Microespressioni Facciali

Ho visto un volto con almeno mille espressioni, e un volto con una sola espressione quasi che fosse contenuto in uno stampo. Ho visto un volto attraverso il cui splendore potevo scorgere la bruttezza sottostante, e un volto il cui splendore dovevo sollevare come un velo per veder quanta bellezza contenesse. Ho visto un volto vecchio, eppure non solcato da nulla, e un volto liscio su cui erano incise tutte le cose. Conosco i volti, perché guardo attraverso la tela che il mio occhio tesse, e osservo la realtà che è al di sotto.
Kahlil Gibran
I saw a face with at least a thousand expressions, and a face with a single expression almost as if it were contained in a mold. I saw a face through whose splendor I could see the ugliness below, and a face whose splendor I had to lift like a veil to see how much beauty it contained. I saw an old face, yet not furrowed by anything, and a smooth face on which all things were engraved. I know the faces, because I look through the canvas that my eye weaves, and I look at the reality that is below.
Kahlil Gibran

 

Le microespressioni sono quelle espressioni emozionali del volto che hanno una brevissima durata, ovvero un quarto di secondo. Se superano questa durata sono definite semplicemente espressioni di mimica facciale.
Tutte le espressioni emozionali possono presentarsi come microespressioni. Esse sono ricche di significato in quanto rivelano appieno un’emozione nascosta.
Le microespressioni sono state scoperte da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966 durante l’analisi del comportamento non verbale in psicoterapia. Lo studio delle microespressioni venne approfondito successivamente altri autori, come Paul Ekman, che ne teorizzò l’universalità sulla base degli studi di Charles Darwin. Tali contributi risultano preziosi anche nelle applicazioni dell’analisi del comportamento facciale in vari settori, nonché nel proseguimento della ricerca sperimentale.
A differenza delle normali espressioni, è molto difficile controllare le microespressioni e spesso svelano, come i lapsus, intenzioni nascoste o emozioni che non si vogliono mostrare. Vengono perciò utilizzate dagli esperti di “psicologia della menzogna” per scoprire la verità. Se non si ha un particolare talento o una grande esperienza, per riconoscere con certezza una microespressione è preferibile registrare un filmato e usare il fermo-immagine.
Grazie allo schema di Ekman e ai primi studi del professor Haggard e Isaacs è molto più facile e veloce riconoscere le basi delle espressioni principali.. È molto difficile riconoscere quelle vere da quelle false o provate. Un altro punto fondamentale nella micro-espressione è la differenza tra l’umore e l’emozione perché vengono espresse in modi diversi, ma sono difficili da riconoscere l’uno dall’altra se non si conoscono le basi della micro-espressioni.
The micro-expressions are those emotional expressions of the face that have a very short duration, or a quarter of a second. If they exceed this duration they are simply defined expressions of facial expressions.
All emotional expressions can present themselves as microexpressions. They are rich in meaning as they fully reveal a hidden emotion.
The microexpressions were discovered by E. A. Haggard and K. S. Isaacs in 1966 during the analysis of non-verbal behavior in psychotherapy. The study of microexpressions was further investigated by other authors, such as Paul Ekman, who theorized the universality based on the studies of Charles Darwin. These contributions are also valuable in the applications of facial behavior analysis in various sectors, as well as in the continuation of experimental research.
Unlike normal expressions, it is very difficult to control micro-expressions and often reveal hidden intentions or emotions that you do not want to show, such as lapsus. They are therefore used by experts of “psychology of lies” to discover the truth. If you do not have a particular talent or a great experience, to recognize with certainty a microexpression it is preferable to record a movie and use the still-image.
Thanks to Ekman’s scheme and to the early studies of Professor Haggard and Isaacs it is much easier and faster to recognize the basics of the main expressions. It is very difficult to recognize the true ones from the false or proven ones. Another fundamental point in micro-expression is the difference between mood and emotion because they are expressed in different ways, but they are difficult to recognize each other if the basics of micro-expressions are not known.
