Sydney Opera House

1. È il simbolo architettonico dello skyline dell’intera Australia così come le piramidi lo sono per l’Egitto.
2. Nel gennaio del 1957, Jorn Utzon fu designato come vincitore della Opera House Design Competition, vincendo un premio di 5000 sterline.
3. Ci sono voluti 7 anni per costruire il modello dell’Opera House e 17 per terminare la struttura.
4. La geometria nelle forme dell’Opera House è stata ispirata alle cime ondulanti dei faggi tipici dei boschi in Danimarca, Paese natio dell’architetto Utzon.
5. Nel disegnare il modello, Utzon si ispirò all’azione di sbucciare un’arancia: i 14 gusci esterni dell’Opera House sembrano ricreare una sfera perfetta.
6. Utzon non era ancora stato in Australia prima di aggiudicarsi l’appalto per la costruzione dell’Opera House: utilizzò mappe navali per individuare il punto del porto dove edificare la struttura.
7. Prima di ospitare la Sydney Opera House, il sito era sede di un capannone per i tram.
8. Il costo iniziale stimato era di $7 million, il costo finale fu però di $102m, circa 1457% sopra il budget.
9. La leggenda del jazz Ella Fitzgerald si esibì all’Opera House.
10. L’organo del Concert Hall è il più grande organo del mondo con le sue 10,244 canne.
11. Il tetto dell’Opera House è coperto da 1,056,006 (elementi)
12. Il Sydney Opera House è stata proclamata patrimonio UNESCO il 28 giugno 2007.
13. Il Sydney Opera House è stata inaugurata ufficialmente al pubblico dalla Regina Elisabetta II il 20 ottobre 1973.
14. L’Opera House copre 4.5 acri di terra. È lunga 183 metri e larga 120 metri.
15. La struttura ospita 3,000 eventi all’anno ed è aperta sempre tranne il giorno di Natale ed il Venerdì Santo.
16. Utzon lasciò il progetto nel 1966 dopo un cambio nel governo australiano. Significativi cambiamenti furono fatti per gli arredamenti interni dopo la sua partenza e al momento dell’inaugurazione, Utzon non venne invitato.
17. Il punto più alto del tetto raggiunge i 67 metri di altezza sopra il livello del mare.
Il teatro dell’opera di Sydney (Sydney Opera House) è probabilmente l’edificio australiano più famoso e riconoscibile del mondo: è stato inaugurato il 20 ottobre 1973 – dalla regina d’Inghilterra Elisabetta II, ed è stato costruito sulla base di un progetto dell’allora sconosciuto architetto danese Jørn Utzon. Ospita ogni anno più di tremila eventi diversi, la maggior parte dei quali legati alla musica e al teatro. Per l’intero progetto sono stati spesi circa 102 milioni di dollari.
La struttura possiede più di mille fra sale da concerti e stanze per altre attività: quella principale, la Concert Hall, ospita 2679 posti a sedere. Negli anni è anche diventata una delle maggiori attrazioni turistiche della città, e dal 2007 fa parte dei patrimoni dell’umanità scelti dall’UNESCO. Il teatro si trova in una piccola penisola al centro della città di Sydney, che si sviluppa attorno a una lunga e stretta baia che prende il nome dalla città. Più precisamente, si trova a nord del Giardino Botanico Reale, a 800 metri dalla stazione ferroviaria di Circular Quay.
La sua struttura esterna a “gusci” bianchi (che secondo molti richiamano le vele di una nave), ricavata dal taglio di spicchi irregolari da una sfera, è stata da molti definita un capolavoro dell’architettura moderna. L’edificio non ha un lato principale, ed è stato realizzato per risultare gradevole da qualsiasi parte venga guardato: secondo Richard Johnson, uno degli architetti che ha collaborato al progetto di costruzione, uno dei pregi più grandi del teatro è quello di «sembrare che emerga naturalmente dal fondo della penisola, senza che appaia come un oggetto estraneo atterrato sul posto. È perfetto.»
L’intera costruzione poggia su una grande piattaforma in granito lunga 185 metri e larga 120: fu finita nel febbraio del 1963. I gusci sono stati progettati da Utzon con la collaborazione della società di ingegneria inglese Arup. Sono composti da “costole” di calcestruzzo ricoperto da piastelle bianche, e formano a coppie una specie di volta: le più grandi sono chiuse dal lato principale da vetrate molto alte. È stato stimato che sono stati utilizzate circa 2400 costole prefabbricate, costruite nel cantiere e poi montate sull’edificio.
Le sala principale è la Concert Hall, dagli interni in legno e ispirata, nella sua altezza, a una cattedrale: contiene uno degli organi a canne più grandi del mondo: costò 1,2 milioni di dollari e fu inaugurato dalla “Toccata e Fuga in Re minore” di J.S. Bach nel 1979. Il vero teatro dell’Opera è la seconda sala più grande: ospita circa 1500 persone e i sedili sono interamente in legno di betulla. Ci sono poi altre due sale adatte per rappresentazioni teatrali rispettivamente da 544 e 398 posti e il cosiddetto Studio, «uno spazio dedicato alla pura creatività» usato per DJ Set e feste. La Utzon Room, progettata interamente dall’architetto dopo il suo ritorno nel 1999, è una piccola sala utilizzata per concerti particolari o conferenze stampa.
The Sydney Opera House is probably the most famous and recognizable Australian building in the world: it was inaugurated on October 20, 1973 – by the Queen of England Elizabeth II, and was built on the basis of a project of the then unknown Danish architect Jørn Utzon. It hosts more than three thousand different events each year, most of them related to music and theater. About $ 102 million was spent on the entire project.
