J.S.Bach

“Tutti gli strumenti sono facili da suonare. Tutto sta nel pigiare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da solo.”
Johann Sebastian Bach
All the instruments are easy to play. It’s all about pressing the right key at the right time and the instrument will play on its own. ”
Johann Sebastian Bach

 

Il compositore Johann Sebastian Bach
Universalmente considerato uno dei più grandi geni nella storia della musica. Le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e bellezza artistica.
Bach operò una sintesi mirabile fra lo stile tedesco (di cui erano stati esponenti, fra gli altri, Pachelbel e Buxtehude) e le opere dei compositori italiani (particolarmente Vivaldi), dei quali trascrisse numerosi brani, assimilandone soprattutto lo stile concertante. La sua opera costituì la summa e lo sviluppo delle svariate tendenze compositive della sua epoca. Il grado di complessità strutturale, la difficoltà tecnica e l’esclusione del genere melodrammatico, tuttavia, resero la sua opera appannaggio solo dei musicisti più dotati e all’epoca ne limitarono la diffusione fra il grande pubblico, in paragone alla popolarità raggiunta da altri musicisti contemporanei come Telemann o Händel.
Nel 1829 l’esecuzione della Passione secondo Matteo, diretta a Berlino da Felix Mendelssohn, riportò alla conoscenza degli appassionati la qualità elevatissima dell’opera compositiva di Bach, che è da allora considerata il compendio della musica contrappuntistica del periodo barocco.

 

The composer Johann Sebastian Bach Universally considered one of the greatest geniuses in the history of music. His works are notable for intellectual depth, mastery of technical and expressive means and artistic beauty. Bach made an admirable synthesis between the German style (of which, among others, Pachelbel and Buxtehude had been exponents) and the works of Italian composers ( particularly Vivaldi), of whom he transcribed numerous passages, assimilating above all the concertante style. His work constituted the summa and development of the various compositional trends of his time. The degree of structural complexity, the technical difficulty and the exclusion of the melodramatic genre, however, made its work the prerogative of only the most gifted musicians and at the time they limited its diffusion among the general public, in comparison with the popularity reached by other musicians contemporaries such as Telemann or Händel. In 1829 the performance of the Passion according to Matthew, directed in Berlin by Felix Mendelssohn, brought to the knowledge of fans the very high quality of Bach’s compositional work, which has since been considered the compendium of the counterpoint music of the period baroque.
Johann Sebastian Bach nacque a Eisenach, in Germania, nel 1685, dalla famiglia di musicisti tedeschi più nota ai suoi tempi, al punto che il cognome “Bach” nelle città della Turingia era diventato sinonimo di “musicista”. Quando, nel 1693, alla corte di Arnstadt si rese vacante il posto di musicista di corte, il conte chiese urgentemente “un Bach”. In zigano e nel dialetto di varie zone dell’Europa centrale “bach” assunse il significato di “musicista ambulante”.
Suo padre, Johann Ambrosius Bach, figlio di Christoph Bach, ricopriva ad Eisenach la carica di musicista civico (Stadtpfeifer), ruolo che comportava l’organizzazione della musica a carattere profano nella città, ma anche la supervisione dell’attività musicale nella chiesa locale, inclusa la direzione del lavoro dell’organista di chiesa. È proprio dal padre che, probabilmente, Bach ricevette i primi rudimenti di violino e clavicembalo.
Bach discendeva da una famiglia di musicisti professionisti che andavano dall’organista, al musicista da camera nelle corti, includendo anche compositori. Era del tutto normale, per quel tempo, che i figli assistessero al lavoro dei loro padri, cercando di impararne l’arte. Probabilmente anche Bach iniziò ripetendo la musica ascoltata in tenerissima età con gli strumenti che può suonare un preadolescente.
L’albero genealogico della famiglia Bach, dal titolo “Ursprung der musicalisch-Bachiscen Familie” (“Origine della famiglia musicale dei Bach”) venne compilato per la prima volta nel 1735 dallo stesso Johann Sebastian, che faceva risalire le origini della propria famiglia a Veit Bach, mugnaio proveniente dall’Europa orientale ed appassionato suonatore di cetra, vissuto nella seconda metà del XVI secolo. Alla fine si conteranno ben sette generazioni di musicisti, un record ancor oggi insuperato per una famiglia.
Johann Sebastian Bach was born in Eisenach, Germany, in 1685, to the family of German musicians best known in his day, to the point that the surname “Bach” in the cities of Thuringia had become synonymous with “musician”. When, in 1693, the post of court musician became vacant at the court of Arnstadt, the count urgently asked for “a Bach”. In gypsy and in the dialect of various areas of central Europe “bach” took on the meaning of “itinerant musician”. His father, Johann Ambrosius Bach, son of Christoph Bach, held the role of civic musician (Stadtpfeifer) in Eisenach. it involved organizing profane music in the city, but also supervising musical activity in the local church, including directing the work of the church organist. It was precisely from his father that Bach probably received the first rudiments of violin and harpsichord.Bach descended from a family of professional musicians who ranged from organist to chamber musician in the courts, also including composers. It was quite normal, for that time, that the children assisted in the work of their fathers, trying to learn their art. Bach also probably began by repeating the music he listened to at a very young age with the instruments that a pre-adolescent could play. The Bach family genealogical tree, entitled “Ursprung der musicalisch-Bachiscen Familie” (“Origin of the Bach musical family”) was compiled for the first time in 1735 by Johann Sebastian himself, who traced the origins of his family to Veit Bach, miller from Eastern Europe and passionate zither player, who lived in the second half of the 16th century. In the end there will be seven generations of musicians, a record still unsurpassed for a family today.
La madre di Bach, Elisabeth Lämmerhirt, morì nel 1694, ed il padre morì otto mesi dopo. Il giovane Bach si trasferì dunque da un suo fratello maggiore, Johann Christoph Bach (1671-1721), organista presso la Michaeliskirche di Ohrdruf. Durante la permanenza nella casa di suo fratello, Bach continuò a copiare, studiare, e suonare musica. Johann Christoph fece conoscere a Johann Sebastian le partiture dei grandi compositori dell’epoca: Johann Pachelbel, Johann Jakob Froberger, Jean-Baptiste Lully, Louis Marchand, Dietrich Buxtehude.
Nel 1699 Johann Sebastian Bach vinse una borsa di studio per studiare presso la prestigiosa Scuola di San Michele a Lüneburg, dove, oltre a perfezionarsi all’organo e al clavicembalo, probabilmente imparò il francese e l’italiano. Inoltre studiò teologia, latino, geografia e matematica. A quell’epoca risalgono le prime composizioni giovanili di Bach, come le partite diverse sopra “O Gott, du frommer Gott”. Da Lüneburg, Bach si recò diverse volte ad Amburgo, distante circa 50 chilometri, per ascoltare Johann Adam Reincken all’organo della Catharinenkirche, restaurato nel 1670. Inoltre, Bach andò varie volte anche a Celle, distante 85 chilometri da Lüneburg, per sentire l’orchestra francese messa insieme dal duca Giorgio Guglielmo di Brunswick-Lüneburg e studiarne lo stile.