La microespressività fu scoperta per prima da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966 mentre analizzavano delle immagini da dei filmati di psicoterapia in cerca di segni non verbali tra loro e i pazienti. Per esempio esaminando numerose volte a rallentatore il filmato di un colloquio svolto con una paziente psichiatrica di nome Mary, che cercava di dissimulare il suo piano di suicidio, Friesen e Haggard rilevarono una micro-espressione di tristezza, subito coperta da un sorriso. Dopo diversi anni di studio vengono approfondite da psicologi come Paul Ekman. Nel 1972 grazie al suo approfondimento sugli studi di Charles Darwin e a quelli di Haggard e Isaacs trovò le emozioni che oggi giorno sono quelle riconosciute universalmente: rabbia, gioia, tristezza, disgusto, paura, sorpresa e disprezzo. In questi anni viene creato da parte di Ekman uno schema facciale che riproduce i primi segni di come riconoscere le diverse espressioni in modo semplice. Ekman in seguito ha lavorato con il collega ricercatore W.V. Friesen per mappare i 43 muscoli facciali responsabili dielle sette micro-espressioni principali. I muscoli sono stati codificati in un sistema chiamato Facial Action Coding System (FACS). Questo sistema di codifica permette ai programmatori umani di codificare manualmente quasi ogni possibile espressione del viso. Questo può essere utile per determinare come e quanto depressa una persona è o quanto trauma cerebrale ha subito. Grazie a questi studi e schemi la micro-espressività è diventata una parte base dello studio dalla psicanalisi e della psicologia.
Microexpression was first discovered by E. A. Haggard and K. S. Isaacs in 1966 while analyzing images from psychotherapy films looking for non-verbal signs between them and patients. For example, examining several times in slow motion the footage of an interview with a psychiatric patient named Mary, who tried to cover up her suicide plan, Friesen and Haggard detected a micro-expression of sadness, immediately covered by a smile. After several years of study they are deepened by psychologists like Paul Ekman. In 1972, thanks to his study of Charles Darwin’s studies and those of Haggard and Isaacs, he found the emotions that are universally recognized today: anger, joy, sadness, disgust, fear, surprise and contempt. In these years Ekman created a facial scheme that reproduces the first signs of how to recognize the different expressions in a simple way. Ekman later worked with fellow researcher W.V. Friesen to map the 43 facial muscles responsible for the seven main micro-expressions. The muscles were coded in a system called the Facial Action Coding System (FACS). This coding system allows human programmers to manually code almost every possible facial expression. This can be helpful in determining how much a person is depressed or how much brain trauma he has undergone. Thanks to these studies and schemes, micro-expressiveness has become a basic part of the study from psychoanalysis and psychology.
L’umore e il sentimento si assomigliano molto, ma vengono espressi in modi e tempi diversi. È molto importante saper distinguere l’umore dall’emozione, la differenza più importante è che l’umore a differenza dell’emozione è uno stato d’animo che può durare più a lungo, per esempio, “oggi sono di buon umore”, invece un’emozione è molto più breve, può apparire e sparire in pochi minuti o anche in pochi secondi. Inoltre l’umore spesso non nasce da un motivo reale e non modifica con segni troppo evidenti la nostra espressione, questo però modifica il nostro modo di affrontare le situazioni. Come è stato detto prima è abbastanza difficile scorgere un cambiamento nell’espressione di una persona, ma se si è abituati ad osservare una persona sempre arrabbiata è molto facile scorgere delle diverse micro-espressioni se per una volta prova un’emozione diversa dalla rabbia. Quando invece si crea un’emozione siamo subito in grado di capire di quale si tratti. È molto facile che si possano vedere su persone che sono molto espressive, ma se la persona che si sta analizzando è poco espressiva è molto più difficile trovare certi cambiamenti nel viso del soggetto. Le emozioni possono essere definite come un complesso schema di variazioni.
The mood and the feeling are very similar, but are expressed in different ways and times. It is very important to know how to distinguish mood from emotion, the most important difference is that mood, unlike emotion, is a state of mind that can last longer, for example, “I am in a good mood today”, instead an emotion is much shorter, it can appear and disappear in a few minutes or even in a few seconds. In addition, the mood is often not born from a real reason and does not change with too obvious signs our expression, but this changes the way we deal with situations. As has been said before it is quite difficult to see a change in a person’s expression, but if you are used to observing a person who is always angry it is very easy to see the different micro-expressions if for once you feel an emotion different from anger. But when we create an emotion we are immediately able to understand what it is. It is very easy to see people who are very expressive, but if the person who is analyzing is not expressive it is much more difficult to find certain changes in the subject’s face. Emotions can be defined as a complex pattern of variations.
Esse sono pressappoco le stesse mimiche facciali che appaiono nelle espressioni;anomalie tra il parlato e la mimica, una mimica sforzata e altro possono essere indicatori di menzogna o reticenza. Le emozioni possono esprimersi in più di sette mila espressioni facciali. Le più importanti e riconosciute universalmente che sono studiate attraverso la micro-espressione sono:
