Stati D’animo

Aforisma di George Bernard
“Indifferente è chi non prova emozioni, chi rimane impassibile a tutto ciò che accade, chi non comprende, felicità ne tristezza. Chi non sa ne amare nè odiare, chi non ha cuore nè anima. Ma esiste una persona che davvero può essere considerata totalmente indifferente? Ci sono persone che si sono costruite una corazza contro i sentimenti troppo elevati e forse per non soffrire cercano di rimanere indifferenti, anche se in realtà dei sentimenti li provano ugualmente, perchè l’indifferenza vera è propria, il vero significato del termine, non è di questo mondo, credo solo nell’apparente indifferenza, ci s’impone di esserlo, non siamo capaci di non provare emozioni, altrimenti non potremmo essere chiamati umani!”
Per stati d’animo in psicologia si fa riferimento a dei tratti emotivi pressoché stabili e ricorrenti frutto del nostro temperamento e delle nostre caratteristiche di personalità.
Gli stati d’animo non sono delle reazioni puntuali e degli stimoli definiti, come le emozioni, ma delle tonalità affettive di base che contraddistinguono l’umore di fondo con cui la persona tende ad approcciarsi al mondo.
Gli stati d’animo sono molto più sfumati delle emozioni e comportano una modesta attivazione psicofisica. Inoltre non si riferiscono a un episodio e stimolo specifico, ma rappresentano, appunto, delle disposizioni affettive prive di una specifica motivazione all’azione.
Il modo di pensare determina il nostro stato d’animoquindi, come pensiamo sarà anche come ci sentiamo. Non è quello che succede che ci fa sentire meglio o peggio, bensì è l’interpretazione interiore che facciamo degli avvenimenti a decidere se staremo meglio o peggio e questa è frutto di come ci siamo programmati negli anni di crescita cognitiva.
Di fronte a uno stesso evento varie persone reagiscono in modi diversi. 
Ad esempio, immaginiamo una persona con una collana e un pendente di grande valore sentimentale perché un regalo molto caro di cui voleva averne il ricordo per sempre.
Un giorno un ladro tira fuori un coltello, dà un pugno lasciando un occhio nero alla persona e le ruba il prezioso ciondolo. Ora analzziamo tre esempi e comportamenti di persone diverse con differenti modi di reagire di fronte a tale situazione.
La persona negativa al 100%
Si concentra solo sugli aspetti negativi, ripete quanto sia orribile che le abbiano rubato una collana dal così alto valore sentimentale ed è dolorante per il pugno nell’occhio.
I suoi pensieri sono negativi al 100%, non vede assolutamente nulla di buono in quello che le è successo e in più pensa che se fosse passata per un’altra strada o se fosse andata in un altro posto non sarebbe successo nulla. Il risultato? Se i suoi pensieri sono negativi al cento per cento, anche le sue emozioni saranno molto negative, provando pena, impotenza e attacchi d’ansia in eccesso.
La persona al 60 % negativa e al 40 % positiva (percentuali orientative)
L’esempio riguarda sempre una persona negativa. È logico che se ci succede qualcosa di brutto pensiamo negativo, ma la differenza con il tipo di persona precedente è che oltre alla negatività c’è una parte tranquillizzante e positiva che equilibra un po’ le emozioni riducendo il malessere.
Questa persona pensa che, sebbene abbia perso qualcosa di così importante e malgrado sia dolorante per il pugno, avrebbe potuto succederle qualcosa di molto peggiore; infatti è ancora in salute e prova del sollievo per questo.
Ha saputo affrontare la situazione in un modo non catastrofico come la prima. Logicamente sta male, ma sarà un’emozione più passeggera rispetto al primo caso.
Il modo di pensare cambia le cose.
Tutti ci siamo chiesti almeno una volta come talune persone riescano ad affrontare i molteplici problemi sul loro cammino, ammirandone la forza.
In realtà ciò che queste persone possiedono è la capacità di attutire/assorbire meglio i colpi inflitti dalle avversità della vita. È un modo di vedere le cose da una prospettiva ottimista e speranzosa per il futuro in cui ci si aggrappa alle piccole gioie della vita, ai bisogni fondamentali.
La persona di spirito positivo che si aggrappa alla vita
Questo è il caso di chi possiede uno spirito positivo, che vede sempre il valore della vita come base. In genere ha un 70% di pensieri positivi e solo un 30% di pensieri negativi.
Si sente triste per aver perso la sua collana, prova dolore per via del pugno, ma sente l’allegria di essere viva. Si tratta di una di quelle persone che accettano le cose negative, che credono di aver avuto molta fortuna nel ricevere solo un pugno dal ladro.
È a terra, dolorante, ma sollevata dal fatto di essere ancora viva. Queste persone si dimenticano del lato negativo e si aggrappano alla vita con le unghie e con i denti, pertanto quello che primeggia nella bilancia dei pensieri è la gioia di essere vive, e per questo le loro emozioni saranno migliori rispetto a quelle dei casi precedenti.
Dipende dal modo di pensare che abbiamo se qualcosa ci toccherà in eccesso, moderatamente o per niente. 
Tutti gli avvenimenti hanno molte sfumature ed è un bene imparare che le cose non sono o bianche o nere, ma che esistono anche le sfumature di grigio.
Ci sono problemi di fronte ai quali nessuno riuscirà a essere positivo perché a volte queste teorie sono difficili da applicare, però esiste sempre uno spiraglio di luce in ogni fatto negativo, c’è sempre qualcosa che si può aggiustare per sistemare le cose.
Sta tutto o quasi nella nostra mente; siamo noi ad averne il controllo. Cercare sempre il lato tranquillizzante e positivo delle cose aiuta molto. Sebbene non sia affatto semplice né facile, vale la pena impegnarsi a mettetelo in pratica per migliorare le proprie emozioni. Abbiamo di certo il potere di farlo, partendo dalla riflessione seguita dalla perseveranza.
Unico

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