Nel gennaio del 1703, dopo aver fallito un’audizione come organista a Sangerhausen (in realtà Bach superò positivamente l’audizione, ma il principe Giovanni Giorgio di Sassonia-Weissenfels insistette affinché il posto venisse dato ad un suo protetto), Bach venne assunto come musicista di corte nella cappella del duca Giovanni Ernesto III a Weimar, in Turingia. Durante la sua permanenza di sette mesi a Weimar venne invitato ad inaugurare il nuovo organo nella chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt. La chiesa originaria era bruciata in un incendio nel 1581 e venne ricostruita solo fra il 1676 ed il 1683. Per vent’anni restò senza organo, che fu ultimato solo nel 1703. Il nuovo strumento era un organo a due manuali, dotato di ventidue registri e di un accessorio all’epoca molto apprezzato, il cymbelstern: una ruota su cui sono montate delle campanelle. Quando il cymbelstern viene attivato, l’aria dell’organo fa girare la ruota, producendo un tintinnio continuo. L’inaugurazione, effettuata da Bach, pare abbia dato completa soddisfazione sia alle autorità, sia al costruttore dello strumento.
Ad agosto dello stesso anno Bach accettò il posto di organista in quella chiesa, con uno stipendio relativamente buono. Questo incarico, però, lo lasciava insoddisfatto e presto cominciò a cercare altrove la sua fortuna.
In autunno Bach si fece concedere un permesso di quattro settimane (diventate poi quattro mesi) e si recò a piedi a Lubecca, distante 400 chilometri, per conoscere personalmente Dietrich Buxtehude. Bach si rese subito conto che le sfarzose rappresentazioni musicali di Buxtehude, di cui si parlava in tutta la Germania, dal vivo superavano di gran lunga l’immaginazione: per il Castrum Doloris in morte di Leopoldo I ed il Templum Honoris in onore del nuovo sovrano, Giuseppe I, Buxtehude utilizzò quaranta musicisti, disposti su quattro pedane, a formare un’orchestra di qualità eccezionale.
Bach’s mother, Elisabeth Lämmerhirt, died in 1694, and her father died eight months later. The young Bach therefore moved to an older brother, Johann Christoph Bach (1671-1721), organist at the Michaeliskirche in Ohrdruf. While staying in his brother’s house, Bach continued to copy, study, and play music. Johann Christoph introduced Johann Sebastian to the scores of the great composers of the time: Johann Pachelbel, Johann Jakob Froberger, Jean-Baptiste Lully, Louis Marchand, Dietrich Buxtehude. In 1699 Johann Sebastian Bach won a scholarship to study at the prestigious School of San Michele in Lüneburg, where, besides improving his organ and harpsichord, he probably learned French and Italian. He also studied theology, Latin, geography and mathematics. Bach’s early youth compositions date back to that time, such as the various games above “O Gott, du frommer Gott”. From Lüneburg, Bach traveled several times to Hamburg, about 50 kilometers away, to listen to Johann Adam Reincken at the organ of the Catharinenkirche, restored in 1670. Furthermore, Bach also went to Celle several times, 85 kilometers away from Lüneburg, to hear the French orchestra put together by Duke Giorgio Guglielmo of Brunswick-Lüneburg and study its style.In January 1703, after having failed an audition as organist in Sangerhausen (in reality Bach successfully passed the audition, but Prince John George of Saxony -Weissenfels insisted that the place be given to his protégé), Bach was hired as court musician in the chapel of Duke John Ernest III in Weimar, Thuringia. During his seven-month stay in Weimar he was invited to inaugurate the new organ in the church of San Bonifacio in Arnstadt. The original church was burned in a fire in 1581 and was rebuilt only between 1676 and 1683. For twenty years it remained without an organ, which was completed only in 1703. The new instrument was a two-manual organ, equipped with twenty-two registers and an accessory much appreciated at the time, the cymbelstern: a wheel on which bells are mounted. When the cymbelstern is activated, the organ air makes the wheel spin, producing a continuous jingle. The inauguration, carried out by Bach, seems to have given complete satisfaction to both the authorities and the instrument builder. In August of the same year Bach accepted the position of organist in that church, with a relatively good salary. This job, however, left him unsatisfied and soon began to look elsewhere for his fortune. In autumn Bach had a four-week permit (later become four months) and went on foot to Lübeck, 400 km away, to get to know him personally Dietrich Buxtehude. Bach immediately realized that the sumptuous musical performances of Buxtehude, which were spoken throughout Germany, far exceeded the imagination live: for the Castrum Doloris in death of Leopold I and the Templum Honoris in honor of the new sovereign , Joseph I, Buxtehude used forty musicians, arranged on four platforms, to form an orchestra of exceptional quality.
A quell’epoca l’anziano Buxtehude meditava di ritirarsi e da due anni stava cercando un suo successore alla carica di organista della Marienkirche. Buxtehude, però, aveva posto come clausola che chi avesse voluto essere suo successore avrebbe dovuto sposare Anna Margaretha, sua figlia poco avvenente. Georg Friedrich Händel e Johann Mattheson, che si erano recati a Lubecca nel 1703, avevano ricevuto la stessa offerta, ma, dopo aver visto la figlia di Buxtehude, avevano rifiutato ed erano ripartiti il giorno successivo. Anche Bach rifiutò.
Nel 1706 gli fu offerto il posto come organista presso la chiesa di San Biagio a Mühlhausen, che Bach accettò. Quattro mesi dopo il suo arrivo a Mühlhausen sposò sua cugina Maria Barbara Bach. A Mühlhausen, dando prova di grande competenza nonostante la sua giovane età, Bach propose un progetto per il rifacimento dell’organo, progetto che gli venne approvato. Gli venne solo bocciata la proposta di installare dei martelletti di metallo che, azionati dai tasti dell’organo, facevano suonare delle campanelle, che Bach affermava di voler montare per esaudire il desiderio di alcuni consiglieri parrocchiali. È probabile, invece, che fosse Bach stesso a voler avere a disposizione questo particolare registro, che farà poi montare sul suo organo a Weimar.
Nel 1708, Bach ottenne il ruolo di organista di corte e maestro di concerto di Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar presso la corte ducale di Weimar. Qui ebbe modo non solo di suonare l’organo, ma anche di comporre musica per organo e suonare un repertorio più vario di musica da concerto in collaborazione con gli altri strumentisti della corte ducale.
Affezionato alla musica contrappuntistica, Bach compose la maggior parte del suo vasto repertorio di fughe nel periodo di Weimar, dove godeva dell’amicizia e della protezione del principe Johann Ernst di Sassonia-Weimar, buon compositore. Probabilmente l’esempio più noto è costituito da “Il clavicembalo ben temperato”, che include 48 preludi e fughe, due per ciascuna scala maggiore e minore, un lavoro monumentale non solo per l’uso magistrale del contrappunto, ma anche per l’aver esplorato, per la prima volta, l’intera gamma tonale, la moltitudine delle scale, degli intervalli e delle tonalità. Ciò era stato reso possibile per gli strumenti con tastiera dall’accordatura con il sistema temperato di Andreas Werckmeister e dalla moltitudine di modi espressivi che le piccole differenze tra i vari intervalli dettati dal nuovo temperamento rendevano possibili.
