of citizens of all ages and social categories”.
Much of the ancient and modern history has however seen the female excluded from physical activity, partly due to prejudice and partly due to ignorance, for example: it was believed that the particularity of the uterus in the female constituted a danger for her life in racing long distance. Only the transgression of some heroines who loved this practice demonstrated, realizing their dream of running, which was only a prejudice.
The modern sports medicine has certified that on the distance of forty-five kilometers, the male is unequaled for the female, but things change over long distances, in fact, at doubling the distance the female is on par with the male.
Great progress has also been made from the point of view of mentality and respect for sports rights.
Many steps are still to be done, as it is in the natural order of things.
Here I want to highlight the role of women in the history of sport, the evolution of its participation and above all the characteristics that differentiate it from men, without setting limits or worse, preventing them from reaching goals very similar to those of males.
Un po’ di storia
Villa Casale, di Piazza Armerina (Enna) di epoca romana offre uno spettacolo colmo di storia e che ci permette di riflettere.
Il mosaico chiamato “le ragazze in bikini” (Foto nel frontespizio) mostra che già nel IV secolo le donne erano solite esercitarsi in attività fisica.
Sono raffigurate ragazze impegnate nella corsa campestre, nel lancio del disco e nel gioco della palla, mentre le vincitrici sono premiate con la palma della vittoria e una corona di rose.
Nell’antichità non era quindi inusuale trovare figure femminili dedite alla pratica sportiva.
Nell’antica Grecia troviamo invece una diversa situazione.
Le Olimpiadi antiche, svoltesi dal 776 a.C. al 393 d.C., erano aperte esclusivamente a cittadini di sesso maschile. Quelli di sesso femminile non poteva parteciparvi né da atlete né da spettatrici.
Un aneddoto: si dice che a causa della madre di un’atleta che era riuscita a partecipare ai giochi travestendosi da uomo, anche gli spettatori sono stati obbligati a lasciare ogni indumento fuori dallo stadio.
Nell’epoca del Romanticismo ottocentesco la donna era vista come un essere languido e malinconico, o addirittura “ una creatura malata e dodici volte impura” (Alfred de Vigny).
Il ruolo del genere femminile è stato per lungo tempo legato alla sfera domestica e subordinato alla procreazione.
Pierre de Coubertin ha l’insuperato merito di aver portato le Olimpiadi nell’epoca moderna, nel 1896 ad Atene, ma non era distante dal credo delle manifestazioni antiche a riguardo della partecipazione femminile.
Sua affermazione: “La partecipazione femminile sarebbe poco pratica, priva di interesse anti-estetica e scorretta” (Pierre de Coubertin, 1912).
A Parigi nel 1900 alcune atlete riuscirono a partecipare in modo non ufficiale alle gare di tennis, croquet, vela e golf.
Continuarono a partecipare a qualche gara in forma non ufficiale, finché nel 1920 ad Anversa furono ammesse ufficialmente. Nel 1928 ad Amsterdam le donne poterono partecipare alle gare di atletica leggera, fatto che aumentò notevolmente i numeri: 290 atlete su 2883. Tra il 1928 e il 1936 (Berlino) si inserirono gare femminili per le principali discipline olimpiche.
Nel 1968 a Città del Messico ci fu la dimostrazione di una grande crescita del movimento tecnico, e la partecipazione femminile arrivò al 12% del totale.
Le ultime Olimpiadi estive londinesi hanno visto per la prima volta le donne ammesse a tutti gli sport considerati in precedenza totalmente maschili, aggiungendo il pugilato femminile. Paradossalmente due sono le discipline femminili non presenti nella versione maschile: la ginnastica ritmica e il nuoto sincronizzato.
Parlando di Olimpiadi invernali, citiamo alcune discipline: nel Bob, presente dalla prima edizione del 1924 a Chamonix-Mont Blanc (FR), le atlete parteciparono per la prima volta nel 2002 a Salt Lake City (USA). L’Hockey su ghiaccio, anch’esso presente dalla prima edizione, è stato aperto alle squadre femminili nel 1998 (Nagano, J). Il Biathlon venne introdotto nel  1960 (Squaw Valley, USA) per gli uomini e nel 1992 (Albertville, FR) per le donne. Altre specialità come lo Short Track (1992) e lo Snowboard (1998) sono state inserite nelle ultime edizioni e sono state aperte da subito sia a uomini che a donne. Nelle Olimpiadi di Sochi (RU): il salto con gli sci, prima ritenuto troppo pericoloso per le atlete. Unica specialità che manca ancora all’appello degli sport invernali in rosa è la Combinata Nordica, una combinazione di salto con gli sci e sci di fondo.
