La Donna Giapponese EDO

Affermazione di Yamamoto Tsunetomo
[L’amore più profondo è l’amore nascosto. Una poesia dice: “Alla mia morte dal fumo conoscerai il mio amore, mai espresso e tenuto celato nel mio cuore”. Chi esprime il suo amore prima di morire, non ama profondamente. Solo l’amore che rimane celato fino alla morte è infinitamente nobile. Sono convinto che sia sublime amare fino alla morte. Quando parlai di questo, alcuni erano del mio parere e costoro furono chiamati “amici del fumo”].
Affirmation of Yamamoto Tsunetomo
[The most profound love is hidden love. A poem says: “At my death from the smoke you will know my love, never expressed and kept hidden in my heart”. Who expresses his love before dying, does not love deeply. Only the love that remains hidden until death is infinitely noble. I am convinced that it is sublime to love until death. When I talked about this, some were of my opinion and they were called “friends of smoking”].
Lo Shogun Ieyasu Tokugawa, nel 1600, adottò come religione di Stato il Neoconfucianesimo e questa filosofia religiosa influenzò moltissimo la vita delle persone durante tutti i 250 anni di questo periodo storico.
Il Neoconfucianesimo imponeva obbedienza assoluta all’Imperatore e, in famiglia, al padre. La donna doveva obbedire al padre, poi al marito e infine al figlio, in caso di morte del marito.
I matrimoni erano combinati, i giovani sposi molto spesso si incontravano solo nel giorno del loro matrimonio e la moglie veniva adottata dalla famiglia dello sposo, andando a vivere insieme a lui e ai suoceri. Il suo scopo era quello di concepire un figlio.
Un altro aspetto importante dell’influenza che il Neoconfucianesimo ha avuto sulla società Tokugawa è la divisione in classi. Daimyo, Samurai, Contadini, Artigiani e infine Mercanti. Ogni classe sociale era regolata da un suo preciso sistema di norme.
C’erano poi i fuori casta, i Kawaramono (gente della riva del fiume) e i Kawara Kojiki (mendicanti della riva del fiume).
I kawaramono erano gli attori, gli artisti, i poeti ecc.. ed erano chiamati gente della riva del fiume a causa del luogo in cui originariamente allestivano i loro spettacoli.
Erano i “fuoricasta”, perchè non rientravano nelle caste Confuciane predisposte dallo Shogun.
Lo Shogun Iemitsu Tokugawa, secondo shogun del periodo Edo, nel 1630 per evitare eventuali rivolte o tradimenti da parte di daimyo (i proprietari terrieri) e dei loro vassalli, portò avanti lo stesso tipo di politica adottata dai suoi predecessori Nobunaga e Hideyoshi, ovvero il San Kin Kotai, la residenza alternata dei daimyo e dei membri delle loro famiglie presso la corte shogunale. Questo permise alla città di Edo di crescere rapidamente e di svilupparsi in ogni aspetto, economico e sociale in quanto i Daimyo e le loro famiglie, durante il periodo di residenza forzata, dovevano comunque mantenere uno stile di vita consono alle loro abitudini e al loro status sociale.
Izumo No Okuni e le origini del teatro Kabuki
Le origini del teatro Kabuki risalgono al 1603 a quando una giovane ragazza chiamata Izumo no Okuni eseguiva delle danze sulle rive del fiume Kamo insieme ad un gruppo di artiste.
Okuni era una Miko del tempio di Izumo. Essendo usanza dell’epoca inviare i monaci e le Miko in altri paesi a chiedere contributi per il tempio, Okuni venne inviata a Kyoto. Lì si esibì in canti e danze sacre.
Divenne immediatamente molto popolare, tanto che erano molte le ragazze che vollero imparare a danzare da lei. Non tornò più a casa.