At that time, Elder Buxtehude was considering retiring and had been looking for a successor for the Marienkirche organist for two years. Buxtehude, however, had placed as a clause that whoever wanted to be his successor would have to marry Anna Margaretha, his little handsome daughter. Georg Friedrich Handel and Johann Mattheson, who had gone to Luebeck in 1703, had received the same offer, but, after seeing Buxtehude’s daughter, had refused and left the next day. Bach also refused, and in 1706 he was offered the post as organist at the church of San Biagio in Mühlhausen, which Bach accepted. Four months after his arrival in Mühlhausen he married his cousin Maria Barbara Bach. In Mühlhausen, showing great competence despite his young age, Bach proposed a project for the rebuilding of the organ, a project that was approved. He was only rejected by the proposal to install metal hammers which, operated by the organ keys, made bells ring, which Bach claimed to want to assemble to fulfill the desire of some parish councilors. It is probable, however, that it was Bach himself who wanted to have this particular register available, which he would later have mounted on his organ in Weimar. In 1708, Bach obtained the role of court organist and concert teacher of Guglielmo Ernesto of Saxony-Weimar at the ducal court of Weimar. Here he had the opportunity not only to play the organ, but also to compose organ music and play a more varied repertoire of concert music in collaboration with the other instrumentalists of the ducal court. Aficionado of counterpoint music, Bach composed most of his vast repertoire of escapes in the Weimar period, where he enjoyed the friendship and protection of Prince Johann Ernst of Saxony-Weimar, a good composer. Probably the best known example is “The well-tempered harpsichord”, which includes 48 preludes and fugues, two for each major and minor scale, a monumental work not only for the masterful use of the counterpoint, but also for having explored, for the first time, the entire tonal range, the multitude of scales, ranges and shades. This had been made possible for keyboard instruments by the tuning with the tempered system of Andreas Werckmeister and by the multitude of expressive ways that the small differences between the various intervals dictated by the new temperament made possible.
Nel 1713 il duca tornò da un viaggio nei Paesi Bassi con una grande collezione di spartiti, molti dei quali di musica italiana. Bach fu particolarmente attratto dallo schema del concerto grosso all’italiana, caratterizzato dall’alternarsi del “tutti” (o “ripieno”) dell’orchestra e del “concertino” degli strumenti solisti.
Nel maggio 1714 venne ultimato l’organo nella cappella ducale. Le famose campanelle volute da Bach erano già state montate nell’organo, anche se una prima serie dovette essere sostituita a causa di alcuni difetti di intonazione.
Durante il soggiorno a Weimar Bach iniziò a lavorare sull’Orgelbüchlein per suo figlio, Wilhelm Friedemann. Il “libretto” della musica organistica doveva contenere musica tradizionale con inni della chiesa luterana: lo scopo principale doveva essere quello di istruire gli studenti di organistica. In realtà il lavoro, seppure incompleto, svolge due grandi temi nell’opera di Bach. In primo luogo mostra il talento per la didattica, ed in secondo luogo il suo amore per la tradizione corale sia come formula in sé, sia come sorgente d’ispirazione.
Nel settembre 1717 Bach si recò a Dresda, dove si verificò un episodio di cui esistono diverse versioni. Secondo Johann Nikolaus Forkel, che riprende il necrologio scritto da Carl Philipp Emanuel, in città Bach assistette ad un concerto di Louis Marchand, celebre esecutore francese che fu anche organista di Luigi XIV. Successivamente, dietro pressione di Jean Baptiste Volumier, konzertmeister di Dresda che non aveva simpatia per Marchand, Bach gli inviò una lettera proponendogli una battaglia all’organo: Bach si impegnava ad improvvisare su qualsiasi tema proposto dal suo rivale francese a patto che questi, ovviamente, fosse disposto a fare altrettanto. L’incontro venne organizzato a casa del primo ministro von Flemming, ma Marchand non si presentò. Sempre secondo Forkel gli venne allora mandato un messo a casa, il quale tornò riferendo che Marchand aveva lasciato la città in tutta fretta ed era tornato in Francia.
Invece secondo Friedrich Wilhelm Marpurg, che afferma di aver sentito l’episodio raccontato da Bach stesso, un confronto diretto fra i due musicisti ebbe luogo, proprio durante il concerto di Marchand a Dresda. Quest’ultimo, secondo la versione di Marpurg, eseguì un’aria francese con variazioni che venne molto applaudita; a quel punto, Jean Baptiste Volumier invitò Bach ad esibirsi anch’egli al clavicembalo. Bach, dopo un breve preludio, riprese il tema dell’aria che Marchand aveva suonato prima, lo ripeté interamente a memoria, incluse le variazioni, ed improvvisò altre dodici variazioni, più difficili e brillanti di quelle di Marchand. Non contento del suo trionfo, Bach presentò a Marchand un tema che aveva annotato a penna e lo invitò ad una competizione all’organo, ma Marchand non volle rischiare una disfatta completa, partì da Dresda e tornò in Francia.
In 1713 the Duke returned from a trip to the Netherlands with a large collection of sheet music, many of which were Italian music. Bach was particularly attracted to the scheme of the Italian big concert, characterized by the alternation of the “tutti” (or “stuffing”) of the orchestra and the “concertino” of solo instruments. In May 1714 the organ was completed in the ducal chapel . The famous bells wanted by Bach had already been mounted in the organ, although a first series had to be replaced due to some intonation defects.During the stay in Weimar Bach began to work on the Orgelbüchlein for his son, Wilhelm Friedemann. The “libretto” of organ music was to contain traditional music with hymns from the Lutheran church: the main purpose was to instruct organ students. In reality the work, albeit incomplete, plays two major themes in Bach’s work. Firstly, he showed his talent for teaching, and secondly, his love for the choral tradition both as a formula in itself and as a source of inspiration. In September 1717, Bach went to Dresden, where an episode occurred. there are several versions. According to Johann Nikolaus Forkel, who takes up the obituary written by Carl Philipp Emanuel, Bach attended a concert in the city by Louis Marchand, a famous French performer who was also organist of Louis XIV. Subsequently, under pressure from Jean Baptiste Volumier, a konzertmeister from Dresden who had no sympathy for Marchand, Bach sent him a letter proposing a battle to the organ: Bach undertook to improvise on any theme proposed by his French rival provided that, obviously , were willing to do the same. The meeting was organized at the home of Prime Minister von Flemming, but Marchand did not show up. According to Forkel, a messenger was sent to him at home, who returned reporting that Marchand had left the city in a hurry and returned to France, instead according to Friedrich Wilhelm Marpurg, who claims to have heard the episode told by Bach himself, a direct confrontation between the two musicians took place, precisely during the Marchand concert in Dresden. The latter, according to Marpurg’s version, performed a French air with variations that was much applauded; at that point, Jean Baptiste Volumier invited Bach to perform at the harpsichord too. Bach, after a short prelude, took up the theme of the air that Marchand had played before, repeated it entirely by heart, including the variations, and improvised twelve other variations, more difficult and brilliant than those of Marchand. Not satisfied with his triumph, Bach presented Marchand with a theme he had written down in pen and invited him to a competition at the organ, but Marchand did not want to risk a complete defeat, he left Dresden and returned to France.