A bit of history
Villa Casale, in Piazza Armerina (Enna) from the Roman period, offers a spectacle full of history that allows us to reflect.
The mosaic called “the girls in a bikini” (Photo on the title page) shows that as early as the 4th century, women used to practice physical activity.
Girls are depicted in the cross country race, in the discus throw and in the ball game, while the winners are rewarded with the palm of victory and a wreath of roses.
In antiquity, it was not unusual to find female figures dedicated to sports.
In ancient Greece we find a different situation.
The ancient Olympics, held from 776 BC at 393 AD, they were open exclusively to male citizens. Those of female sex could not participate in it either as athletes or as spectators.
An anecdote: it is said that because of the mother of an athlete who was able to participate in the games disguised as a man, even the spectators were forced to leave every garment outside the stadium.
In the age of nineteenth-century Romanticism, women were seen as a languid and melancholy being, or even “a sick and twelve-times unclean creature” (Alfred de Vigny).
The role of the female gender has for a long time been linked to the domestic sphere and subordinated to procreation.
Pierre de Coubertin has the unsurpassable merit of having led the Olympics in the modern era, in 1896 in Athens, but it was not far from the belief of the ancient manifestations regarding female participation.
His statement: “Female participation would be impractical, lacking in anti-esthetic and improper interest” (Pierre de Coubertin, 1912).
In Paris in 1900 some athletes managed to participate in unofficial competitions in tennis, croquet, sailing and golf.
They continued to participate in some unofficial competitions, until they were officially admitted in Antwerp in 1920. In 1928 in Amsterdam women were able to participate in athletics competitions, which increased significantly the numbers: 290 athletes out of 2883. Between 1928 and 1936 (Berlin) were included women’s competitions for the main Olympic disciplines.
In 1968 in Mexico City there was the demonstration of a great growth of the technical movement, and the female participation reached 12% of the total.
The last London Summer Olympics have seen for the first time women admitted to all the sports previously considered totally male, adding female boxing. Paradoxically, there are two female disciplines not present in the male version: rhythmic gymnastics and synchronized swimming.
Speaking of the Winter Olympics, we mention some disciplines: in the Bob, present from the first edition of 1924 in Chamonix-Mont Blanc (FR), the athletes participated for the first time in 2002 in Salt Lake City (USA). Ice Hockey, also present since the first edition, was opened to women’s teams in 1998 (Nagano, J). Biathlon was introduced in 1960 (Squaw Valley, USA) for men and in 1992 (Albertville, FR) for women. Other specialties such as Short Track (1992) and Snowboard (1998) have been included in the latest editions and have been open to both men and women. In the Olympics in Sochi (RU): ski jumping, previously considered too dangerous for athletes. The only specialty that still lacks the appeal of winter sports in pink is the Nordic Combined, a combination of ski jumping and cross country skiing.
Un rilievo è d’obbligo
Valutando la storia dello sport al femminile e alle difficoltà che hanno dovuto affrontare le atlete possiamo notare la competenza raggiunta nell’attività fisica e osservare che: la donna non ha al suo attivo una storia di necessità muscolari rilevanti, forza fisica, resistenza a intensità immediate di reattività muscolare, tipiche del cacciatore primordiale, né un utilizzo dello spazio necessario per la valutazione delle traiettorie delle armi per la caccia, così come sulla necessità di coordinare il cervello per la valutazione continua della propria posizione di riferimento nei percorsi e le capacità di orientamento; pertanto è stupefacente constatare come stia gradualmente superando il gap che la separa dalle abilità che normalmente sono patrimonio acquisito in migliaia e migliaia di anni dal genere maschile. Non solo, ma che riesca ad avvicinarvisi con competenze di certo diverse.
A relief is a must
By evaluating the history of women’s sport and the difficulties faced by athletes we can notice the competence achieved in physical activity and observe that: the woman does not have a history of significant muscle needs, physical strength, resistance to immediate intensity of muscular reactivity, typical of the primordial hunter, neither a use of the space necessary for the evaluation of the trajectories of weapons for hunting, as well as on the need to coordinate the brain for the continuous evaluation of one’s position of reference in the paths and orientation skills ; therefore it is amazing to see how it is gradually overcoming the gap that separates it from the skills that are normally assets acquired in thousands and thousands of years from the male gender. Not only that, but that manages to get closer with certain different skills.

