L’Amore maturo

Aforisma di Seneca
“Sarai tu stesso a procurarti motivi di affanno, ora affidandoti alla speranza, ora abbandonandoti alla disperazione? Se sei saggio unisci una cosa all’altra: non sperare senza disperazione e non disperare senza speranza”
 
“Ho cercato su Google: e ho trovato molta più tolleranza di quanto mi aspettassi sull’argomento donne più grandi innamorate di uomini più giovani. Forse sta cambiando qualcosa…?”
Anne è una donna di quarantaquattro anni, sposata da venti anni, due figli adolescenti e un marito con il quale attraversa una crisi matrimoniale.
Una crisi che diventa sempre più complessa nel momento in cui il marito si sottopone a un intervento chirurgico molto delicato. In quel momento Anne si trova davanti a un commesso di ventidue anni: sta acquistando del classico comfort food dopo una brutta giornata passata in ospedale.
 
Qualcosa succede e lo ricorda a due anni di distanza quando “è la vigilia di Capodanno e avevo del glitter al posto dell’ombretto. Mio Dio: è da quando ero un’adolescente che non mettevo makeup!” esclama nella lunga storia-dichiarazione.
 
Lei più grande di lui di venti anni: problemi? La differenza in amore ha ancora una valenza nel mercato delle polemiche?
 
Inizialmente la storia di Anne spiega la totale naturalezza con cui una donna può decidere di lasciare il marito per uno più giovane: sensi di colpa inclusi “La prima volta che l’ho visto, mentre pagavo il mio conto, gli ho chiesto per gentilezza > ehi, allora cosa fai stasera? < mi ha risposto > Torno a casa, oggi è stata una giornata più intensa del solito <”. Un anno dopo questa conversazione Anne ha lasciato il marito > con il quale siamo rimasti profondamente amici < perché da quel semplice scambio di parole è nata una nuova linfa di romanticismo che Anne non conosceva da tempo.
 
Ma qui inizia la storia vera, da romanzo, che scardina tutti i cliché su cougar e crisi di coppia (senza soluzione).
 
“Un anno ancora prima di questo incontro io e mio marito ci stavamo lasciando: ma pochi giorni prima che ufficializzassimo la separazione chiamò il chirurgo che avrebbe operato mio marito. Così il divorzio, improvvisamente, è diventato una pratica che poteva aspettare. Aveva bisogno di tutto il mio sostegno”. 
 
L’incontro con un commesso di ventidue anni può cambiare tutto?
“Nei primi incontri abbiamo evitato di parlare di età: io non sono affatto coraggiosa e anche lui, volontariamente, ha glissato l’argomento. Poi mi ha raccontato di quando ci fu l’improvvisa nevicata a giugno del 2008 e lui dovette chiamare il suo capo per dire che non sarebbe andato al lavoro. Aveva 14 anni”. Quanto Google, la calcolatrice e il costume social(e) possono mascherare o avallare una relazione?
 
Anne ne è consapevole “Quando ho sentito quel racconto, e ho fatto i conti nella mia testa, ho avuto le vertigini. Lui aveva ventidue anni mentre io, vista la sua maturità, gliene avrei dati trenta. E in quel momento, quando tutto mi faceva dire no-no-no ho capito che mi ero presa una cotta.
 
Un paio di mesi dopo gli raccontavo i guai semi-seri che succedevano a casa, delle volte camminando nei boschi insieme. Io gli parlavo della separazione, lui mi raccontava di come aveva vissuto il divorzio dei suoi”.
 
Dopo una conversazione di tre ore “che mi ha lasciato senza fiato” la vita di Anne è cambiata per sempre: “mi fidavo di lui in maniera totalmente diversa rispetto al mio ex marito. Le mie emozioni e il mio cuore erano al sicuro grazie a questo uomo”. Anne non chiama mai il suo nuovo amore “ragazzo”.
La distinzione non è linguistica: è sulla maturità. Per la serie: chi è un uomo? Colui che vanta una carta d’identità che dimostra i trentacinque anni di età? E un ragazzo è davvero colui che vanta una patente freschissima?
“Sono scoppiata a piangere: davvero avevo passato così tanto tempo della mia vita con mio marito?”. Cosa spinge una donna di quarantanni, moglie e madre di due figli, a mettere fuori il naso dalla routine emotiva-casalinga?
Quando una scintilla che potrebbe essere un flirt mette così tanto in gioco? “Io e mio marito abbiamo provato di tutto: ma non c’è come instillare qualcosa che non hai mai provato prima per salvare un matrimonio”.
 
Così la relazione si raffredda, passa da un flirt erotico a una dolce amicizia “Il suo romanticismo è cambiato, come se avesse fatto un passo indietro e fosse pronto a diventare semplicemente un mio amico.
E qualunque sia stata la ragione del fare un passo indietro – e smorzare la nostra storia d’amore – credo che entrambi ci siamo fatti un regalo  stupendo. Anche se sì, forse il fatto che io avessi quarantaquattro anni e lui ventidue, ha influito sulla decisione.
 
Gli sono grata: perché è un uomo che mi ha mostrato qualcosa di diverso”. A questo punto due anni dopo quel magico incontro Anne è pronta a raccontare un altro romanzo della sua vita: “Nove mesi più tardi la mia vita si è capovolta. Di nuovo.
 
Ma in qualcosa che non avrei mai creduto potesse succedere neanche in un milione di anni: ora sono seduta con mio marito Charles davanti al fuoco di una baita, un posto dove due anni prima ci eravamo tolti le fedi e detti addio”.
 
In mezzo Anne racconta una lunga crisi di coppia che dura da 10 anni “con l’ansia di stare nello stesso letto e il rischio di dover fare del sesso scialbo, per abitudine non per desiderio”.
Tutto questo incluso la scoperta che anche il marito, durante quel periodo, ha avuto una relazione con un’altra donna, per tre mesi. E la scoperta che il suo amante ventiduenne, invece, ha cambiato città e si è innamorato di una sua coetanea.
 
Come ha fatto Anne in neanche due anni a sostenere questa giostra emotiva e ora essere in lacrime di felicità, davanti a un caminetto, con il proprio ex marito? “Abbiamo avuto la notte più erotica di tutto il nostro matrimonio. Non ci siamo mai dati davvero l’un l’altro, questo è il problema.
 
Ora, dopo tutto questo, sento di essere diventata più vulnerabile, più femminile, amo essere desiderata da mio marito. Il nostro matrimonio è stato in stand-by per ventidue anni. Ci baciamo e lui improvvisamente mi dice che ho le palpebre che brillano. E gli sussurro semplicemente > sì, è proprio così! <”.
Unico

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