Non appena iniziò a percepire le tensioni via via crescenti all’interno della corte ducale di Weimar, Bach iniziò di nuovo a cercare un lavoro più stabile, compatibile con i suoi interessi musicali. In seguito al brusco deteriorarsi dei rapporti col duca Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar (il duca fece addirittura arrestare Bach per quattro settimane, nel dicembre 1717, probabilmente a seguito di una accesa discussione in merito alla sua richiesta di congedo), Bach si trasferì alla corte del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen, dove prese servizio come maestro di cappella, o piuttosto, direttore di musica da camera. Se è pur vero che il principe Leopoldo, lui stesso musicista e grande estimatore del talento di Bach, lo pagava bene e gli garantiva una considerevole tolleranza su ciò che componeva o suonava per lui, egli era calvinista ed i severi principi di questa religione rifiutavano la musica liturgica eccessivamente elaborata: per questo motivo la maggior parte delle opere di Bach in questo periodo fu di natura secolare. I “Concerti brandeburghesi”, così come molta altra musica strumentale (tra cui le suites per violoncello solo, le sonate e partite per violino solo, la partita per flauto solo e le suite per orchestra) sono frutto di questo periodo.
Il 7 luglio 1720, mentre Bach era all’estero con il principe Leopoldo, sua moglie, Maria Barbara Bach, la madre dei suoi primi 7 figli, morì improvvisamente. L’anno seguente Bach incontrò Anna Magdalena Wilcke, un giovane soprano di 17 anni più giovane di lui, e i due si sposarono il 3 dicembre 1721.
Nel novembre 1721 si rese vacante il posto di organista nella Jacobskirche di Amburgo. Bach si presentò per un’audizione il 21 novembre, giorno in cui, nella chiesa, era presente anche l’anziano Johann Adam Reincken. In suo onore Bach improvvisò alcune variazioni sul corale An Wasserflüssen Babylon, che aveva sentito suonare anni prima dallo stesso Reincken. Al termine dell’esecuzione Reincken si avvicinò a Bach dicendogli: “Credevo che quest’arte fosse morta, ma vedo che vive ancora in voi!”. Il successo di Bach fu chiaro a tutti, ma ad Amburgo vigeva la tradizione che la carica venisse assegnata a chi avesse fatto la miglior donazione in denaro alla chiesa. Johann Mattheson, a tal proposito, scriverà nel 1728: “Qualche anno fa un grande virtuoso si presentò come organista in una città abbastanza importante. Si presentò anche il figlio di un artigiano benestante, i cui preludi sembrarono più belli grazie ai suoi talleri più che alle sue dita, e così ebbe il posto”.
Il 5 giugno 1722 morì Johann Kuhnau, direttore musicale della chiesa di San Tommaso a Lipsia. Il posto di Thomaskantor in quella chiesa era ambito da diversi musicisti di primo piano ed il processo di valutazione dei candidati, da parte del consiglio municipale della città, fu piuttosto travagliato. Il 14 luglio il consiglio municipale iniziò l’esame delle candidature per la nomina del suo successore. I nomi proposti furono sei: Johann Friedrich Fasch, Georg Lembke, Christian Friedrich Rolle, Georg Balthasar Schott, Johann Martin Steindorff e Georg Philipp Telemann.
Telemann era molto stimato a Lipsia, dove era stato prima studente universitario, poi organista e direttore musicale dell’Opera fino al 1705. L’11 agosto il consiglio lo elesse all’unanimità. Il 13 agosto Telemann ricevette l’investitura formale in municipio, ma il giorno dopo partì per Amburgo, dove si trattenne un mese, lasciando nell’incertezza le autorità di Lipsia. Il 25 settembre tornò a Lipsia, fermandosi due settimane e chiedendo alle autorità di Amburgo di aumentargli lo stipendio. In caso di rifiuto si sarebbe fermato a Lipsia definitivamente. L’espediente funzionò, Telemann ottenne l’aumento richiesto, tornò ad Amburgo e rese nuovamente vacante la carica a Lipsia.
Il 23 novembre, riprese le selezioni, vennero proposti i nomi di Georg Fridrich Kauffmann e di Andreas Christoph Tufen. Il 21 dicembre si aggiunsero altri due nomi, Christoph Graupner e Johann Sebastian Bach. Il 17 gennaio 1723 Graupner sostenne l’audizione di fronte al consiglio comunale, audizione che fu molto applaudita. Dopo di che Graupner tornò a Darmstadt con la richiesta di dimissioni da porre al langravio locale, suo datore di lavoro. Quest’ultimo, tuttavia, negò il proprio beneplacito e Graupner dovette abbandonare l’idea di diventare kantor a Lipsia. Bach venne allora eletto il 5 maggio 1723.
As soon as he began to feel the growing tensions within the Weimar ducal court, Bach began again to look for a more stable job, compatible with his musical interests. Following the abrupt deterioration of relations with Duke Guglielmo Ernesto of Saxony-Weimar (the duke even had Bach arrested for four weeks, in December 1717, probably following a heated discussion regarding his request for leave), Bach moved to court of Prince Leopold of Anhalt-Köthen, where he took up service as a chapel master, or rather, chamber music director. If it is true that Prince Leopold, himself a musician and great admirer of Bach’s talent, paid him well and guaranteed him a considerable tolerance on what he composed or played for him, he was Calvinist and the strict principles of this religion refused the overly elaborate liturgical music: for this reason most of Bach’s works in this period were of a secular nature. The “Brandenburg Concerts”, as well as many other instrumental music (including the suites for cello solo, the sonatas and games for solo violin, the game for solo flute and the suites for orchestra) are the result of this period. 7 July 1720 while Bach was abroad with Prince Leopold, his wife, Maria Barbara Bach, the mother of his first 7 children, died suddenly. The following year Bach met Anna Magdalena Wilcke, a young soprano 17 years younger than he, and the two married on December 3, 1721. In November 1721 the post of organist in the Jacobskirche in Hamburg became vacant. Bach came for an audition on November 21, the day when Elder Johann Adam Reincken was also present in the church. In his honor, Bach improvised some variations on the choral An Wasserflüssen Babylon, which he had heard played by Reincken years earlier. At the end of the execution Reincken approached Bach saying: “I thought this art was dead, but I see it still lives in you!”. Bach’s success was clear to everyone, but in Hamburg there was a tradition that the position was assigned to those who made the best cash donation to the church. Johann Mattheson, in this regard, wrote in 1728: “A few years ago a great virtuoso presented himself as an organist in a fairly important city. The son of a wealthy craftsman also introduced himself, whose preludes seemed more beautiful thanks to his thalers more than on his fingers, and so he had his place. “Johann Kuhnau, musical director of the church of St. Thomas in Leipzig, died on June 5, 1722. Thomaskantor’s place in that church was coveted by several prominent musicians and the process of assessing candidates by the city council of the city was rather troubling. On July 14, the city council began examining the nominations for the appointment of his successor. The proposed names were six: Johann Friedrich Fasch, Georg Lembke, Christian Friedrich Rolle, Georg Balthasar Schott, Johann Martin Steindorff and Georg Philipp Telemann. Telemann was highly esteemed in Leipzig, where he had been first university student, then organist and musical director of the It operates until 1705. On 11 August the council elected it unanimously. On 13 August Telemann received the formal investiture in the town hall, but the next day he left for Hamburg, where he stayed for a month, leaving the Leipzig authorities in uncertainty. On 25 September he returned to Leipzig, stopping two weeks and asking the Hamburg authorities to increase his salary. In case of refusal he would have stopped in Leipzig permanently. The expedient worked, Telemann obtained the requested increase, returned to Hamburg and made his position vacant again in Leipzig. On November 23, the selections resumed, the names of Georg Fridrich Kauffmann and Andreas Christoph Tufen were proposed. On December 21, two other names were added, Christoph Graupner and Johann Sebastian Bach. On January 17, 1723 Graupner held the hearing before the city council, which was much applauded. After that, Graupner returned to Darmstadt with a request for resignation to be made to the local landowner, his employer. The latter, however, denied his approval and Graupner had to abandon the idea of ​​becoming a kantor in Leipzig. Bach was then elected on May 5, 1723.