Quali diversità
Uomini e donne hanno un corpo molto diverso nelle sue caratteristiche.
La donna adulta in media ha una statura di 7,5–12 cm più bassa, un peso corporeo di 11– 13 KG più leggero, 4,5-6 kg in più di tessuto adiposo, 12–18 kg in meno di massa magra.
Queste differenze valgono per uomini e donne indipendentemente che siano sedentari o atleti.
Fino alla pubertà uomo e donna hanno potenziali atletici molto simili.
Con la maturazione sessuale a causa della diversa qualità e quantità di ormoni prodotti le caratteristiche fisiche cambiano in modo importante nei due sessi.
Le influenze ormonali sulla composizione corporea sono determinanti.
La donna adulta può raggiungere al massimo i due terzi della forza dell’uomo per la fisiologica minore massa muscolare.
L’allenamento sulla forza muscolare può determinare nella donna un aumento di forza del 20-30% ma l’ipertrofia muscolare è comunque in valori assoluti minore che nell’uomo.
La massa muscolare oltre che per quantità è diversa nella donna anche per distribuzione: nelle donne essa è maggiormente sviluppata nella parte inferiore del corpo e in particolare nelle gambe.
È facilmente visibile come la donna non abbia nelle braccia e nel dorso importanti masse muscolari. Questo fa comprendere come le attività di forza che coinvolgono gli arti superiori, svantaggino le donne in maniera significativa.
Ma vediamo come alcune caratteristiche possano migliorare la condizione femminile: minore massa muscolare significa minori resistenze vascolari periferiche, migliore attivazione neuromuscolare, maggiore ossidazione degli acidi grassi.
Il basso livello di testosterone impedisce alla donna di incrementare con l’allenamento la massa muscolare (ipertrofia) allo stesso livello dell’uomo ma non impedisce di esaltarne le capacità di resistenza alla fatica.
What differences
Men and women have a very different body in its characteristics.
The average adult woman has a height of 7.5-12 cm lower, a body weight of 11 to 13 KG lighter, 4.5-6 kg more of adipose tissue, 12-18 kg less lean mass .
These differences apply to men and women regardless of whether they are sedentary or athletes.
Until puberty man and woman have very similar athletic potentials.
With sexual maturation due to the different quality and quantity of hormones produced, physical characteristics change significantly in both sexes.
Hormonal influences on body composition are crucial.
The adult woman can at most reach two thirds of the human strength due to the physiological lower muscle mass.
Muscular strength training can determine a 20-30% increase in strength in women, but muscular hypertrophy is still lower in absolute values ​​than in men.
Muscle mass as well as quantity is different in women also for distribution: in women it is more developed in the lower part of the body and in particular in the legs.
It is easy to see how the woman does not have important muscular masses in her arms and back. This makes us understand how forceful activities involving the upper limbs disadvantage women significantly.
But let’s see how some features can improve the female condition: lower muscle mass means lower peripheral vascular resistance, better neuromuscular activation, greater oxidation of fatty acids.
The low testosterone level prevents the woman from increasing muscle mass (hypertrophy) with the training at the same level of the man but does not prevent to enhance the capacity of resistance to fatigue.
Anche la meccanica della corsa è differente tra uomo e donna.
La conformazione del corpo femminile necessita di uno sforzo maggiore per spostare il bacino, con una lieve riduzione dell’efficacia meccanica.
Va infine ricordato a proposito di apparato locomotore che gli estrogeni conferiscono all’organismo femminile una elevata elasticità, nettamente superiore a quella maschile.
Questa caratteristica si traduce in evidente vantaggio nella pratica di alcuni sport (ginnastica). D’altro canto un aumento della lassità legamentosa a carico delle principali articolazioni e una minore resistenza e densità ossea rappresentano degli svantaggi, essendo cause di maggior rischio infortuni rispetto agli atleti di sesso maschile.
Anche l’apparato cardiaco è differente: il cuore femminile è proporzionalmente più piccolo rispetto a quello maschile, sono quindi minori la gittata sistolica e la portata cardiaca: l’apporto di ossigeno ai tessuti è quindi inferiore (Ugo Monsellato, 2013).