The structure has more than a thousand concert halls and rooms for other activities: the main one, the Concert Hall, houses 2679 seats. Over the years it has also become one of the major tourist attractions of the city, and since 2007 is part of the UNESCO world heritage sites. The theater is located in a small peninsula in the center of the city of Sydney, which develops around a long and narrow bay that takes its name from the city. More precisely, it is located north of the Royal Botanical Garden, 800 meters from Circular Quay train station.
Its external structure with white “shells” (which according to many recall the sails of a ship), obtained by cutting irregular segments from a sphere, has been defined by many as a masterpiece of modern architecture. The building does not have a main side, and has been designed to be pleasurable from anywhere it is looked: according to Richard Johnson, one of the architects who collaborated on the construction project, one of the greatest strengths of the theater is to “look like it naturally emerges from the bottom of the peninsula, without it appearing as a foreign object landed on the spot. It’s perfect.”
The entire building rests on a large granite platform 185 meters long and 120 wide: it was finished in February 1963. The shells were designed by Utzon with the collaboration of the English engineering company Arup. They consist of “ribs” of concrete covered with white piastelle, and form a kind of vault in pairs: the largest ones are closed on the main side by very high windows. It has been estimated that around 2400 prefabricated ribs were used, built on the construction site and then mounted on the building.
The main hall is the Concert Hall, with wooden interiors and inspired by a cathedral in its height: it contains one of the largest pipe organs in the world: it cost 1.2 million dollars and was inaugurated by the “Toccata e Fuga in Junior King “by JS Bach in 1979. The real opera house is the second largest room: it accommodates around 1500 people and the seats are entirely made of birch wood. There are also two other rooms suitable for theater performances of 544 and 398 seats respectively, and the so-called Studio, “a space dedicated to pure creativity” used for DJ sets and parties. The Utzon Room, designed entirely by the architect after his return in 1999, is a small room used for special concerts or press conferences.
Jorn Utzon nacque il 9 aprile 1918 a Copenhagen, in Danimarca. Suo padre lavorava come ingegnere navale, e per un po’ di tempo Utzon provò a fare il marinaio: cambiò idea, e si iscrisse ad Architettura all’Accademia Reale delle Arti di Copenhagen. Si laureò nel 1942, e lavorò in Svezia fino alla fine della Seconda guerra mondiale. In seguito viaggiò molto, e conobbe noti architetti come l’americano Frank Lloyd Wright e il francese Le Corbusier. Nel 1956 il governatore del New South Wales, uno stato a sud est dell’Australia con capitale Sydney, indisse un concorso internazionale di architettura per la costruzione di un teatro dell’opera a Sydney: Utzon decise di partecipare, e inviò il proprio progetto assieme a quelli di alcune case che aveva costruito a Helsingør, in Danimarca – uno dei suoi primi lavori da architetto.
Arrivarono a Sydney più di 200 progetti, e fu scelta una giuria di famosi architetti che selezionasse il migliore fra di essi. Secondo quanto si racconta, uno dei giudici era il noto architetto finno-americano Eero Saarinen, che però arrivò a Sydney diversi giorni dopo l’inizio dei lavori della giuria, quando questa aveva già scartato diversi progetti. Saarinen si occupò di esaminare il plico dei progetti scartati, e trovò le bozze di Utzon: da quel momento in poi fece pressione sugli altri giudici affinché Utzon fosse dichiarato vincitore e venisse realizzato il suo progetto. Il 30 gennaio 1957 il Sidney Morning Herald, uno dei più importanti quotidiani australiani, annunciò la vittoria di Utzon pubblicando al contempo una foto a quattro colonne del progetto: il titolo principale di quell’edizione era «Il controverso progetto di un danese vince il concorso del teatro dell’opera».
I lavori iniziarono nel 1958; proseguirono con parecchi ritardi dovuti a problemi di progettazione e realizzazione fino al 1965, quando Robert Askin del Partito Liberale (di orientamento conservatore) divenne il nuovo governatore del New South Wales. Askin nominò ministro delle Infrastrutture Davis Hughes, un uomo che secondo un critico di architettura australiano dell’epoca «non aveva nessun interesse per l’arte, l’architettura o l’estetica». Hughes cominciò ad esercitare un severo controllo sul lavoro di Utzon, e a richiedere che architetti, costruttori e ingegneri redigessero costantemente dei rapporti sulle fasi di realizzazione dell’opera e sui suoi costi: il governo pretese inoltre che Utzon si servisse di specifiche società di costruzioni per realizzare parti dell’edificio, mentre l’architetto pretendeva di sceglierle da solo. A quel tempo, Utzon stava lavorando sugli interni del teatro con Ralph Symonds, il capo di un’azienda che si occupava di produrre materiali in legno compensato: Hughes rifiutò il progetto elaborato da Symonds e Utzon e sospese i fondi assegnati a Utzon, che nel febbraio del 1966 non fu più in grado di pagare il suo staff e presentò le proprie dimissioni. I lavori furono completati dagli architetti Peter Hall, Lionel Todd, David Littlemore e dall’architetto ufficiale dello Stato Ted Farmer, e si conclusero nel 1973.