Presso la Biblioteca di Stato di Berlino è conservato il verbale di una seduta del consiglio municipale di Lipsia, che riporta un intervento del consigliere Abraham Christoph Platz. Questi, a proposito della nomina di Bach, affermò che “dal momento che non si poteva ottenere il meglio, si doveva accettare una soluzione mediocre”. Questa frase, citata fuori dal contesto in cui è stata pronunciata, è stata spesso interpretata come una lamentela perché le finanze municipali non consentivano di pagare musicisti ritenuti migliori di Bach, ed ha alimentato la diffusa convinzione che, ai suoi tempi, Bach, pur famoso come organista, fosse assai meno stimato come compositore. Di fatto una larga parte delle sue opere ebbe a quel tempo diffusione solo locale, essendo stata destinata espressamente all’attività delle istituzioni musicali che Bach stesso si trovava, di volta in volta, a dirigere.
Tuttavia, ad una più attenta lettura, l’immagine di un Bach ritenuto dai suoi contemporanei un musicista “di secondo piano” si rivela più un mito romantico che una verità storica. I dati relativi alle condizioni contrattuali dei suoi impieghi a Weimar ed a Köthen, riportati da Christoph Wolff, dimostrano che Bach era considerato a tutti gli effetti, nelle corti tedesche, uno dei musicisti più eminenti. Wolff descrive dettagliatamente le diverse fasi della scelta del successore di Johann Kuhnau. Nelle città tedesche il ruolo di kantor (diversamente dalla posizione di maestro di cappella in una corte) comportava considerevoli impegni didattici in varie discipline, oltre alla direzione delle attività musicali: non a caso il Cantor di Lipsia afferiva alla Thomasschule, istituzione scolastica prima che musicale. Per questo motivo diversi consiglieri municipali non ritenevano le doti di virtuoso e di compositore criteri prioritari per la scelta, ma, anzi, tendevano a diffidare di candidati potenzialmente inclini a sacrificare gli impegni didattici in favore dell’attività concertistica.
Bach era l’unico fra i candidati a non avere un titolo universitario, e, pur dimostrando un’ottima conoscenza del latino (dovette sostenere un esame di teologia in quella lingua), aveva prospettato di pagare una terza persona che insegnasse latino al suo posto. Nonostante ciò, l’esecuzione delle sue cantate a Lipsia aveva destato tale impressione che lo stesso consigliere Platz, rassegnato a non poter avere “il meglio” (cioè un ottimo docente che fosse anche un ottimo musicista), si “accontentò” di un grande musicista poco incline all’insegnamento delle materie non musicali, e votò a favore di Bach, che fu eletto all’unanimità. Il parere di Platz, pertanto, non è indicativo del prestigio di cui Bach godeva in quegli anni, ma solo dell’orientamento emerso nel consiglio municipale sul profilo del candidato ideale per quella carica. Nei ventisette anni che seguirono sorsero fra il consiglio municipale, le autorità religiose e lo stesso Bach non poche controversie in merito a quali compiti dovessero ritenersi prioritari per il Thomaskantor, e, poco dopo la morte dello stesso Bach, il borgomastro Stieglitz ebbe occasione di ribadire il concetto: “La scuola ha bisogno di un Cantor, non di un Capellmeister, ancorché ovviamente debba conoscere la musica”.
L’incarico di Cantor et Director Musices richiedeva non solo che egli insegnasse a cantare agli studenti della scuola di canto, ma che fornisse anche settimanalmente musica per le due chiese principali di Lipsia. Andando ben oltre le richieste, Bach si sforzò di comporre una nuova cantata ogni settimana. Questa programmazione del lavoro, che tutto sommato era sostenibile dal momento che in pratica consisteva nello scrivere un’ora di musica ogni settimana, pur se in aggiunta ai più ordinari compiti della scuola, si rivelò per Bach talmente stimolante da indurlo a produrre musica realmente sublime, che è stata conservata per la maggior parte.
Molte delle cantate di questo periodo sono ispirate alle letture bibliche domenicali della settimana secondo il calendario liturgico evangelico e utilizzano – rielaborate in varie forme – le melodie degli inni luterani, dai quali la cantata stessa prende il titolo, come in Wachet auf! Ruft uns die Stimme e Nun komm, der Heiden Heiland.
The minutes of a session of the Leipzig City Council are kept in the State Library of Berlin, which reports an intervention by Councilor Abraham Christoph Platz. The latter, with regard to Bach’s appointment, stated that “since the best could not be obtained, a mediocre solution had to be accepted”. This phrase, quoted outside the context in which it was pronounced, was often interpreted as a complaint because municipal finances did not allow to pay musicians considered better than Bach, and fueled the widespread belief that, in his day, Bach, although famous as an organist, he was much less esteemed as a composer. In fact, a large part of his works had at that time only local diffusion, having been expressly destined for the activity of the musical institutions that Bach himself was, from time to time, to direct. However, upon a more careful reading, the image of a Bach considered by his contemporaries to be a “second-rate” musician, he reveals himself more as a romantic myth than a historical truth. The data relating to the contractual conditions of his jobs in Weimar and Köthen, reported by Christoph Wolff, show that Bach was considered in all respects, in the German courts, one of the most eminent musicians. Wolff describes in detail the different stages of the choice of Johann Kuhnau’s successor. In German cities the role of kantor (unlike the position of chapel master in a court) involved considerable teaching commitments in various disciplines, in addition to the direction of musical activities: it is no coincidence that the Cantor of Leipzig belonged to the Thomasschule, an educational institution before being a musical one . For this reason, several municipal councilors did not consider the virtuous and composing skills to be the priority criteria for the choice, but, on the contrary, tended to distrust candidates potentially inclined to sacrifice teaching commitments in favor of the concert activity. Bach was the only one among candidates who did not have a university degree, and, while demonstrating an excellent knowledge of Latin (he had to take an theology exam in that language), had proposed to pay a third person who taught Latin in his place. Despite this, the performance of his cantatas in Leipzig had aroused such an impression that the councilor Platz himself, resigned to not being able to have “the best” (that is, an excellent teacher who was also an excellent musician), was “satisfied” with a great musician not inclined to teaching non-musical subjects, and voted in favor of Bach, who was elected unanimously. Platz’s opinion, therefore, is not indicative of the prestige that Bach enjoyed in those years, but only of the orientation that emerged in the city council on the profile of the ideal candidate for that position. In the twenty-seven years that followed, there was a great deal of controversy between the municipal council, the religious authorities and Bach himself as to which tasks should be considered a priority for Thomaskantor, and, shortly after the death of Bach himself, the burgomaster Stieglitz had the opportunity to reiterate the concept: “The school needs a Cantor, not a Capellmeister, although obviously he must know music.” The role of Cantor et Director Musices required not only that he teach singing to students of the singing school, but that he also provided weekly music for the two main churches of Leipzig. Going well beyond requests, Bach strove to compose a new cantata every week. This scheduling of the work, which in the end was sustainable since in practice it consisted of writing an hour of music every week, even if in addition to the more ordinary school tasks, proved to be so stimulating for Bach to induce him to produce truly sublime music , which has been preserved for the most part. Many of the cantatas of this period are inspired by the Sunday biblical readings of the week according to the evangelical liturgical calendar and use – reworked in various forms – the melodies of the Lutheran hymns, from which the cantata itself takes the title, as in Wachet auf! Ruft uns die Stimme and Nun komm, der Heiden Heiland.