Nonostante tali consistenti differenze, le modalità e i caratteri della risposta dell’organismo femminile all’allenamento non sono dissimili a quelli descritti tradizionalmente per quello  maschile.
Le donne, proporzionalmente al livello di partenza, beneficiano dell’allenamento esattamente come i maschi, così come sovrapponibili sono i meccanismi  biochimici in corso  di esercizio fisico. Diversi sono gli effetti dell’allenamento sulla composizione corporea della donna e dell’uomo praticanti attività sportiva di pari livello: più veloce perdita della componente grassa, ma più lento incremento della componente muscolare nella donna. La riduzione di peso, pur non importante, sarà accompagnata da un costante incremento della performance sportiva.
Altra grande differenza tra maschi e femmine è il ciclo mestruale, che può rivelarsi un problema nelle atlete quando l’attività fisica è troppo intensa: il menarca può non comparire, o il ciclo può interrompersi, creando squilibri ormonali consistenti.
Tale condizione può essere  sintomo di Disturbi Alimentari. Particolarmente a rischio sono alcuni sport di resistenza (atletica leggera, nuoto, canottaggio) o di figura (ginnastica, pattinaggio di figura, danza), in cui la leggerezza fisica e l’aspetto hanno grande importanza (Vanessa Costa, 2013).
Una attività fisica moderata non ha invece nessuna influenza sul ciclo mestruale. Controlli medici sono necessari in caso di sforzi fisici intensi e attenzione particolare va dedicata da parte di allenatori, genitori e dirigenti nei confronti di ragazze in sport a rischio.
Allo stato attuale di conoscenza dalla fisiologia femminile, con una giusta prevenzione, nessuna controindicazione è visibile in alcuno sport.
Nel caso di gravidanza, non ci sono altre controindicazioni se non quelle mediche e ostetriche nel praticare sport.
Il corpo della femmina e il suo apporto di energia si modificano notevolmente, ma il peso corporeo del neonato non sembra essere modificato dalla pratica di esercizio fisico anche intenso da parte di atlete.
Uno stretto controllo medico è comunque consigliabile, per la salute della donna e del bambino.
Sconsigliati sono invece gli sport ad alto rischio di traumi. Prestazioni di altissimo livello sono stati ottenute da atlete in stato di gravidanza: “Mio figlio nascerà con la medaglia al collo, sono felicissima. Mentre sparavo sentivo muovere il bambino” (Chiara Cainero, 35 anni, al quinto mese di gravidanza, agosto 2013, oro nello skeet donne agli Europei di tiro a volo, Sehl, Germania).
Certificato che le donne svolgenti attività sportiva hanno un parto più facile rispetto alle sedentarie. Inoltre la maternità non limita la prestazione sportiva. Numerose atlete hanno ottenuto le loro performance migliori tra il primo ed il secondo anno dopo il parto.
Questo excursus nella fisiologia del corpo femminile ci consente di notare le differenze con il corpo maschile, ma anche le risorse delle donne e le loro possibilità nello sport.
Il corpo femminile dev’essere allenato e rispettato in un modo diverso da quello maschile, ma non ha nessuna controindicazione a un’attività fisica intensa e legata alla performance, se sottoposta a controlli medici, ad attenzioni particolari e a una corretta prevenzione.
The mechanics of the race are also different between men and women.
The conformation of the female body requires a greater effort to move the pelvis, with a slight reduction in mechanical efficiency.
Finally it should be remembered about the locomotor apparatus that estrogens give the female organism a high elasticity, much higher than the male one.
This characteristic translates into obvious advantage in the practice of some sports (gymnastics). On the other hand, an increase in the ligamentous laxity of the main joints and a lower resistance and bone density represent disadvantages, being causes of greater risk of injury compared to male athletes.
Also the cardiac apparatus is different: the female heart is proportionally smaller than the male one, so the systolic range and the cardiac output are less: the oxygen supply to the tissues is therefore lower (Ugo Monsellato, 2013).
Despite these substantial differences, the modalities and characters of the female body’s response to training are not dissimilar to those traditionally described for men.
Women, proportionally to the starting level, benefit from training exactly like the males, as well as the biochemical mechanisms during exercise are superimposable. There are different effects of training on the body composition of women and men practicing sports activities of the same level: faster loss of fat, but slower increase in muscle component in women. Weight reduction, while not important, will be accompanied by a constant increase in sports performance.