Inventò un nuovo tipo di spettacolo dove le donne interpretavano sia i ruoli femminili che maschili e divenne in brevissimo tempo tanto famosa che arrivò ad esibirsi per lo Shogun. Erano molti gli uomini che si contendevano i favori di queste donne e, a seguito delle numerose risse e per il rischio che questi spettacoli si trasformassero i luoghi di prostituzione, nel 1629 lo Shogun proibì alle donne di esibirsi negli spettacoli.
Fu così che il Kabuki divenne una forma di teatro tutta maschile, dove i ruoli sono interpretati solo da uomini. Per i ruoli femminili venivano scelti i ragazzi più giovani o dall’aspetto più aggraziato. I ragazzi che interpretano ruoli femminili si chiamano Onnagata.
The Shogun Ieyasu Tokugawa, in the 1600s, adopted Neo-Confucianism as a state religion and this religious philosophy greatly influenced people’s lives throughout the 250 years of this historical period.
The Neo-Confucianism imposed absolute obedience to the Emperor and, in the family, to his father. The woman had to obey the father, then the husband and finally the son, in case of death of the husband.
Marriages were combined, young married couples very often met only on the day of their marriage and the wife was adopted by the groom’s family, going to live with him and his in-laws. His purpose was to conceive a child.
Another important aspect of the influence that Neoconfucianism has had on the Tokugawa society is class division. Daimyo, Samurai, Peasants, Artisans and finally Merchants. Each social class was governed by its own system of norms.
Then there were the outside caste, the Kawaramono (people of the river bank) and the Kawara Kojiki (beggars of the river bank).
The kawaramono were the actors, the artists, the poets etc .. and were called people of the river bank because of the place where they originally set up their shows.
They were the “outcasts”, because they did not belong to the Confucian castes prepared by the Shogun.
The Shogun Iemitsu Tokugawa, second Shogun of the Edo period, in 1630 to avoid any revolts or betrayals by daimyo (landowners) and their vassals, carried forward the same type of policy adopted by his predecessors Nobunaga and Hideyoshi, or the San Kin Kotai, the alternate residence of the daimyo and members of their families at the shogun court. This allowed the city of Edo to grow rapidly and develop in every aspect, economic and social as the Daimyo and their families, during the period of forced residence, still had to maintain a lifestyle appropriate to their habits and their status social.
Izumo No Okuni and the origins of the Kabuki theater
The origins of the Kabuki theater date back to 1603 when a young girl named Izumo no Okuni performed dances on the banks of the Kamo River together with a group of artists.
Okuni was a Miko from the Izumo temple. Since it was the custom of the time to send monks and Miko to other countries to ask for contributions to the temple, Okuni was sent to Kyoto. There he performed in sacred songs and dances.
It immediately became very popular, so much so that there were many girls who wanted to learn to dance by her. He never returned home.
He invented a new kind of show where women played both female and male roles and quickly became so famous that he came to perform for the Shogun. There were many men who fought for the favors of these women and, as a result of the many fights and the risk that these shows were transformed into prostitution, in 1629 the Shogun forbade women to perform in the shows.
So it was that Kabuki became a form of all-male theater, where the roles are interpreted only by men. For the female roles the younger or more graceful boys were chosen. The boys who play female roles are called Onnagata.
La parola Kabuki è formata da tre ideogrammi: 歌 ka di canto, 舞 bu di danza, 伎 ki di tecnica.
Le donne estromesse da questa forma di teatro, per vivere divennero insegnanti di musica, mantenute o prostitute.
Nel 1652 il Kabuki fu nuovamente coinvolto da scandali legati alla prostituzione ma questa volta maschile, a causa dei giovani Onnagata 15enni e lo Shogun proibì anche a loro di esibirsi in pubblico.
L’omosessualità era vissuta molto liberamente nel Giappone medievale, specialmente da monaci e dai samurai, che vedevano in una relazione con una donna, solo il mezzo per procreare. L’omosessualità veniva chiamata Wakashudo, “la via dei giovinetti”. Con il teatro Kabuki il Wakashudo si diffuse anche fra i ricchi mercanti.
Da allora solo gli uomini adulti recitano nel teatro Kabuki ed è così anche oggi.