Per i giorni delle solennità festive, quali il Natale, Venerdì Santo e Pasqua, Bach scrisse cantate e oratori di particolare bellezza, come ad esempio il Magnificat per il Natale, o di notevole complessità come la Passione secondo Matteo per il venerdì Santo. Il compositore stesso considerava la monumentale Passione secondo Matteo tra le sue opere migliori; nella sua corrispondenza si riferiva a quest’opera come alla sua “grande Passione” e ne preparò con attenzione un manoscritto autografo che richiedeva per la sua rappresentazione la partecipazione di tutti i musicisti disponibili nella città. La rappresentazione bachiana dell’essenza e del messaggio della cristianità nella sua musica religiosa è così potente, accurata e bella, che in Germania il suo autore a volte viene considerato come un Quinto Evangelista, e nel calendario liturgico luterano Bach è commemorato nel giorno della sua morte, il 28 luglio.
Nel 1731 Bach pubblicò una raccolta di sei partite con il nome di Clavier-Übung. In realtà queste partire erano già uscite separatamente nel 1726 ed era la prima opera che Bach giudicasse abbastanza compiuta per essere pubblicata. Nei successivi quindici anni uscirono altri volumi del Clavier-Übung, l’ultimo dei quali contiene una delle opere più importanti di Bach: l’Aria con diverse variazioni. Stampate nel 1742, saranno chiamate Variazioni Goldberg dal nome dell’allievo di Bach Johann Gottlieb Goldberg.
A Lipsia Bach assunse anche la direzione del Collegium Musicum: questa istituzione, fondata da Georg Philipp Telemann, ogni venerdì teneva dei concerti al Caffè Zimmermann, concerti per i quali Bach compone diverse cantate di carattere non sacro, come la Cantata dei Contadini e la Cantata del Caffè. Durante questo periodo Bach compose il Kyrie ed il Gloria della Messa in Si minore, e, nel 1733, presentò lo spartito al re Augusto III di Polonia, sperando di convincere il sovrano a nominarlo compositore di corte. Bach completò poi il lavoro con l’aggiunta di Credo, Sanctus ed Agnus Dei.
A Lipsia Bach si trovò a suo agio con i docenti dell’università; molti dei professori divennero padrini dei suoi figli ed alcuni degli uomini di lettere e dei teologi in servizio all’università fornirono i libretti per le sue cantate. Bach, negli ultimi anni della sua vita, ebbe una relazione di amicizia particolarmente redditizia sul piano artistico con il poeta Picander. È singolare il fatto che non si incontrò mai con Georg Friedrich Händel, pur essendo i due compositori nati nello stesso anno, entrambi tedeschi, e nonostante Händel fosse stato diverse volte in Germania. Nel 1747 Bach si recò alla corte di Federico II di Prussia a Potsdam, dove il re inventò sul momento un tema al clavicembalo e sfidò Bach ad improvvisare una fuga basata sul suo tema. Bach improvvisò una fuga a tre voci, poi inviò al re l’Offerta Musicale, un’opera che consiste in fughe, canoni ed un trio, tutte composte sul tema ideato dal sovrano. L’Arte della fuga, pubblicata postuma, è incompiuta. Si compone di 18 fughe e canoni complessi basati sopra un tema semplice. Questo lavoro è spesso citato come la somma delle massime tecniche polifoniche.
For the days of festive solemnities, such as Christmas, Good Friday and Easter, Bach wrote cantatas and oratories of particular beauty, such as the Magnificat for Christmas, or of considerable complexity such as the Passion according to Matthew for Good Friday. The composer himself considered the monumental Passion according to Matthew among his best works; in his correspondence he referred to this work as his “great Passion” and carefully prepared an autograph manuscript which required the participation of all the musicians available in the city for its representation. The Bachian representation of the essence and message of Christianity in his religious music is so powerful, accurate and beautiful, that in Germany its author is sometimes considered as a Fifth Evangelist, and in the Lutheran liturgical calendar Bach is commemorated on the day of his died on July 28. In 1731 Bach published a collection of six games under the name of Clavier-Übung. In reality these departures had already been released separately in 1726 and it was the first work that Bach judged to be complete enough to be published. Over the next fifteen years, other volumes of Clavier-Übung came out, the last of which contains one of Bach’s most important works: Aria with various variations. Printed in 1742, they will be called Goldberg Variations from the name of Bach’s pupil Johann Gottlieb Goldberg. In Leipzig, Bach also took over the direction of the Collegium Musicum: this institution, founded by Georg Philipp Telemann, held concerts every Friday at the Caffè Zimmermann, concerts for which Bach composes various cantatas of a non-sacred character, such as the Cantata dei Contadini and the Cantata del Caffè. During this period Bach composed the Kyrie and the Glory of the Mass in B minor, and, in 1733, presented the score to King Augustus III of Poland, hoping to convince the sovereign to appoint him court composer. Bach then completed the work with the addition of Credo, Sanctus and Agnus Dei. In Leipzig Bach was comfortable with the university’s teachers; many of the professors became godfathers of his children and some of the men of letters and theologians on duty at the university provided booklets for his cantatas. Bach, in the last years of his life, had a particularly profitable friendship relationship on the artistic level with the poet Picander. It is singular that he never met with Georg Friedrich Händel, despite being the two composers born in the same year, both German, and despite the fact that Händel had been to Germany several times. In 1747 Bach went to the court of Frederick II of Prussia in Potsdam, where the king invented a harpsichord theme at the time and challenged Bach to improvise an escape based on his theme. Bach improvised a three-part escape, then sent the King the Musical Offer, a work consisting of fugues, canons and a trio, all composed on the theme conceived by the sovereign. The Art of Escape, published posthumously, is unfinished. It consists of 18 complex escapes and canons based on a simple theme. This work is often cited as the sum of the maximum polyphonic techniques.
Quantunque Bach non abbia lasciato trattati o testi didattici (diversamente dal figlio Carl Philipp Emanuel e da altri musicisti come Johann Joachim Quantz), la sua dedizione per la didattica è stata senz’altro notevole: non vi fu praticamente nessun periodo in cui non avesse studenti ed apprendisti a tempo pieno con sé; a volte persino studenti privati andavano a studiare a casa di Bach. Tra questi, anche notabili come Johann Friedrich Agricola, che, nel necrologio redatto nel 1750 insieme a Carl Philipp Emanuel Bach, scrisse: «Se mai compositore seppe mostrare la polifonia nel suo massimo splendore, fu certamente il nostro compianto Bach. […] Nessun altro mostrò mai tante idee ingegnose e inusuali quanto lui in brani tanto complessi da sembrare nelle mani di chiunque altro aridi esercizi di stile». Ancora oggi gli studenti di tutti o quasi gli strumenti musicali incontrano le opere di Bach molto presto nei loro studi e spesso rivisitano con maggiore attenzione quelle tecnicamente più impegnative durante tutta la loro carriera.