Another big difference between males and females is the menstrual cycle, which can be a problem in athletes when physical activity is too intense: the menarche may not appear, or the cycle may break off, creating consistent hormonal imbalances.
This condition can be a symptom of food disorders. Particularly at risk are some sports of resistance (athletics, swimming, rowing) or of figure (gymnastics, figure skating, dance), in which physical lightness and appearance are very important (Vanessa Costa, 2013).
A moderate physical activity has no influence on the menstrual cycle. Medical checks are necessary in the event of intense physical exertion and special attention should be paid by coaches, parents and managers to girls in at-risk sports.
At the current state of knowledge from female physiology, with proper prevention, no contraindication is visible in any sport.
In the case of pregnancy, there are no other contraindications except medical and obstetric ones in sports.
The female body and its energy supply change considerably, but the baby’s body weight does not seem to be modified by athletes’ practice of intense physical exercise.
However, close medical supervision is advisable for the health of women and children.
The sports at high risk of trauma are not recommended. Performances of the highest level have been obtained by pregnant athletes: “My son will be born with the medal around his neck, I am very happy. While I was shooting I felt the baby move “(Chiara Cainero, 35, in the fifth month of pregnancy, August 2013, gold in women’s skeet shooting competition, Sehl, Germany).
Certified that women doing sporting activities have a childbirth easier than sedentary ones. Furthermore, maternity does not limit sports performance. Many athletes have obtained their best performances between the first and second year after delivery.
This excursion into the physiology of the female body allows us to notice the differences with the male body, but also the resources of women and their possibilities in sport.
The female body must be trained and respected in a different way than the male body, but it has no contraindication to an intense physical activity linked to performance, if subjected to medical checks, to particular attention and proper prevention.
Ruoli storici
Le donne hanno sempre avuto ruoli sociali profondamente diversi da quelli maschili.
I primi uomini andavano a caccia mentre le donne si dedicavano ai figli, acuendo caratteristiche di genere molto diverse: gli uomini hanno più forza fisica, una migliore competenza spazio temporale e caratterialmente sono più aggressivi e più agonisti, fattori necessari alla sopravvivenza negli ambienti ostili primordiali.
Le donne, per contro, sono più empatiche, hanno competenze linguistiche maggiori e sono più emotive, caratteristiche che hanno concesso di allevare l’umanità intera sin dai tempi più remoti.
Historical roles
Women have always had social roles that are profoundly different from those of men.
The first men went hunting while the women devoted themselves to their children, sharpening very different gender characteristics: men have more physical strength, better space-time competence and are more aggressive and more agonistic, factors necessary for survival in hostile primordial environments. .
Women, on the other hand, are more empathic, have greater linguistic skills and are more emotional, characteristics that have allowed to raise the whole of humanity since ancient times.
Fasi di crescita
L’adolescenza è un periodo estremamente instabile e delicato. I ruoli sessuali si sono definiti dopo la pubertà, nascono i gruppi di genere e i primi rapporti tra sesso diverso, il corpo è cambiato, ci si avvia verso l’età adulta.
Momento delicato anche per lo sport: molti lo abbandonano, e la maggior parte sono ragazze.
Ai giorni nostri si può notare come le ragazze si comportino da donne adulte e mature anche alle scuole medie inferiori, con atteggiamenti, vestiti e parole che non farebbero parte del loro mondo. La ragazza è vista come civettuola e intrigante.
Che difficoltà devono quindi affrontare le ragazze che fanno sport giornalmente o che praticano un’attività sportiva a livello agonistico? Muscolatura, abitudini di vita e alimentari, impegni giornalieri e nel weekend possono influenzare la vita non solo della ragazza, ma anche del ragazzo atleta. La ragazza in più deve affrontare lo stereotipo, di cui parleremo più avanti, della “femmina” non agonista, seducente, debole e senza mire di performance sportive. Inoltre, in vista della procreazione, il corpo della donna adolescente è in cambiamento, portando forme diverse e squilibri  ormonali, altra motivazione per la grande percentuale di drop-out (abbandono dell’attività sportiva) femminile.
Stages of growth
Adolescence is an extremely unstable and delicate period. Sexual roles have been defined after puberty, gender groups are born and the first relationships between different sexes, the body has changed, we start towards adulthood.