I giovani Onnagata di Kyoto vivevano nel quartiere di Miyagawa Cho, ora distretto delle Geisha.
I Quartieri di piacere
Il primo quartiere del piacere fu inaugurato prima della riunificazione del Giappone nel 1589, quando Saburoemon Hara ottenne da Toyotomi Hideyoshi il permesso di aprire a Kyoto il primo bordello autorizzato del Giappone. Venne chiamato 柳町 Yanagi Machi, la città dei salici.
La prostituzione poteva essere esercitata però solo all’interno dei quartieri autorizzati. Furono poi costruiti altri quartieri, ad Osaka quello di 新町 Shinmachi (la città nuova) e a Edo, 吉原Yoshiwara (il campo della buona fortuna).
La zona assegnata per il quartiere di Yanagi Machi era però troppo vicino al castello imperiale e nel 1641 venne trasferito più a sud rispetto alla corte. Fu ribattezzato 嶋原Shimabara.
Vi andarono a vivere e lavorare moltissime donne che, oltre ad essere molto belle erano anche colte e raffinate. Questo perchè la maggior parte di loro erano le figlie delle famiglie nobili vicine al regime di Hideyoshi e che, dopo la vittoria dello Shogun Tokugawa, caddero in povertà. Infatti pare che l’alto livello delle cortigiane del primo 1600 rimase insuperato durante tutto il periodo Tokugawa.
The word Kabuki is made up of three ideograms: 歌 ka of song, 舞 bu of dance, 伎 ki of technique.
The women who were expelled from this form of theater became music teachers, teachers or prostitutes to live.
In 1652 the Kabuki was again involved by scandals related to prostitution but this time male, because of the young Onnagata 15 years and the Shogun also forbade them to perform in public.
Homosexuality had lived very freely in medieval Japan, especially by monks and samurai, who saw in a relationship with a woman, only the means to procreate. Homosexuality was called Wakashudo, “the way of youths”. With the Kabuki theater Wakashudo also spread among the rich merchants.
Since then only adult men play in the Kabuki theater and it is so today too.
Kyoto’s young Onnagata lived in the Miyagawa Cho district, now the Geisha district.
The Districts of pleasure
The first pleasure district was inaugurated before the reunification of Japan in 1589, when Saburoemon Hara obtained permission from Toyotomi Hideyoshi to open the first authorized Japanese brothel in Kyoto. It was called 柳 町 Yanagi Machi, the city of willows.
Prostitution could only be exercised within the authorized neighborhoods. Other neighborhoods were built, in Osaka that of 新 町 Shinmachi (the new city) and Edo, 吉 原 Yoshiwara (the field of good luck).
However, the area assigned to the Yanagi Machi district was too close to the imperial castle and in 1641 it was moved further south than the court. He was renamed 嶋 原 Shimabara.
Many women went to live and work there, as well as being very beautiful, they were also cultured and refined. This is because most of them were the daughters of noble families close to the regime of Hideyoshi and who, after the victory of the Shogun Tokugawa, fell into poverty. In fact it seems that the high level of courtesans of the first 1600 remained unsurpassed throughout the Tokugawa period.
Il Kanji di Yoshi era scritto inizialmente per indicare “paglia” o “canne” in quanto la zona assegnata dalle autorità per la costruzione del quartiere dei piaceri era una zona paludosa e piena di giunchi. La zona fu immediatamente bonificata e vi fu costruito quello che per oltre due secoli fu la “città nella città” di Edo.
Fu pensato per riunire tutti i bordelli illegali della città in primo luogo per tassare le cortigiane e i loro protettori, ma anche per proteggere la morale pubblica.
Il termine “città nella città” non poteva essere più appropriato. Edo nel 18° secolo era la città più popolosa del mondo con oltre un milione di abitanti e l’1% della popolazione risiedeva a Yoshiwara.
Nonostante fosse stato pensato per riunire vari bordelli, al contrario di quanto si possa pensare solo una minima parte di questo 1% erano cortigiane o prostitute.