disgusto: solitamente il disgusto si presenta quando una persona si ritrova difronte ad un alimento che la mente considera nocivo oppure quando si presenta una scena così detta disgustosa o poco piacevole. Solitamente si esprime con il rovescio della bocca verso il basso, il naso si arriccia. Le sopracciglia si abbassano e si avvicinano creando delle rughe verticali sulla fronte, mentre le palpebre si alzano creando rughe alla radice del naso e agli angoli esterni degli occhi creando le così dette zampe di gallina. Le labbra contraendosi e curvando l’estremità delle labbra verso il basso creando delle rughe che partono sotto il naso e continuando fino agli angoli della bocca.
disprezzo: il disprezzo fa assumere al volto un’espressione particolare, che riporta e viene molte volte scambiato come disgusto o un atteggiamento provocatorio. Nell’espressione di disprezzo si nota un pronunciato innalzamento di un solo sopracciglio, anche chiamato il “ sopracciglio sprezzante” che ha come conseguenza la creazione di rughe concentriche al di sopra di esso. Il labbro superiore si alza dallo stesso lato, fino a quasi scoprire il canino. L’angolo della bocca che si solleva, provoca un innalzamento della guancia, che a sua volta crea delle rughe sul lato esterno dell’occhio. Se invece il soggetto mantiene il sopracciglio sollevato e la bocca chiusa, l’espressività cambia da disprezzo a una forma di superiorità.
tristezza: la tristezza è un’emozione che è universalmente riconosciuta. Le sopracciglia si avvicinano e si sollevano nella parte interna facendo salire anche l’angolo interno delle palpebre superiori. Se le sopracciglia si avvicinano senza rialzarsi la pelle della fronte prende una forma di increspatura a forma di ferro di cavallo. Gli angoli della bocca vengono spinti verso il basso, il labbro inferiore comincia ad avere dei piccoli tremolii. Si riesce anche a notare una mancanza di tono muscolare, rendendo la faccia inespressiva e cadente.
paura: le sopracciglia si sollevano, si distendono e si avvicinano e infatti si creano delle piccole rughe orizzontali sulla fronte. Gli occhi si spalancano sempre di più e lo sguardo resta fisso nella direzione dentai ciò che spaventa. La bocca resta aperta tesa, ma con gli angoli della bocca che tendono leggermente verso il basso, mentre le narici si dilatano.
rabbia: solitamente la rabbia viene espressa con la fronte che si contrae formando delle rughe verticali tre le sopracciglia. La palpebra superiore viene spinta verso il basso dal movimento delle sopracciglia. Lo sguardo diventa fisso e gli occhi si fanno stretti tra le palpebre, diventano brillanti e possono perdere la simmetria. Le narici si dilatano, assumendo un’espressione molto simile a quella di un toro. Le labbra si contraggono e la bocca può assumere diverse espressioni. La bocca può aprirsi mostrando i denti fino ai canini inferiori e la mascella vieni spinta verso il davanti come se volesse mordere, solitamente l’espressione viene accompagnata da urla e da insulti. La voce sembra strozzarsi in gola e diventa rauca e stonata. Quando invece la bocca rimane chiusa, con le labbra e i denti serrati, vuol dire che la persona presa dall’ira sta cercando di trattenersi.
sorpresa: la sorpresa è una delle emozioni più rapide e brevi, dura pochi attimi giusto per far capire cosa sta succedendo davanti agli occhi del soggetto. Le sopracciglia si alzano, si allontanano e si curvano allo stesso tempo creando delle piccole rughe che seguono la linea delle sopracciglia stesse- gli occhi si spalancano per vedere meglio, la bocca prende la forma a “O” che esprime sorpresa che può anche essere accompagnata da un vocalizzo “Ooh”.
gioia: la fronte si distende e lo sguardo appare brillante e vivace, le palpebre inferiori si sollevano e formano delle piccole rughe tutto intorno agli occhi. Le guance si gonfiano e si sollevano allo stesso tempo. La bocca si stira sollevando gli angoli della bocca. Il naso si arriccia e l’apertura della bocca crea delle profonde pieghe naso-labiali.
They are almost the same facial expressions that appear in the expressions, anomalies between speech and mimicry, a strained mimicry and other can be indicators of lying or reticence. Emotions can be expressed in more than seven thousand facial expressions. The most important and universally recognized ones that are studied through micro-expression are:
disgust: usually disgust occurs when a person finds himself in front of a food that the mind considers harmful or when a scene so called disgusting or unpleasant appears. Usually it is expressed with the back of the mouth downwards, the nose curls. The eyebrows are lowered and approached creating vertical wrinkles on the forehead, while the eyelids are raised creating wrinkles at the root of the nose and at the outer corners of the eyes creating the so-called crow’s feet. The lips contracting and curving the ends of the lips downwards creating wrinkles that start under the nose and continuing to the corners of the mouth.
contempt: contempt makes the face take on a particular expression, which brings back and is often mistaken for disgust or a provocative attitude. In the expression of contempt, there is a pronounced rise of a single eyebrow, also called the “scornful eyebrow” which results in the creation of concentric wrinkles above it. The upper lip rises from the same side, until almost discovering the canine. The angle of the mouth that rises, causes a raising of the cheek, which in turn creates wrinkles on the outer side of the eye. On the other hand, if the subject keeps the eyebrow raised and the mouth closed, the expressiveness changes from contempt to a form of superiority.