A delicate moment also for sport: many abandon it, and most are girls.
Nowadays we can see how girls behave like adult and mature women even in lower middle schools, with attitudes, clothes and words that would not be part of their world. The girl is seen as flirtatious and intriguing.
What difficulties should therefore be faced by girls who play sports daily or who play sport at a competitive level? Musculature, lifestyle and food habits, daily commitments and weekends can influence the life not only of the girl, but also of the athlete boy. The girl in more must face the stereotype, which we will talk about later, the “female” non-agonist, seductive, weak and without ambition of sporting performance. Moreover, in view of procreation, the body of the adolescent woman is in change, bringing different forms and hormonal imbalances, another reason for the large percentage of drop-out (abandonment of sporting activity) female.
Da adulte
Anche nei giorni nostri, nonostante la società sia cambiata e porti le donne a non essere circoscritte dalle mura domestiche, le necessità della casa sono spesso sulle spalle del genere femminile. Si dice che i ruoli si stanno confondendo, e qualche esempio ne è la dimostrazione. Dal punto di vista sportivo troviamo però qualche difficoltà per le donne nel momento in cui si passa da essere figlie in casa con i genitori ad adulte indipendenti con una casa propria.
Il genere femminile si è avvicinato molto a quello maschile dal punto di vista della formazione e possibilità di affrontare un lavoro. Molto sarebbe ancora da fare, ma parliamo del momento attuale. Come i ragazzi, anche le ragazze studiano, si diplomano, si laureano, affrontano tirocini, stage, colloqui, periodi di prova mal pagati e lavori, non sempre compensati adeguatamente.
Il tutto magari portando avanti uno sport e creandosi una vita indipendente, senza aver imparato adeguatamente, come accadeva un tempo, a badare a una casa.
È una sperimentazione continua, fatta di cene cucinate velocemente dopo una giornata di lavoro e un allenamento snervante e faticoso.
Discorso a parte per le atlete professioniste che hanno trattamenti pari agli uomini ma con diritti leggermente diversi. Anche qui, molta strada è stata fatta, ma molta è ancora da fare. Mentre lavorare, cucinare, pulire i pavimenti e, per le donne più fortunate, stirare, sono attività fattibili da entrambi i sessi, una competenza rimarrà legata al mondo in rosa: la procreazione.
Le donne oltre ad affrontare la gravidanza, devono dedicarsi alla gran parte delle necessità del bambino appena nato. Anche qui l’evoluzione conferma la diversità: l’orecchio femminile, per esempio, è più sensibile alla frequenza del pianto del bambino.
From adults
Even in our day, despite the fact that society has changed and leads women not to be circumscribed by the home, the needs of the house are often on the shoulders of the female gender. The roles are said to be confusing, and some examples are proof of this. From the sporting point of view, however, we find some difficulties for women when they go from being daughters at home with parents to independent adults with a home.
The female gender has approached a lot the male one from the point of view of training and the possibility of facing a job. Much would still have to be done, but let’s talk about the current moment. Like the boys, the girls also study, graduate, graduate, face internships, internships, interviews, poorly paid trial periods and jobs, not always adequately compensated.
All this maybe carrying on a sport and creating an independent life, without having learned properly, as it once did, to look after a house.
It is a continuous experimentation, made of dinners cooked quickly after a day of work and an unnerving and tiring workout.
Speech aside for professional athletes who have treatments equal to men but with slightly different rights. Even here, a lot of road has been made, but much remains to be done. While working, cooking, cleaning floors and, for the luckiest women, ironing, are feasible activities for both sexes, a skill will remain linked to the world in pink: procreation.
In addition to coping with pregnancy, women must devote themselves to the vast majority of the needs of the newborn child. Here too, evolution confirms diversity: the female ear, for example, is more sensitive to the frequency of the baby’s crying.
Cosa può significare tutto ciò in termini di sport?
Come abbiamo già visto, non ci sono controindicazioni particolari riguardo lo sport in gravidanza e nel periodo del post parto.  Sono gli impegni e l’energia fisica a disposizione a cambiare. Con qualche difficoltà in più rispetto agli uomini che diventano papà, ma anche le mamme possono riuscire ad avere una vita sportiva intensa, magari con qualche aiutino esterno da parte del partner e della famiglia.
What can all this mean in terms of sport?