Come “quartiere dei piaceri” si intendevano “tutti” i piaceri e non solo quelli sessuali. Vi si potevano quindi trovare le Ogeya (le case da Te) con le cortigiane ma anche negozi e locali di ogni tipo dove poter bere del sake, mangiare, fare acquisti, ecc.. dove potersi divertire e rilassare.
Inoltre nel mondo delle cortigiane giravano moltissime persone. Oltre al padrone della casa da te, c’erano le Kamuro, ragazzine che per le Tayu erano come sorelle minori e che stavano sempre accanto a loro, c’erano i Taikomochi, i buffoni che intrattenevano la serata, ma anche semplici cameriere, servitori, suonatori di shamisen, ecc.
Se all’inizio Yoshiwara tendeva ad imitare il quartiere Shimabara di Kyoto sia per gli usi che per i costumi, piano piano ne sviluppò di propri tanto che divenne in breve tempo il più importante centro culturale dell’epoca per l’intero Giappone.
Moltissimi sono gli artisti che, ispirati dallo Yoshiwara e dal mondo che lo circondava, ci hanno lasciato importanti opere e testimonianze. Innanzitutto le meravigliose stampe Ukiyoe, dove autori come Utamaro, Hokusai e Kunisada ci hanno aperto le porte delle case da te, facendoci entrare in quelle stanze e sbirciare dietro i paraventi colorati. Come non nominare poi il più rappresentativo degli scrittori del mondo fluttuante Ihara Saikaku, che pare scrivesse libri solo per potersi pagare il lusso di frequentare i quartieri dei piaceri.
Il fatto che abbiamo così tante testimonianze dell’epoca è dovuto al fatto che la cultura, dopo il 1600, era scesa ai ceti più bassi. Erano moltissimi i figli di mercanti e artigiani ad essersi istruiti e ad avere intrapreso una carriera artistica. Ricordo però che all’interno del sistema di caste confuciane l’artista (sia esso pittore, poeta, attore ecc..) non era nemmeno previsto. Erano dei fuori casta in quanto non producevano nulla per la società.
Le cortigiane entravano in questo mondo da bambine, a 5 o 6 anni, iniziando come Kamuro. Avevano la funzione di imparare il mestiere e di aiutare la cortigiana cui erano assegnate, nell’intrattenimento del cliente. Verso i 13 anni veniva organizzata una grande festa per la “promozione” a Cortigiana. Il suo debutto consisteva in una parata per le strade del quartiere e in cinque giorni di festeggiamenti.
A debutto completato, diventava “apprendista cortigiana”, una Shinso.
Per soddisfare i gusti dei clienti, c’erano molti tipi di cortigiane e variavano per costo e per aspetto.
Il grado più alto erano le Tayu, poi le Koshi joro. Queste donne erano le più belle e raffinate e agli occhi delle donne comuni sicuramente saranno sembrate molto vicine ad un ideale di donna libera in quanto un uomo, per poter passare una notte con loro doveva vederla per almeno tre sere consecutive e, in caso un particolare cliente non fosse gradita alla Tayu, lei aveva facoltà di rifiutare la sua compagnia notturna, ma In realtà erano donne in gabbia in quanto vincolate al loro padrone da un grande debito economico.
Per potersi riscattare avevano due modi, o pagare tutto il debito, impresa altamente improbabile, oppure farsi sposare da un uomo che avrebbe pagato il debito per lei, ma era ancora più improbabile. Questo debito era costituito da un conteggio molto scrupoloso di ogni singola spesa sostenuta dalla casa da te per il sostentamento, vitto e alloggio e le spese per le lezioni di danza o di cerimonia del te, i preziosi kimono ecc..
Quando, verso la metà del 1700, le Tayu e le Koshi-joro vennero oscurate in popolarità dalle Sancha-joro, si pensò di creare una nuova categoria di cortigiana di alto livello, le Yobidashi.
Le Yobidashi furono poi divise in altre due categorie molto simili alle Tayu e le Koshi-joro e la stessa cosa fecero con le Sancha-joro.