Dopo ventisei anni, nel 1999, Utzon accettò di tornare a essere coinvolto nei progetti futuri del teatro dell’opera. Nel frattempo era diventato un famoso architetto, e aveva lavorato a moltissimi progetti in tutto il mondo: realizzò, fra le altre cose, la sede del Parlamento del Kuwait e il Museo Naturale della città di Skagen, in Danimarca. Nel 2003 Utzon vinse il Premio Pritzker, il riconoscimento più importante per un architetto: la giuria del premio scrisse che «il teatro dell’opera di Sydney è uno degli edifici simbolo del 20esimo secolo, un’immagine di grande bellezza conosciuta in tutto il mondo – oltre che un simbolo della propria città, della nazione e dell’intero continente». Utzen morì il 29 novembre 2008.
Un’ultima menzione che può suonare come campanilistica, ma non lo è affatto, è che la copertura di riparo meteorico della intera realizzazione è stata fatta da una azienda italiana.
Jorn Utzon was born on April 9, 1918 in Copenhagen, Denmark. His father worked as a naval engineer, and for a while, Utzon tried to be a sailor: he changed his mind, and enrolled in Architecture at the Royal Academy of Arts in Copenhagen. He graduated in 1942, and worked in Sweden until the end of the Second World War. Later he traveled a lot, and knew famous architects such as the American Frank Lloyd Wright and the French Le Corbusier. In 1956 the governor of New South Wales, a state southeast of Australia with capital Sydney, held an international architecture competition for the construction of an opera house in Sydney: Utzon decided to participate, and he sent his project together to those of some houses he had built in Helsingør, Denmark – one of his first works as an architect.
More than 200 projects arrived in Sydney, and a jury of famous architects was selected to select the best among them. According to reports, one of the judges was the well-known Finno-American architect Eero Saarinen, who arrived in Sydney several days after the jury began, when it had already discarded several projects. Saarinen took care to examine the package of discarded projects, and found the drafts of Utzon: from then on he pressed the other judges so that Utzon was declared the winner and his project was realized. On January 30, 1957, the Sydney Morning Herald, one of the most important Australian newspapers, announced the victory of Utzon while publishing a four-column picture of the project: the main title of the edition was “The controversial project of a Danish wins the competition of the opera house ».
The works began in 1958; they went on with several delays due to design and construction problems until 1965, when Robert Askin of the Liberal Party (conservative orientation) became the new governor of New South Wales. Askin appointed Infrastructure Minister Davis Hughes, a man who, according to an Australian architecture critic of the time, “had no interest in art, architecture or aesthetics”. Hughes began to exercise strict control of Utzon’s work, and to request that architects, builders and engineers constantly compiled reports on the construction and cost of the work: the government also required Utzon to use specific construction companies to make parts of the building, while the architect wanted to choose them alone. At that time, Utzon was working on the interior of the theater with Ralph Symonds, the head of a company that was producing plywood materials: Hughes rejected the project developed by Symonds and Utzon and suspended the funds allocated to Utzon, which February 1966 was no longer able to pay his staff and presented his resignation. The works were completed by architects Peter Hall, Lionel Todd, David Littlemore and the official state architect Ted Farmer, and ended in 1973.
After twenty-six years, in 1999, Utzon agreed to return to being involved in future projects of the opera house. In the meantime he had become a famous architect, and had worked on many projects all over the world: he realized, among other things, the Parliament of Kuwait and the Natural Museum of the city of Skagen, in Denmark. In 2003 Utzon won the Pritzker Prize, the most important recognition for an architect: the jury of the award wrote that “the Sydney Opera House is one of the symbolic buildings of the 20th century, an image of great beauty known all over the world. – as well as a symbol of one’s own city, of the nation and of the entire continent “. Utzen died on November 29, 2008.
A last mention that may sound like parochial, but it is not at all, is that the covering of meteoric shelter of the entire realization was made by an Italian company.

 

Unico

 

 

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