Auspici x il 2019…

“Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori.Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state Facendo Qualcosa.Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi ed il mio augurio per me stesso. Fate Nuovi Errori. Fate gloriosi, stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita.Qualunque cosa abbiate paura di farla, Fatela.Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre”.
Neil Gaiman
“I hope you make mistakes in this new year. Because if you are making mistakes, then you are doing new things, trying new things, learning, living, pushing yourself, changing yourself, changing the world. done before and, more importantly, you are doing something. This is my wish for you and for all of us and my wish for myself, make new mistakes, make glorious, amazing mistakes, make mistakes that no one has done before. freeze, do not stop, do not worry that it is not “good enough” or that it is not perfect, whatever it is: art or love or work or family or life. Whatever you fear to do it, Fatela. Make your mistakes, the next year and forever “.
Neil Gaiman
Un discorso sempre attuale
Questo fine settimana ho tenuto un corso a Trento,  dal titolo “Non combattere ma trasformare: Fiori di Bach e Psicosintesi”.
Chi mi conosce (o segue assiduamente il blog) sa del mio amore per questi due grandi uomini – Edward Bach e Roberto Assagioli – che hanno dato alla luce (eh, si, anche gli uomini sanno essere molto generativi!) rivoluzionari metodi di cura ed evoluzione umana.
Con mio grande piacere, il gruppo di lavoro del corso era composto esclusivamente da donne.
Condividendo stati d’animo e conoscenze, parlavamo di schemi di comportamento tipico, difetti da trasformare e qualità da coltivare (per chi vuol saperne di più sull’uso dei fiori, clicchi qui) quando, ad un certo punto, una di loro afferma: “lo stato oak lo si può definire come la Wonder Woman?”.
Si, esatto! Bellissima metafora.
Ed ecco che durante il viaggio di ritorno ho messo insieme le idee per questo post.
Per natura noi donne siamo, per usare una definizione moderna, multitasking, ovvero il nostro cervello è programmato per riuscire a fare molte cose contemporaneamente, assolvere diverse funzioni e organizzare svariate attività, giostrandosi magnificamente fra il lavoro (con i suoi rapporti interpersonali da tenere in equilibrio), gli incastri temporali per accompagnare i figli nei loro mille impegni, la cena da preparare mentre correggiamo i compiti dei bambini e pensiamo anche a ritagliarsi un po’ di tempo per condividere il resoconto della giornata con l’uomo della nostra vita.
Questo accade in un normale giorno di routine, ma anche nei momenti in cui ci sono impegni più grandi cui far fronte, eventi improvvisi da gestire o situazioni di emergenza.
Molte di noi dimostrano una tenacia e una pazienza sovrumana, non si lamentano mai, tengono fede a tutti i compiti con grande dignità e senso del dovere, nella convinzione che, una volta preso un impegno, va portato infondo a tutti i costi, (a rischio però di perdere di vista i propri bisogni ed esigenze).
La Wonder Woman in questione è quella che non mostra mai segni di cedimento o stanchezza, ignora il naturale bisogno di riposo e anzi, pretende di svolgere tutte le sue mansioni anche quando è ammalata (se qualcuno riesce a convincerla a restare a casa!).
Oak, il fiore della quercia “è utile a coloro […] che si impegnano con energia e tenacia negli affari della vita quotidiana, continuano a provare una soluzione dopo l’altra, per quanto il loro caso possa sembrare disperato, non si danno mai per vinti” affermava Bach “si sentono insoddisfatti quando la malattia interferisce con l’assolvimento dei loro doveri o impedisce loro di prestare aiuto agli altri. Sono persone coraggiose, che si battono contro grandi difficoltà senza perdere la speranza o la tenacia”.
Le donne Oak, quando sono in stato armonico, sono le colonne portanti della famiglia, dell’azienda in cui lavorano, sono l’amica che non nega mai un aiuto (da non confondere con Centaury, che invece non sa dire di no – vedi qui), sono stacanoviste instancabili e devote: le si riconosce proprio dalla loro tendenza a negare la stanchezza “Io stanca? Ma figurati!”.
In stato armonico si sentono e si riconoscono un’energia che le spinge ad andare avanti senza risparmiarsi, quindi come Wonder Woman, riescono ad avere e ad incarnare una forza impensabile per una donna “normale”.
Però…in realtà anche loro sono esseri umani!
Quando arrivano al capolinea delle loro energie sono davvero sconvolte e bisognose più di altre di riposo. Spesso sono “costrette” a fermarsi perché il loro corpo non ce la fa più a seguire i mille progetti e attività della mente, finendo per manifestare sintomatologie di esaurimento psicofisico importanti. Spesso somatizzano lo stress con dolori e tensioni all’altezza delle spalle e del collo (dove si portano tutto il peso del mondo!).
L’assunzione del rimedio Oak, le aiuta in primo luogo a riconoscere l’estremo bisogno di fermarsi e riposare, oltre a ricondurle in maniera dolce a contattare parti di sé che necessitano di attività piacevoli e distraenti, e a toccare con mano il proprio senso del limite.