Yoshi’s Kanji was originally written to indicate “straw” or “canne” because the area assigned by the authorities for the construction of the pleasure district was a swampy area full of rushes. The area was immediately reclaimed and what was built for over two centuries was the “city in the city” of Edo.
It was thought to bring together all the illegal brothels of the city primarily to tax courtesans and their protectors, but also to protect public morals.
The term “city in the city” could not be more appropriate. Edo in the 18th century was the most populous city in the world with over one million inhabitants and 1% of the population resided in Yoshiwara.
Although it was thought to bring together various brothels, contrary to what can be thought only a minimal part of this 1% were courtesans or prostitutes.
As a “neighborhood of pleasures” meant “all” pleasures and not just sexual ones. You could then find the Ogeya (the houses from You) with courtesans but also shops and all kinds of places where you can drink sake, eat, shop, etc .. where you can have fun and relax.
Also in the world of courtesans there were a lot of people. In addition to the owner of the house from you, there were the Kamuro, girls who were like little sisters for the Tayu and who were always next to them, there were the Taikomochi, the buffoons that entertained the evening, but also simple maids, servants , shamisen players, etc.
If at the beginning Yoshiwara tended to imitate the Shimabara district of Kyoto for both customs and habits, slowly it developed its own so much that it became in a short time the most important cultural center of the era for the whole of Japan.
There are many artists who, inspired by the Yoshiwara and the world around him, have left us important works and testimonies. First of all the wonderful Ukiyoe prints, where authors like Utamaro, Hokusai and Kunisada have opened the doors of the houses to you, letting us enter those rooms and peek behind the colored screens. How not to mention then the most representative of the writers of the floating world Ihara Saikaku, who seems to write books just to be able to pay the luxury of attending the districts of pleasures.
The fact that we have so many testimonies of the time is due to the fact that the culture, after 1600, had fallen to the lower classes. There were many children of merchants and artisans who were educated and embarked on an artistic career. But I remember that within the Confucian caste system the artist (whether painter, poet, actor, etc.) was not even foreseen. They were outcast because they did not produce anything for society.
The courtesans entered this world as girls, at 5 or 6 years, starting as Kamuro. They had the function of learning the trade and of helping the courtesan to whom they were assigned, in the client’s entertainment. Around the age of 13 a big party was organized for the “promotion” in Cortigiana. His debut consisted of a parade through the streets of the district and in five days of festivities.
Upon completion, he became a “courtesan apprentice”, a Shinso.
To satisfy the tastes of customers, there were many types of courtesans and varied in cost and appearance.
The highest rank were the Tayu, then the Kosoro joro. These women were the most beautiful and refined and in the eyes of ordinary women will surely have seemed very close to an ideal of free woman as a man, to spend a night with them had to see her for at least three consecutive nights and, in case a particular client was not welcome to the Tayu, she had the right to refuse his night company, but in reality they were caged women as bound by their master by a large economic debt.
In order to redeem themselves they had two ways, either to pay off all the debt, a highly unlikely undertaking, or to get married to a man who would pay the debt for her, but it was even more unlikely. This debt consisted of a very scrupulous count of every single expense incurred by the house by you for sustenance, room and board and expenses for the dance or tea ceremony classes, the precious kimonos etc ..
When, in the mid-1700s, the Tayu and the Koshi-joro were obscured in popularity by the Sancha-joro, it was decided to create a new category of high-level courtesan, the Yobidashi.
The Yobidashi were then divided into two other categories very similar to the Tayu and the Koshi-joro and the same thing they did with the Sancha-joro.
Di seguito un elenco dei vari tipi di cortigiana.
