Eccellenza Umana

L’eccellenza è un’arte ottenuta attraverso l’addestramento e l’abitudine. Noi non agiamo bene perché abbiamo virtù o eccellenza, ma abbiamo piuttosto queste due perché abbiamo agito correttamente. Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. Eccellenza, allora, non è un atto, ma un’abitudine.
Aristotele
Excellence is an art obtained through training and habit. We do not act well because we have virtue or excellence, but rather we have these two because we have acted correctly. We are what we do repeatedly. Excellence, then, it is not an act, but a habit.
Aristotle

 

Eccellenza e sincronismo sono le caratteristiche principali dello Shuudan Koudou, il nuovo sport giapponese che richiama le vecchie marce militari rendendole un po’ più affascinanti e spettacolari
Il nome sembrerebbe uno scioglilingua ma niente di tutto ciò. Parliamo di un innovativo sport giapponese che sta prendendo piede all’interno di molte università nipponiche, Shuudan Koudou è il suo nome, letteralmente “azione collettiva”, nel nostro idioma.
Lo Shuudan Koudou non è altro che una camminata sincronizzata di persone, studenti universitari per l’appunto, che riprende una marcia militare un po’ più evoluta ma non per questo meno massacrante. Coloro che si affacciano a questo sport sanno già di dover faticare per poter riuscire ad esibirsi nel miglior modo possibile senza “stonare”. Ogni movimento è definito nei minimi dettagli e la sincronizzazione dev’essere perfetta, per non trasformare uno spettacolo affascinante in un’esibizione raccapricciante. Ore ed ore di duro allenamento, 3 volte a settimana per 5 mesi, per poter trovare la complicità coi compagni e quella perfezione nei movimenti, fondamentale per poter interpretare al meglio lo Shuudan Koudou. Per comprendere appieno lo sforzo e la fatica compiuti da questi studenti, si calcola che essi percorrano duranti gli allenamenti 1200 km, per capirci la distanza che separa Roma e Parigi! Ma questa nuova disciplina giapponese che tanti proseliti sta facendo in Oriente, racchiude in sé anche un qualcosa di formativo: “Questo sport va oltre la semplice esibizione – dichiara Keiko Suzuki, capitana di una delle squadre – può tornare utile sia per abituarsi sempre di più al lavoro di squadra, sia per eseguire gli ordini col giusto spirito”.
Elementi fondamentali in un mondo del lavoro giapponese tacciato molto spesso di individualismo ed egocentrismo. Il sogno che si fa strada negli ambienti vicini allo Shuudan Koudou è quello che diventi una disciplina olimpica, ma prima sarebbe necessario che questo sport, ampiamente sconosciuto in Europa, valichi il Mar Giallo e tenda la mano al vecchio continente. Avvenute le presentazioni si potrà pensare di metter su una competizione, ma, fino a quel momento, lo Shuudan Koudou rimarrà uno sport con gli occhi a mandorla.
Excellence and synchronism are the main features of Shuudan Koudou, the new Japanese sport that recalls the old military marches making them a little more fascinating and spectacular
The name would seem a tongue twister but none of this. We are talking about an innovative Japanese sport that is taking place in many Japanese universities, Shuudan Koudou is his name, literally “collective action”, in our language.
The Shuudan Koudou is nothing more than a synchronized walk of people, university students precisely, which resumes a military march a bit ‘more evolved but no less exhausting. Those who face this sport already know they have to work hard to be able to perform in the best possible way without “stoning”. Every movement is defined in the smallest details and the synchronization must be perfect, not to transform a fascinating show into a horrifying exhibition. Hours and hours of hard training, 3 times a week for 5 months, to find the complicity with the companions and that perfection in the movements, essential to be able to better interpret the Shuudan Koudou. To fully understand the effort and effort made by these students, it is estimated that they travel 1200 km during training, to understand the distance that separates Rome and Paris! But this new Japanese discipline that many proselytes is doing in the East, also contains something formative: “This sport goes beyond the simple performance – says Keiko Suzuki, captain of one of the teams – can be useful both to get used more and more to teamwork, both to execute orders with the right spirit “.
Fundamental elements in a Japanese working world very often turned to individualism and egocentrism. The dream that makes its way in environments close to Shuudan Koudou is what becomes an Olympic discipline, but first it would be necessary that this sport, widely unknown in Europe, crosses the Yellow Sea and extends its hand to the old continent. Once the presentations have taken place, it will be possible to put on a competition, but until then, the Shuudan Koudou will remain an almond-eyed sport.

 

Unico

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