Perplessità Archeologiche

Se ci schiacciamo sul presente, viviamo una vita sola e immemore, simile a quella dei mammiferi, ma se riviviamo almeno l’ottantina di vite che ci separano dalla protostoria, allora viviamo innumerevoli altre vite, sia muovendoci in orizzontale, viaggiando nello spazio, sia muovendoci in verticale, viaggiando nel tempo. Così ad un tratto il futuro si fa ventaglio di possibilità e a noi non resta che scegliere. E scegliere significa essere liberi.
Andrea Carandini
If we crush ourselves on the present, we live a single and forgetful life, similar to that of mammals, but if we relive at least the eighty lives that separate us from protohistory, then we live countless other lives, both moving horizontally, traveling in space, both moving vertically, traveling through time. So all of a sudden the future becomes a range of possibilities and we just have to choose. And choosing means being free.
Andrea Carandini

 

Esempio chiarificatore sulle evidenze archeologiche
Risolto il mistero delle pietre di Stonehenge: gli alieni non c’entrano!
Archeologi britannici hanno dimostrato che almeno due dei megaliti di Stonehenge erano già sul posto e non sono stati trasportati dal altri siti. La conferma da analisi geologiche.
di Andrea Centini
scienze.fanpage.it
Alcune delle più grandi pietre di Stonehenge non sono state trasportate sulla collina di Salisbury, dove è posizionato il monumento, ma erano già presenti in loco da milioni di anni, prima dell’arrivo dell’uomo. Lo ha dimostrato un team di ricerca britannico attraverso analisi geologiche condotte sul sito, ribaltando così la teoria più accreditata sull’origine di queste colossali pietre. In base ad essa, infatti, tutti i megaliti sarebbero stati prelevati da una località chiamata Marlborough Downs – sita a 32 chilometri da Stonehenge -, mentre le pietre di dimensioni inferiori sarebbero state in parte prese in un sito a pochi chilometri di distanza e altre addirittura in Galles, a 200 chilometri. Ora sappiamo che la storia è andata diversamente.
Gli studiosi, coordinati dall’archeologo Mike Pitts, uno dei pochi ad aver condotto degli scavi nell’area a partire dagli anni ’70, hanno infatti scoperto che due dei più grossi “sarsen” (il nome locale dei megaliti), ovvero Heel Stone e Stone 16, sono sempre stati lì. Tra gli indizi principali ci sono due grosse buche – scavate e poi riempite di nuovo – compatibili con le loro dimensioni. Gli uomini del neolitico potrebbero semplicemente averli sollevati e posizionati dove sono adesso, collocando attorno ad essi le altre pietre provenienti dagli altri siti. Sono del resto gli unici due megaliti a non essere stati scolpiti e modellati, inoltre sono quelli che indicano dove sorge il Sole nel solstizio d’estate e dove tramonta in quello di inverno. Potrebbero essere il ‘cuore pulsante’ di questo misterioso osservatorio astronomico, attorno al quale è stato plasmato l’intero monumento.
Solved the mystery of the stones of Stonehenge: the aliens have nothing to do with it!
British archaeologists have shown that at least two of Stonehenge’s megaliths were already in place and were not transported from other sites. Confirmation from geological analyzes.
by Andrea Centini
scienze.fanpage.it
Some of Stonehenge’s largest stones have not been transported to Salisbury Hill, where the monument is located, but they had already been there for millions of years before the man arrived. This was demonstrated by a British research team through geological analyzes conducted on the site, thus overturning the most accredited theory on the origin of these colossal stones. In fact, according to it, all the megaliths would have been taken from a place called Marlborough Downs – located 32 kilometers from Stonehenge – while the smaller stones would have been partly taken in a site a few kilometers away and others even in Wales, 200 kilometers. Now we know that the story has gone differently.
The scholars, coordinated by the archaeologist Mike Pitts, one of the few to have conducted excavations in the area since the ’70s, have in fact discovered that two of the largest “sarsen” (the local name of megaliths), or Heel Stone and Stone 16, have always been there. Among the main clues there are two large holes – dug and then refilled – compatible with their size. Neolithic men could simply have lifted them up and positioned where they are now, placing other stones from the other sites around them. Moreover, they are the only two megaliths to have not been sculpted and modeled, moreover they are the ones that indicate where the Sun rises in the summer solstice and where it sets in the winter one. They could be the ‘beating heart’ of this mysterious astronomical observatory, around which the entire monument was shaped.

 

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Un altro indizio sull’origine dei megaliti è prettamente geologico. Gli studiosi ritenevano che queste pietre, composte di arenaria e formatesi tra i 23 e i 2,6 milioni di anni fa, nel Neolitico fossero già rarissime sulla piana di Salisbury, per questo sarebbero state tutte trasportate. Ma il team di Pitts, grazie a nuove indagini sul territorio, ha dimostrato che l’arenaria alla base dei sarsen è ancora presente in abbondanza intorno a Stonehenge; è semplicemente affondata nel terreno a causa dei processi di congelamento e scongelamento durante le ere glaciali. In parole semplici, era a disposizione di chi ha costruito Stonehenge.
Questa scoperta risolve (almeno in parte) uno tra i più grandi misteri del sito, ovvero il motivo per cui il monumento, costruito tra l’8.000 e il 2.000 avanti Cristo, sarebbe stato eretto solo con pietre trasportate. Un problema logistico non indifferente, considerando che le pietre più grandi arrivano a pesare anche 50 tonnellate, e all’epoca non c’erano le moderne infrastrutture o mezzi in aiuto. Non a caso le teorie più fantasiose vedono anche il coinvolgimento degli alieni. È tuttavia molto probabile che decine e decine di uomini, aiutati da funi e da ‘slitte’ di legno e tronchi, le abbiano trascinate fino alla collina di Salisbury. Ora sappiamo che almeno alcune provengono direttamente dal sito britannico. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica British Archeology
Another indication of the origin of megaliths is purely geological. The scholars believed that these stones, composed of sandstone and formed between 23 and 2.6 million years ago, in the Neolithic era were already very rare on the Salisbury plain, for which they would all be transported. But the Pitts team, thanks to new land surveys, has shown that the sandstone at the base of the sarsen is still present in abundance around Stonehenge; it simply sank into the ground due to the processes of freezing and thawing during the ice ages. In simple words, it was available to those who built Stonehenge.
This discovery solves (at least in part) one of the greatest mysteries of the site, which is why the monument, built between 8,000 and 2,000 BC, would have been erected only with stones transported. A not inconsiderable logistic problem, considering that the biggest stones weigh up to 50 tons, and at that time there were no modern infrastructures or means to help. It is no coincidence that the most imaginative theories also see the involvement of aliens. However, it is very likely that dozens of men, helped by ropes and sleds of wood and logs, have dragged them up the hill of Salisbury. We now know that at least some come directly from the British site. The details of the research were published in the British Archeology scientific journal

 

Difficile, molto difficile farsi una cultura realistica su un argomento così distante nel tempo e complesso. Ciò che sappiamo parte costantemente da pochissimi indizi che stimolano interpretazioni, talvolta affascinanti, ma non sempre credibili, anche perché non abbiamo lo stesso spirito del ricercatore archeologo.
Difficult, very difficult to make a realistic culture on a subject so distant in time and complex. What we know constantly starts from very few clues that stimulate interpretations, sometimes fascinating, but not always credible, also because we do not have the same spirit as the archaeologist.

 

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