As we have already seen, there are no specific contraindications regarding sport during pregnancy and during the post-partum period. It is the commitments and the physical energy available to change. With some difficulties more than the men who become dad, but even mothers can succeed in having an intense sporting life, perhaps with some external help from the partner and the family.
E le risorse
Parliamo ora delle risorse del genere femminile nello sport.
Al pari degli uomini, sono in grado di impegnarsi in uno sforzo giornaliero, possono raggiungere i loro limiti fisici con allenamenti intensi. La motivazione all’attività fisica può essere pari, se non maggiore, a quella maschile. Maggiore perché le ragazze devono affrontare i pregiudizi e le difficoltà legate all’appartenenza di genere. Inoltre i comportamenti in campo sono diversi da quelli maschili, a volte più efficienti.
Le atlete sono più attente ai consigli dell’allenatore, riescono a concentrarsi maggiormente durante gli allenamenti e hanno un rapporto solitamente più profondo con l’allenatore. Una relazione più personale ed emotiva, dà vita a una maggiore fiducia verso il tecnico e ad un affidamento quasi totale alle sue indicazioni.
La grande empatia, la capacità di comprendere in modo immediato gli stati emotivi altrui senza farsi travolgere, e la grande emotività, la tendenza a emozionarsi facilmente, possono essere una grande risorsa, se trattate adeguatamente dalla guida tecnica. Le emozioni, se ben gestite e supportate, sono un motore importante per motivazione e impegno, portando, nei periodi di migliore condizione fisica, alla prestazione eccellente.
Possiamo considerare quindi come le donne abbiano tutte le risorse necessarie per affrontare l’attività sportiva e trionfare nello sport.
And the resources
Now let’s talk about the resources of the female gender in sport.
Like men, they are able to engage in daily effort, they can reach their physical limits with intense training. The motivation for physical activity can be equal, if not greater, to the male one. Greater because girls have to face prejudices and difficulties related to gender membership. Furthermore, the behaviors in the field are different from the male ones, sometimes more efficient.
The athletes are more attentive to the coach’s advice, they are able to concentrate more during training and usually have a deeper relationship with the coach. A more personal and emotional relationship, gives rise to a greater trust towards the technician and an almost total reliance on his indications.
The great empathy, the ability to understand immediately the emotional states of others without being overwhelmed, and the great emotionality, the tendency to get excited easily, can be a great resource, if properly treated by the technical guide. The emotions, if well managed and supported, are an important engine for motivation and commitment, bringing, in periods of better physical condition, to excellent performance.
We can therefore consider how women have all the necessary resources to face the sport and triumph in the sport.

Sono molto diverse dagli uomini, e come tali devono essere trattate, dal punto di vista di caratteristiche fisiche e personologiche.
Se ben supportate e allenate, possono raggiungere mete importanti, che di certo tendono a dimostrare lo stato di eccellenza del genere, talvolta molto vicino a quello maschile.
They are very different from men, and as such they must be treated, from the point of view of physical and personal characteristics.
If well supported and trained, they can reach important goals, which certainly tend to demonstrate the state of excellence of the genre, sometimes very close to the male one.
I muri da abbattere
Lo stereotipo è la tendenza a collocare qualcuno entro certe categorie. È un’esigenza della mente umana, che tende però a divenire coercizione se usata in modo vincolante e immutabile.
The walls to be demolished
The stereotype is the tendency to place someone within certain categories. It is a requirement of the human mind, which however tends to become coercion if used in a binding and immutable way.
Lo sport è stato per gran parte della storia, considerato sinonimo di potere, sacrario dell’eccellenza. Le donne, per potervi accedere, dovevano rinunciare a qualcosa, la femminilità, o guadagnare mascolinità (Adriana Lombardi, 2013).
Possiamo riprendere il concetto derivante dalla psicoanalisi del complesso di Diana: con questa definizione si definisce la tendenza a ostentare mascolinità. Diana era una dea romana che personificava l’amazzone, la donna guerriera. Era vergine, si opponeva al matrimonio, preferendo dedicarsi alla caccia. La psicoanalisi vede in lei il simbolo della donna narcisista che tramuta i propri desideri in aggressività.
Fare sport era visto come un tentativo nevrotico di una compensazione maschile. Una donna che non era in grado di realizzarsi psicologicamente nella maternità, intraprendeva una carriera sportiva nel tentativo di trovare una via alternativa.
