Best Aeronautic Technology

Non è passato un secolo dai miei tempi, ma molti secoli. La tecnologia di oggi era impensabile cinquanta-sessant’anni fa. Ma la tecnica da sola non basta, serve una visione più ampia.
Rita Levi Montalcini
La definizione della grande Rita è stata profetica alla luce di ciò che possiamo di certo registrare oggi. Le tecnologie militari hanno da sempre preceduto ogni tipo di evoluzione poi introdotta nell’uso corrente come conseguenza consacrata dal ritorno economico. L’aviazione in tutte le sue necessità per i notevoli e differenti obiettivi, è una fonte inesauribile di progetti tecnologicamente avanzati che per le loro necessità di esistere anticipano il futuro più di ogni altro settore. Il fatto che nascano da specifiche esigenze affatto usuali e abbiano successivamente ricadute su applicazioni del tutto differenti e persino lontanissime da quelle che le hanno viste nascere, avalla la tesi che Rita ha definito: “serve una visione più ampia”, e non può essere che così. Qualsiasi progresso porta in grembo i semi del progresso di cui solo il futuro saprà dare una corretta definizione. L’immaginazione di menti illuminate può pensare in anticipo a una ricaduta utile della tecnologia per l’uso corrente e questo non può trovarsi nell’asfittica mente militare deputata a compiti che niente hanno a che vedere con la vita di tutti i giorni. Non sarebbe da noi umani pensare in modo illuminato a combattere colui che per definizione certa è un nemico, nella logica che si possa trarre un profitto indiretto un domani! Ma le esperienze di questi ultimi decenni hanno fatto luce su ciò. Ad esempio: i personal computer sono nati dai progetti militati scartati per l’inefficienza dei prototipi che erano stati studiati e realizzati per il controllo in tempo reale della traiettoria dei missili. Il bombardiere Valkyrie B70 ha preceduto di anni il progetto “Concorde” utilizzato dagli Inglesi e Francesi, per oltre vent’anni sulla tratta  Europa America che gli Americani avevano escluso potesse essere remunerativo a causa della sua velocità limitata seppure notevole e superiore a quella qualunque caccia militare. L’esperienza “Concorde” ha fatto riflettere gli americani che stanno sviluppando un progetto dalla velocità doppia, mentre precedentemente erano irremovibili sul limite remunerativo assestato su una velocità quadrupla. Tutto ciò per dire che ha ragione Rita quando dice: “Serve una visione più ampia”, ma questa va ricercata laddove non ci siano interessi di parte che è il vero scoglio del progresso.

 

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