sadness: sadness is an emotion that is universally recognized. The eyebrows are approached and raised in the inner part making the inner corner of the upper eyelids also rise. If the eyebrows are approached without getting up, the skin of the forehead takes a form of ripple in the shape of a horseshoe. The corners of the mouth are pushed down, the lower lip begins to have small tremolos. It is also possible to notice a lack of muscular tone, making the face expressionless and falling.
fear: the eyebrows are raised, stretched and approached and in fact small wrinkles are created on the forehead. Eyes widen more and more and the gaze remains fixed in the direction of what is frightening. The mouth remains open stretched, but with the corners of the mouth that tend slightly downwards, while the nostrils dilate.
anger: usually anger is expressed with the forehead that is contracted forming vertical wrinkles three eyebrows. The upper eyelid is pushed down by the movement of the eyebrows. The gaze becomes fixed and the eyes become narrow between the eyelids, they become bright and can lose symmetry. The nostrils dilate, assuming an expression very similar to that of a bull. The lips contract and the mouth can take on different expressions. The mouth can open showing the teeth up to the lower canines and the jaw is pushed towards the front as if it wanted to bite, usually the expression is accompanied by screams and insults. The voice seems to choke in the throat and becomes hoarse and out of tune. When the mouth is closed, with the lips and teeth tight, it means that the person caught in anger is trying to hold back.
surprise: surprise is one of the quickest and most brief emotions, it lasts just a few moments to make it clear what is happening in front of the subject’s eyes. The eyebrows rise, move away and bend at the same time creating small wrinkles that follow the line of the eyebrows themselves – the eyes open wide to see better, the mouth takes the shape of “O” that expresses surprise that can also be accompanied from a vocalization “Ooh”.
joy: the forehead relaxes and the look appears bright and lively, the lower eyelids are raised and form small wrinkles all around the eyes. The cheeks swell and rise at the same time. The mouth is stretched by lifting the corners of the mouth. The nose curls and the opening of the mouth creates deep nasolabial folds.
Solitamente le espressioni più vere sono le più difficili da riconoscere, un’espressione falsa è subito facile da identificare. Per esempio per gioia un sorriso non sincero e forzato è molto facile da distinguere. Magari la persona sta sorridendo, ma in realtà lo sguardo e gli occhi dicono tutt’altra cosa che fa capire alla persona che sta facendo un’analisi dell’espressione sarà subito capace di capire che quella espressa non è vera. Partendo proprio dai piccoli dettagli, come le rughe vicino agli occhi oppure se la bocca è chiusa le rughe vicino alla bocca vengono a mancare. Quello che si deve sempre guardare mentre si cerca di capire un’espressione devono essere i micro movimenti e il cambiamento della muscolatura facciale. Basta pensare alle caratteristiche principali che ogni emozione comporta all’espressione e guardare quali mancano o sono forzate. Riuscire ad identificare queste microespressioni ci permette di capire cosa stia provando la persona. Un angolo sollevato per pochi secondi maschera la soddisfazione per quanto è successo, anche se magari a parole sta esprimendo un profondo dispiacere, quel piccolo segnale può mettere in evidenza che in realtà la persona è ben più contenta di quello che sta succedendo. Il viso è sia capace di mentire e dire la verità allo stesso tempo e spesso lo si fa contemporaneamente. Quindi contiene due messaggi: quello che il bugiardo vuole dimostrare e ciò che sta cercando di nascondere. 
Usually the most true expressions are the most difficult to recognize, a false expression is immediately easy to identify. For example, for joy a non-sincere and forced smile is very easy to distinguish. Maybe the person is smiling, but in reality the look and the eyes say something else that makes it clear to the person who is doing an analysis of the expression will immediately be able to understand that the expressed is not true. Starting from the small details, such as wrinkles near the eyes or if the mouth is closed, wrinkles near the mouth are missing. What we must always look at while trying to understand an expression must be the micro movements and the change of the facial musculature. Just think of the main characteristics that every emotion involves to the expression and look at what is missing or forced. Being able to identify these microexpressions allows us to understand what the person is feeling. A corner raised for a few seconds masks the satisfaction of what has happened, even if perhaps in words is expressing a deep disappointment, that little signal can show that in reality the person is much more happy with what is happening. The face is both capable of lying and telling the truth at the same time and often doing it at the same time. So it contains two messages: what the liar wants to demonstrate and what he is trying to hide.

 

Unico

 

 

 

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