L’assunzione del fiore, come dico sempre, non stravolge, non ci cambia né ci rende altro da quello che siamo: semplicemente, come un diapason, ci permette di riaccordare la corda stonata del nostro animo, continuando a essere quello che siamo ma in maniera positiva ed evolutiva.
Se prenderete il rimedio Oak resterete comunque le colonne portanti della vostra esistenza, manterrete l’inesauribile energia che vi caratterizza, ma riuscirete anche a riconoscere quando vi state spingendo troppo oltre le vostre possibilità.
Ricordiamo che anche le eroine devono affrontare i loro doveri e alti ideali con umiltà: questo ce le rende più umane, più vicine… e più simpatiche  😉
virginia
An always current speech
This weekend I held a course in Trento, entitled “Do not fight but transform: Bach Flowers and Psychosynthesis”.
Who knows me (or assiduously follows the blog) knows of my love for these two great men – Edward Bach and Roberto Assagioli – who gave birth (eh, yes, even men can be very generative!) Revolutionary methods of care and human evolution.
To my great pleasure, the course work group consisted exclusively of women.
Sharing states of mind and knowledge, we talked about patterns of behavior typical, defects to be transformed and quality to grow (for those who want to know more about the use of flowers, click here) when, at some point, one of them states: “Can the oak state be defined as the Wonder Woman?”
Yes, right! Beautiful metaphor.
And here is that during the return trip I put together the ideas for this post.
By nature, we women are, to use a modern definition, multitasking, or our brain is programmed to be able to do many things simultaneously, perform various functions and organize various activities, juggling beautifully with the work (with his interpersonal relationships to keep in balance), the temporal joints to accompany the children in their thousand commitments, the dinner to prepare while we correct the tasks of the children and we also think to carve a little ‘time to share the report of the day with the man of our lives.
This happens on a normal day of routine, but also in times when there are larger commitments to cope with, sudden events to be managed or emergency situations.
Many of us demonstrate a tenacity and a superhuman patience, never complain, keep all the tasks with great dignity and sense of duty, in the belief that, once taken a commitment, must be brought to the bottom at all costs, (a However, we risk losing sight of our needs and requirements).
The Wonder Woman in question is the one that never shows signs of subsidence or fatigue, ignores the natural need for rest and indeed, pretends to perform all his duties even when he is ill (if someone manages to convince her to stay at home!).
Oak, the flower of oak “is useful to those […] who engage with energy and tenacity in the affairs of daily life, continue to try one solution after another, as their case may seem desperate, they never give for vanquished “said Bach” they feel dissatisfied when the disease interferes with the fulfillment of their duties or prevents them from helping others. They are courageous people, who fight against great difficulties without losing hope or tenacity “.
Women Oak, when they are in a harmonious state, are the pillars of the family, of the company in which they work, they are the friend who never denies help (not to be confused with Centaury, who can not say no – see here), they are untiring and devout workaholics: they are recognized by their tendency to deny tiredness “I tired? Do not even mention it!”.
In a harmonic state, one feels and recognizes an energy that pushes them to move forward without sparing themselves, so like Wonder Woman, they manage to have and embody an unthinkable force for a “normal” woman.
But … actually they are human beings too!
When they reach the end of their energies they are really upset and need more than others to rest. Often they are “forced” to stop because their body can no longer follow the thousand projects and activities of the mind, ending up showing symptoms of important psychophysical exhaustion. Often somatize stress with pain and tension at shoulder and neck (where you carry all the weight of the world!).
The assumption of the Oak remedy helps them in the first place to recognize the extreme need to stop and rest, in addition to softly bring them back to contact parts of themselves that require pleasant and distracting activities, and to touch their sense of limit.
The assumption of the flower, as I always say, does not change, does not change us and makes us different from what we are: simply, like a diapason, allows us to retune the off-key soul, continuing to be what we are but in positive and evolutionary way.
If you take the Oak remedy you will still remain the pillars of your existence, you will maintain the inexhaustible energy that characterizes you, but you will also be able to recognize when you are pushing too far beyond your possibilities.
Recall that even the heroines must face their duties and high ideals with humility: this makes them more human, closer … and nicer 😉
virginia
Ciò che è passato è passato!

…assieme a ciò che è trapassato

Unico

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