Inizialmente Shimabara offriva la compagnia di due tipi diverse di cortigiana:
– Tayu
– Hashi-joro
Yoshiwara aggiunse poi 3 categorie:
– Koshi-Joro
– Tsubone-joro
– Kirimise-joro – erano molto economiche
Quando lo Yoshiwara fu spostato nel quartiere periferico di Asakusa, venne rinominato 新吉原 Shin Yoshiwara (Nuovo Yoshiwara), le categorie Hashi-joro e Tsubone-joro furono eliminate dalle nuove arrivate:
– Sancha-joro
– Umecha-joro
Le Sancha-joro erano all’inizio delle semplici prostitute che lavoravano illegalmente nei bagni pubblici. In seguito vennero reclutate come cortigiane dello Yoshiwara.
Chobunsai Eishi – Hanaogi della Ogiya.
Le cortigiane Sancha-joro si acconciavano i capelli in uno stile chiamato Katsuyama.
Katsuyama era una prostituta che lavorava illegalmente nei bagni pubblici, quando si trasferì a Yoshiwara, divenne una Tayu e fu riscattata da un feudatario.
Ihara Saikaku scrive di lei “Ricca di profonda sensualità, si distingueva per la pettinatura, l’aspetto, le maniche dalla larga apertura, la veste rialzata: lei era profondamente diversa da tutte le altre.”
Attualmente questo stile viene usato dalle Geisha solo durante il Gion Matsuri, una delle principali feste di Kyoto.
Infine alla fine del 1700 nacquero altre due nuove categorie:
– Sashikimochi (meglio conosciute ai giorni nostri come Oiran 花魁)
– Heyakimochi
Era una continua sfida per proporre al cliente qualcosa di nuovo.
Ma in cosa consisteva la compagnia di una Cortigiana di alta classe? Si ispiravano molto allo stile delle dame del periodo Heian, leggevano poesie, commentavano il mutare delle stagioni. Poi danzavano accompagnate dalla musica di Taikomochi, i tamburini, eseguivano la cerimonia del Te e conversavano amabilmente con gli ospiti.
Verso la metà del 1700 ci fu un generale declino della popolarità delle Cortigiane a favore di un nuovo tipo di intrattenitrice, la Geisha.
I quartieri di Shimabara e Yoshiwara esistono tuttora, ma ovviamente non sono più considerati “quartieri di piacere”.
Below is a list of the various types of courtesan.
Initially Shimabara offered the company of two different types of courtesan:
– Tayu
– Hashi-joro
Yoshiwara then added 3 categories:
– Koshi-Joro
– Tsubone-joro
– Kirimise-joro – they were very cheap
When the Yoshiwara was moved to the suburbs of Asakusa, it was renamed 新 吉 原 Shin Yoshiwara (New Yoshiwara), the categories Hashi-joro and Tsubone-joro were eliminated by the new arrivals:
– Sancha-joro
– Umecha-joro
Le Sancha-joro were at the beginning of simple prostitutes who worked illegally in public baths. Later they were recruited as courtesans of the Yoshiwara.
Chobunsai Eishi – Hanaogi of the Ogiya.
The courtesans Sancha-joro styled their hair in a style called Katsuyama.
Katsuyama was a prostitute who worked illegally in public baths, when she moved to Yoshiwara, became a Tayu and was redeemed by a feudal lord.
Ihara Saikaku writes about her “Rich in deep sensuality, she was distinguished by her hairstyle, her appearance, her sleeves with a wide opening, her dress raised: she was profoundly different from all the others.”
Currently this style is used by the Geisha only during Gion Matsuri, one of the main festivals in Kyoto.
Finally, at the end of the 1700s two new categories were born:
– Sashikimochi (better known today as Oiran 花魁)
– Heyakimochi
It was a constant challenge to offer the customer something new.
But what did the company of a high-class courtesan consist of? They were very inspired by the style of the ladies of the Heian period, read poetry, commented on the changing seasons. Then they danced accompanied by the music of Taikomochi, the tambourines, performed the tea ceremony and conversed amiably with the guests.
In the mid-1700s there was a general decline in the popularity of courtesans in favor of a new type of entertainer, the Geisha.
The neighborhoods of Shimabara and Yoshiwara still exist, but obviously they are no longer considered “districts of pleasure”.

 

Unico

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