Il Silenzio Degli Innocenti

“La lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell’oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l’acqua gli ricadde dai fianchi. Era lucente nel sole e la testa e la schiena erano di un rosso scuro e nel sole le strisce sui fianchi apparivano larghe, di un lavanda leggero. La spada era lunga come una mazza da baseball e appuntita come un’alabarda e il pesce si alzò in tutta la sua lunghezza dall’acqua e poi vi rientrò, dolcemente, come in un tuffo, e il vecchio vide la grande lama falcata della coda andare sott’acqua e la lenza incominciò a filare. «È mezzo metro più lungo della barca»”
Ernest Hemingway [da Il vecchio e il mare]
Ho voluto dare un titolo all’argomento che in qualche modo riflettesse il rispetto che ho per ogni forma di vita, qualsiasi vita, non per distinguermi, ma semplicemente perché siamo dei predatori incalliti e prediamo quasi mai per necessità di sopravvivenza, cercando di indorare la pillola come nel presente caso con l’attributo di: “pesca sportiva” che poi finisce in “Vacca” come tutte la altre situazioni in cui è inevitabile una regolamentazione. Infatti è sufficiente un’analisi superficiale della normativa vigente di interesse del pescatore in apnea per rendersi conto del grande stato confusionale dell’ordinamento giuridico, che inevitabilmente si riverbera su cittadino e organi di controllo, ugualmente confusi quando si tratta di stabilire l’esatta portata dei pochi, nebulosi precetti che riguardano la pesca subacquea, oggi meglio definita pesca in apnea. Per questa semplice ragione è necessario informarsi adeguatamente con gli organi di controllo locali, che quantomeno prenderanno atto della volontà del pescatore di non contravvenire alle loro disposizioni. In ogni caso aggiungo un:“Buona fortuna!”.

 

 

Unico

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