La femminilità era vista come rimozione di ogni aggressività e rinuncia a ogni desiderio o pretesa di affermazione personale.
Lo stereotipo, o pregiudizio, nello sport agisce in due modi: porta alla conformità, quindi la donna, per essere pienamente “normale”, non può essere o aspirare a ricoprire ruoli per cui servono doti che non ha. Oppure porta alla devianza, la donna attiva, intraprendente, muscolosa, decisa ed autonoma non più desiderabile, in quanto si avvicina troppo all’uomo ed è considerata “anormale” (Adriana Lombardi, 2013).
Alcuni stereotipi non sono stati ancora superati del tutto. “Spesso, dopo gli incontri, i giornalisti mi chiedevano se ci davamo i pugni davvero o se recitavamo” (Stefania Bianchini, pluricampionessa del mondo di kick boxing, 2013).
Ma è cambiato, e molto sta cambiando, compreso un apprezzamento diverso nei riguardi di un fisico femminile muscoloso e curato nei particolari.
Ora la donna è libera di esprimere, nello sport, la sua aggressività senza la paura di perdere l’amore e l’appoggio. Prima si vedeva il genere femminile come surrogato maschile con mancanze rispetto a quello dell’uomo. Ora esiste una luce dedicata alle donne, che illumina le loro caratteristiche uniche, evidenzia e rispetta le differenze con l’uomo.
Sport has been for most of history, considered synonymous with power, a sanctuary of excellence. Women, to access them, had to give up something, femininity, or gaining masculinity (Adriana Lombardi, 2013).
We can resume the concept deriving from the psychoanalysis of the Diana complex: with this definition we define the tendency to flaunt masculinity. Diana was a Roman goddess who personified the rider, the warrior woman. She was a virgin, opposed to marriage, preferring to go hunting. Psychoanalysis sees in her the symbol of the narcissistic woman who turns her desires into aggression.
Playing sports was seen as a neurotic attempt at male compensation. A woman who was not able to psychologically realize herself in a motherhood would embark on a sports career in an attempt to find an alternative way.
Femininity was seen as the removal of all aggression and the renunciation of any desire or claim to personal affirmation.
The stereotype, or prejudice, in sport acts in two ways: leads to compliance, so the woman, to be fully “normal”, can not be or aspire to fill roles for which you need skills that does not have. Or it leads to deviance, the active, enterprising, muscular, decisive and autonomous woman no longer desirable, because she is too close to man and is considered “abnormal” (Adriana Lombardi, 2013).
Some stereotypes have not yet been completely overcome. “Often, after the meetings, the journalists asked me if we really punched or if we played” (Stefania Bianchini, a multi-champion of the kick boxing world, 2013).
But it has changed, and a lot is changing, including a different appreciation towards a muscular female body with attention to detail.
Now the woman is free to express her aggression in sport without the fear of losing love and support. First we saw the female gender as a male surrogate with a lack compared to that of man. Now there is a light dedicated to women, which illuminates their unique characteristics, highlights and respects differences with man.
Infine
Il genere femminile e maschile sono complementari in modo reciproco.
Maschio e femmina hanno le stesse potenzialità nel raggiungere i propri obiettivi, il più delle volte con competenze e risorse assolutamente diverse, superando limiti diversi, affrontando strade diverse.
Lo sport è una palestra di vita. Come per l’uomo, lo è anche per la donna. Nel mondo in generale, e in Italia in particolare, non si sono del tutto superate alcune difficoltà per le donne.
Nello sport le atlete possono allenarsi alla vita, per raggiungere le mete prefissate facendo conto sulle proprie risorse, sul proprio impegno, sulla propria motivazione e sull’appoggio di familiari, allenatore ed amici.
E voglio dire in conclusione che, di certo, un po’ di femminilità fa bene anche allo sport.
Finally
The feminine and masculine gender are mutually complementary.
Male and female have the same potential in achieving their goals, most often with very different skills and resources, exceeding different limits, facing different paths.
Sport is a gym of life. As for men, it is also for women. In the world in general, and in Italy in particular, some difficulties for women have not completely overcome.
In sport, athletes can train themselves to life, to achieve their goals, taking into account their resources, their commitment, their motivation and support from family members, coaches and friends.
And I mean in conclusion that, of course, a little ‘femininity is also good for sport.

Unico

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