Bach godette di buona salute per la maggior parte della sua vita, anche se fumava la pipa in continuazione. Questa abitudine, così comune negli uomini del tempo, tuttavia, non ebbe ripercussioni rilevanti sulla sua salute. Un problema serio, invece, era costituito dalla vista: Bach era sempre stato miope, ma, nel 1750, ebbe un forte peggioramento della capacità visiva associato ad un dolore persistente dietro gli occhi.
Nel giro di pochi mesi perse del tutto la vista e la voce di una sua imminente dipartita si diffuse per la città. Il 2 giugno Heinrich von Brühl scrisse ad uno dei borgomastri di Lipsia per chiedere che il suo direttore musicale, Gottlob Harrer, sostenesse un’audizione “per il futuro posto di Cantor della Thomasschule nel caso il director musices Bach passasse a miglior vita”.
Verso marzo del 1750 fu di passaggio a Lipsia un uomo che fece nascere nuove speranze: si trattava di John Taylor, oculista inglese specializzato negli interventi chirurgici agli occhi. Charles de Brosses, presidente del parlamento di Digione, riferendosi ad un pernottamento a Lione durante il quale, nel 1739, conobbe questo Taylor, scrisse: “Mi divertii, durante la sosta, ad assistere alla singolare operazione di un medico inglese di nome Taylor, il quale leva il cristallino degli occhi conficcando nella cornea, cioè nel bianco, un ferretto a punta lungo mezzo piede. L’operazione, che si chiama alzare, o meglio, abbassare la cataratta, è veramente curiosa e fu eseguita con molta abilità da quell’uomo, il quale, però, mi parve un ciarlatano”.
Bach venne operato il 28 marzo ed il 7 aprile, ma il suo stato generale non consentiva il recupero della vista, stante la presenza di disturbi circolatori che impedivano le normali condizioni di pressione interoculare per effetto di una ipertensione arteriosa: oggi si potrebbe presupporre che Bach avesse un glaucoma, contro il quale la medicina dell’epoca non poteva fare nulla. Il 18 luglio Bach riacquistò improvvisamente la vista (Alain Béchetoille, oculista, segnala che talvolta accade, nei soggetti anziani, che si verifichi un abbassamento spontaneo del cristallino a seguito del rilassamento di alcuni legamenti. Forse è ciò che accadde a Bach quel giorno: alcuni legamenti, che le operazioni di Taylor avevano solo imperfettamente reciso, si sarebbero staccati restituendogli la vista) ma, dopo pochi minuti, venne colpito da un ictus.
Bach morì la sera del 28 luglio 1750 all’età di 65 anni. La sua morte avvenne per collasso cardiocircolatorio, ma le cause non sono del tutto chiare. Alcune ricerche accennano anche a disturbi classificabili come diabete mellito; molti storici, però, attribuiscono la causa principale della morte di Bach ad una batteriemia causata dagli interventi chirurgici agli occhi, probabilmente effettuati con attrezzatura non sterile.
Although Bach did not leave any treatises or didactic texts (unlike his son Carl Philipp Emanuel and other musicians such as Johann Joachim Quantz), his dedication to teaching was certainly remarkable: there was practically no period in which he had no students and full-time apprentices with them; sometimes even private students went to study at Bach’s house. Among these, also notable as Johann Friedrich Agricola, who, in the obituary drafted in 1750 together with Carl Philipp Emanuel Bach, wrote: «If ever a composer was able to show polyphony in its greatest splendor, it was certainly our late Bach. […] No one else ever showed as many ingenious and unusual ideas as he did in passages so complex as to seem in the hands of anyone else arid exercises in style ». Even today, students of all or almost all musical instruments meet Bach’s works very early in their studies and often revisit more technically demanding ones throughout their career.Bach enjoyed good health for most of his life, even if he constantly smoked a pipe. This habit, so common in the men of the time, however, had no significant impact on his health. A serious problem, however, was the sight: Bach had always been nearsighted, but, in 1750, he had a sharp deterioration in the visual capacity associated with a persistent pain behind the eyes. In a few months he completely lost his sight and rumors of his imminent demise spread throughout the city. On June 2, Heinrich von Brühl wrote to one of the burgomasters of Leipzig to ask that his musical director, Gottlob Harrer, audition “for the future post of Thomasschule’s Cantor in case the director musices Bach passes away”. In March 1750 a man who raised new hopes was passing through Leipzig: it was John Taylor, an English ophthalmologist specialized in eye surgery. Charles de Brosses, president of the Dijon parliament, referring to an overnight stay in Lyon during which, in 1739, he met this Taylor, he wrote: “I had fun, during the stop, to attend the singular operation of an English doctor named Taylor, which raises the lens of his eyes by sticking a half-foot long underwire into the cornea, that is to say in the white. The operation, which is called raising, or rather, lowering the cataract, is truly curious and was performed with great skill by that ‘man, who, however, seemed to me a charlatan “. Bach was operated on March 28 and April 7, but his general state did not allow the recovery of vision, given the presence of circulatory disorders that prevented normal pressure conditions interocular due to an arterial hypertension: today it could be assumed that Bach had glaucoma, against which the medicine of the time could not do anything. On 18 July Bach suddenly regained his sight (Alain Béchetoille, ophthalmologist, reports that sometimes it happens, in elderly subjects, that a spontaneous lowering of the lens occurs as a result of the relaxation of some ligaments. Perhaps this is what happened to Bach that day: some ligaments, which Taylor’s operations had only imperfectly severed, would detach returning his sight) but, after a few minutes, he suffered a stroke.Bach died on the evening of July 28, 1750 at the age of 65. His death occurred by cardiovascular collapse, but the causes are not entirely clear. Some research also hints at disorders classifiable as diabetes mellitus; many historians, however, attribute the main cause of Bach’s death to a bacteremia caused by eye surgery, probably carried out with non-sterile equipment.
La sua eredità venne valutata in 1.159 talleri e comprendeva cinque clavicembali, due clavicembali-liuto, tre violini, tre viole, due violoncelli, una viola da gamba, un liuto ed una spinetta, e 52 “libri sacri” (molti dei quali di Martin Lutero, Muller e Pfeiffer). La maggior parte della musica di Bach che è giunta fino a noi è passata attraverso i suoi figli, che preservarono la maggior parte di quello che Carl Philipp Emanuel Bach chiamava il “vecchio archivio Bach” dopo la morte del padre.
La salma di Bach fu inumata a Lipsia, vicino alla chiesa di San Giovanni. Nel 1894, quando la chiesa dovette essere abbattuta, si decise di riesumare i resti del compositore. Dai registri della chiesa si sapeva che Bach riposava in una bara di quercia, e l’individuazione del suo corpo non fu particolarmente difficile: lo scheletro trovato, portato in un laboratorio per le analisi, apparteneva ad un uomo anziano, alto 166,8 centimetri, di corporatura robusta.
Le ossa vennero ricomposte e trasferite all’interno della chiesa di San Tommaso, dove riposano tuttora.
