Organi a Canne

“Me ne frego è scritto nel centro del gagliardetto azzurro che l’altra notte consegnai ai serventi delle mie mitragliatrici blindate, tra i pinastri selvaggi della collina, al lume delle torce e delle stelle, mentre la piccola schiera dei volontari dalmati cantava il vecchio canto del Quarantotto, grande come il tuono dell’organo nelle navate di Sebenico o di Spalato. Il motto è crudo. Ma a Fiume la mia gente non ha paura di nulla, neppure delle parole”.
Gabriele D’annunzio
“I do not care it is written in the center of the blue pennant that the other night I delivered to the servants of my armored machine guns, among the wild pinastri of the hill, by the light of torches and stars, while the small group of Dalmatian volunteers sang the old song from the Forty-eight, as big as the thunder of the organ in the naves of Sibenik or Spalato. The motto is raw. But in Fiume my people are not afraid of anything, not even words”
Gabriele D’annunzio

 

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MASCIONI ORGANARI DAL 1829
Una delle più antiche fabbriche d’organi d’Europa, attiva dal 1829 e membro della ISO (International Society of Organbuilders).Nei suoi laboratori l’arte organaria si tramanda di padre in figlio; da sei generazioni la Famiglia Mascioni costruisce organi e da 40 anni restaura e ricostruisce gli organi storici.
ORGANAR MASCIONI FROM 1829
One of the oldest factories in Europe, active since 1829 and member of the ISO (International Society of Organbuilders). In its workshops the organ art is handed down from father to son; the Mascioni family has been building organs for six generations and has been restoring and rebuilding historic organs for 40 years.
La storia della “Fabbrica d’organi Mascioni” ha inizio nel 1829 quando Giacomo Mascioni aprì a Comacchio di Cuvio, in provincia di Varese, il suo laboratorio. Il fondatore si era avvicinato all’arte organaria grazie ai due zii e in seguito all’insegnamento impartitogli dal Canonico Della Valle, maestro di cappella presso la Basilica di San Vittore a Varese. Inizialmente l’attività si sarebbe svolta nelle zone limitrofe raggiungendo le valli del vicino Canton Ticino. A Giacomo, nel tempo, si unirono i tre figli Bernardo, Gaspare e Anacleto e con essi costruì strumenti notevoli secondo lo stile lombardo dell’epoca, come ad esempio somieri “a vento”, trasmissioni meccaniche spesso complesse. Nel 1883, il nipote di Giacomo (che morirà nel 1896), Vincenzo, figlio dodicenne di Bernardo, entrò come apprendista nell’azienda di famiglia. Spetterà a lui, dopo la morte prematura del padre (1890) e degli zii, assumere la direzione della fabbrica di Azzio, coadiuvato per la parte amministrativa dal fratello Enrico, che seguiva la filiale di Milano. Sotto la loro gestione l’impresa conobbe un rapido sviluppo raggiungendo anche livelli tecnici d’avanguardia e notorietà mondiale. Tra i tanti lavori, il rifacimento nel 1904 degli organi del Duomo di Milano e la presentazione all’Esposizione Universale del 1906 di un grande strumento poi collocato nel liceo municipale di Pesaro. A loro, ormai nei primi decenni del Novecento, si aggiunsero via via i sei figli maschi di Vincenzo (Giacomo, Ernesto, Giovanni, Angelo, Vincenzo e Tullio). Nel 1937 l’azienda varesina consegnò il 500esimo organo alla chiesa parrocchiale di Cuvio e fino al 1953, anno della morte di Vincenzo Mascioni, ne avrebbe realizzati altri 200. Parte del merito andava anche ai tanti collaboratori dell’impresa che spesso tramandavano di padre in figlio le loro preziose conoscenze. Dagli anni Settanta, in sintonia con i tempi, l’azienda tornò all’uso delle trasmissioni meccaniche insieme ad un nuovo modo di “creare” il suono e le strutture. Negli anni sono entrati a far parte dell’impresa i tre figli di Ernesto – Eugenio, Enrico e Mario – e il loro cugino Giovanni. A loro si sono più recentemente aggiunti i nipoti Andrea, figlio di Eugenio, e Giorgio, figlio di Enrico, nati rispettivamente nel 1965 e nel ’66. La Famiglia Vincenzo Mascioni srl ha realizzato più di mille organi e, negli ultimi decenni, svolge un’intensa opera di restauro di strumenti antichi.
The history of the “Mascioni Organ Factory” began in 1829 when Giacomo Mascioni opened his laboratory in Comacchio di Cuvio, in the province of Varese. The founder had approached the organ art thanks to the two uncles and following the teaching given him by the Canon Della Valle, chapel master at the Basilica of San Vittore in Varese. Initially the activity would take place in the neighboring areas reaching the valleys of the neighboring Canton Ticino. Over time, the three sons Bernardo, Gaspare and Anacleto joined Giacomo and with them he built remarkable instruments according to the Lombard style of the time, such as for example “wind-shaped” windmills, often complex mechanical transmissions. In 1883, Giacomo’s nephew (who died in 1896), Vincenzo, Bernardo’s twelve-year-old son, entered the family business as an apprentice. It will be up to him, after the premature death of his father (1890) and his uncles, to take over the management of Azzio’s factory, assisted for the administrative part by his brother Enrico, who followed the Milan branch. Under their management, the company experienced rapid development, reaching even advanced technical levels and worldwide fame. Among the many works, the reconstruction in 1904 of the organs of the Milan Cathedral and the presentation at the Universal Exposition of 1906 of a great instrument then placed in the Pesaro Municipal High School. To them, now in the first decades of the twentieth century, Vincenzo’s six sons were gradually added (Giacomo, Ernesto, Giovanni, Angelo, Vincenzo and Tullio). In 1937 the Varese company handed over the 500th organ to the parish church of Cuvio and until 1953, the year of the death of Vincenzo Mascioni, it would have made another 200. Part of the merit also went to the many collaborators of the company that often handed down from father to son their valuable knowledge. Since the 1970s, in harmony with the times, the company returned to the use of mechanical transmissions together with a new way of “creating” sound and structures. Over the years Ernesto’s three sons – Eugenio, Enrico and Mario – and their cousin Giovanni have joined the company. To them the nephews Andrea, son of Eugenio, and Giorgio, son of Enrico, were more recently added, born respectively in 1965 and in ’66. The Vincenzo Mascioni family has built more than a thousand organs and, over the last few decades, has carried out intense restoration work on ancient instruments.
Una delle realizzazioni Mascioni di prestigio in Giappone
One of the prestigious of Mascioni realizations in Japan

 

E anche in Italia
And also in Italy

Unico

 

 

 

 

 

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