Nel 2008 un gruppo di ricercatori ed anatomopatologi tedeschi, partendo da una copia del teschio realizzata nel 1894, ha ricostruito al computer il volto di Bach. La direttrice dei lavori Caroline Wilkinson, del centro di medicina legale, ha spiegato che prima è stata effettuata una scansione laser del cranio: l’operazione ha permesso al computer di ricreare la muscolatura del compositore. Successivamente è stata fatta una ricostruzione della struttura ossea per determinare la morfologia precisa del volto. Il risultato del lavoro è ora esposto presso la casa natale di Bach ad Eisenach.
La musica di Bach si contraddistingue per la complessità dell’armonia, dell’invenzione contrappuntistica e dello sviluppo dei motivi e per la sintesi originale che operò fra lo stile tedesco e le opere dei compositori italiani. In tutta la sua adolescenza la produzione di Bach mostrò crescente abilità nell’organizzazione di opere complesse, basate sui modelli di Dietrich Buxtehude, Georg Böhm e Johann Adam Reincken. Il periodo 1713-14, quando un vasto repertorio di musica italiana si rese disponibile per l’orchestra di corte di Weimar, fu un punto di svolta. Da quel momento Bach assorbì nel suo stile alcuni tratti della musica italiana, caratterizzati da contorni melodici semplici, maggiore concisione ritmica e modulazioni più chiare.
Ci sono diverse caratteristiche più specifiche dello stile di Bach. Nel periodo barocco i compositori che componevano secondo il gusto italiano (che insieme a quello francese dominava la musica “colta”), spesso scrivevano linee melodiche semplici, che venivano successivamente arricchite dagli esecutori con abbellimenti e passaggi improvvisati. Bach, al contrario, utilizzava una forma di scrittura musicale estremamente dettagliata e fiorita, che lascia uno spazio esiguo alla possibilità degli esecutori di aggiungere passaggi arbitrari.
Questo può essere stato causato dall’interesse precipuo per il contrappunto, e per la sua chiarezza ed esattezza, che poteva essere messa a repentaglio dalle aggiunte improvvisate dell’esecutore. Le strutture contrappuntistiche di Bach sono generalmente più complesse di quelle di Händel e della maggior parte degli altri compositori dell’epoca.
Bach, diversamente dall’uso dell’epoca, in alcune opere come L’arte della fuga e l’Offerta Musicale, non diede alcuna indicazione circa gli strumenti da impiegare, lasciando intendere la possibilità di esecuzione su strumenti diversi.
Molto devoto alla fede luterana, Bach pose molta attenzione nella musica sacra e gli inni luterani furono alla base di molte sue composizioni. Il suo interesse per la liturgia lo portò alla realizzazione di composizioni sacre elevatissime sia dal punto di vista tecnico che da quello qualitativo.
L’opera omnia di Bach (J. S. Bachs Werke) venne pubblicata a Lipsia dalla Bach Gesellschaft (1851 – 1899) in 46 volumi. Nel 1954 a cura dell’istituto Bach di Göttingen e degli Archivi Bach a Lipsia iniziò la pubblicazione di una nuova opera omnia (J. S. Bach, Neue Ausgabe sämtlicher Werke) che nel 1968 era arrivata al trentesimo volume.
Il catalogo delle opere di Bach, noto come Bach-Werke-Verzeichnis, abbreviato in BWV, è stato redatto nel 1950 dal musicologo Wolfgang Schmieder. Tale catalogo comprende sia i lavori certamente scritti dal compositore, sia quelli che gli sono stati attribuiti nel corso del tempo (dei quali solo in parte è stato possibile identificare l’autore); la numerazione procede non per ordine cronologico, ma seguendo un criterio di classificazione basato sugli strumenti impiegati e sulla forma delle varie opere (cantata, corale, oratorio, eccetera).
Bach, durante la sua vita, era molto conosciuto come organista, esperto di organi e compositore di musica per organo, sia nelle forme di preludi, fantasie, toccate, sia di corali e fughe.
His legacy was valued at 1,159 thalers and included five harpsichords, two harpsichords-lute, three violins, three violas, two cellos, a viola da gamba, a lute and a spinet, and 52 “sacred books” (many of which by Martin Luther, Muller and Pfeiffer). Most of Bach’s music that has come down to us has passed through his children, who preserved most of what Carl Philipp Emanuel Bach called the “old Bach archive” after his father’s death. Bach’s body was buried in Leipzig, near the church of San Giovanni. In 1894, when the church had to be demolished, it was decided to exhume the remains of the composer. From the church records it was known that Bach was resting in an oak coffin, and the identification of his body was not particularly difficult: the skeleton found, brought to a laboratory for analysis, belonged to an elderly man, 166.8 cm tall , of robust build.The bones were recomposed and transferred inside the church of San Tommaso, where they still rest. In 2008 a group of German researchers and anatomopathologists, starting from a copy of the skull made in 1894, reconstructed the face on the computer by Bach. Site manager Caroline Wilkinson of the forensic center explained that a laser scan of the skull was first performed: the operation allowed the computer to recreate the composer’s musculature. Subsequently, a reconstruction of the bone structure was made to determine the precise morphology of the face. The result of the work is now exhibited at Bach’s birthplace in Eisenach. Bach’s music is characterized by the complexity of harmony, the counterpoint invention and the development of the motifs and for the original synthesis that operated between the German style and the works of Italian composers. Throughout his adolescence, Bach’s production showed increasing skill in organizing complex works based on the models of Dietrich Buxtehude, Georg Böhm and Johann Adam Reincken. The period 1713-14, when a vast repertoire of Italian music became available for the Weimar court orchestra, was a turning point. From that moment Bach absorbed in his style some features of Italian music, characterized by simple melodic outlines, greater rhythmic concision and clearer modulations. There are several more specific characteristics of Bach’s style. In the Baroque period, composers who composed according to Italian taste (which together with French dominated “cultured” music) often wrote simple melodic lines, which were subsequently enriched by the performers with embellishments and improvised passages. Bach, on the contrary, used an extremely detailed and flowery form of musical writing, which leaves a small space for the possibility of the performers to add arbitrary passages. This may have been caused by the main interest in the counterpoint, and for its clarity and accuracy. , which could be jeopardized by the improvised additions of the performer. Bach’s contrapuntal structures are generally more complex than those of Handel and most of the other composers of the time. Unlike the use of the time, in some works such as The Art of Escape and the Musical Offering, he gave no indication of the instruments to be used, suggesting the possibility of performance on different instruments. Very devoted to the Lutheran faith, Bach paid much attention to sacred music and the Lutheran hymns were the basis of many of his compositions. His interest in the liturgy led him to the creation of very high sacred compositions both from a technical and qualitative point of view. Bach’s complete work (JS Bachs Werke) was published in Leipzig by Bach Gesellschaft (1851 – 1899) in 46 volumes. In 1954, the publication of a new work omnia (JS Bach, Neue Ausgabe sämtlicher Werke) by the Bach Institute of Göttingen and the Bach Archives in Leipzig began in 1954 and had reached its 30th volume. like Bach-Werke-Verzeichnis, abbreviated as BWV, it was written in 1950 by musicologist Wolfgang Schmieder. This catalog includes both the works certainly written by the composer, and those that have been attributed to him over time (of which it was only partially possible to identify the author); the numbering proceeds not in chronological order, but following a classification criterion based on the tools used and the form of the various works (cantata, choral, oratorio, etc.). Bach, during his life, was well known as an organist, expert on organs and composer of organ music, both in the forms of preludes, fantasies, touches, and chorales and fugues.

 

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