Ridley Scott

Fare quello che non hai ancora fatto, quello è il segreto.”
Sir Ridley Scott
“Doing what you haven’t done yet, that’s the secret.”
Sir Ridley Scott
In confronto agli umani, lo Xenomorfo sembra essere indistruttibile. Non teme nulla. È infatti un essere supremo
Sir Ridley Scott
Compared to humans, the Xenomorph seems to be indestructible. He is not afraid of anything. It is in fact a supreme being
Sir Ridley Scott
Ridley Scott ha messo assieme una quantità di conoscenze sparse nella storia per conferire ai suoi film una densità di cui Prometheus non è altro che uno degli anelli che ancora non spiegano in modo comprensibile complessivo ciò che c’è nella sua immaginazione, che solo in parte si può dedurre. 
Ridley Scott has put together a quantity of knowledge scattered throughout history to give his films a density of which Prometheus is nothing but one of the rings that still do not explain in an overall comprehensible way what is in his imagination, which only in part can be deduced.

 

Ho scritto:
“ida hmanəm aɪ kja namṛtuh zdɛ:taha… [Questo uomo è qui perché non vuole morire]…ghʷɪvah-pjorn-ɪttham sas da:tṛ kredah” …[Crede che tu possa dargli altra vita]”
[É un’espressione in indoeuropeo, una protolingua che costituisce l’origine comune di tutte le lingue indoeuropee, risalente a 7000 anni fa, ed è tratta da un momento topico del film “Prometheus”.]
L’espressione, fa infuriare l’“ingegnere”, che nel film è il protagonista ultraterreno, progenitore della specie umana, che ha una reazione violenta e stacca di netto la testa di chi l’ha pronunciata, uccidendo brutalmente il soggetto che voleva avere allungata la propria vita.
L’inciso, è finalizzato a focalizzare l’importanza del contenuto delle parole anche nella loro  radice emotiva intrinseca, oltre il contenuto semantico, specie quando si voglia comunicare con soggetti di cultura distante dalla propria di appartenenza. E considerare inoltre, come talvolta possa essere alquanto rischioso interloquire con l’arroganza che di norma ci contraddistingue, abituati come siamo a sopravalutare il nostro dire permeato dalle nostre convinzioni e proiezioni personali, formulate perlopiù su basi preconcette, nella certezza di esprimere “il verbo”.
Ma quando articoliamo una qualunque frase, pochi sono veramente consapevoli che emettiamo suoni provenienti dal nostro modo di concepire tutto ciò che organicamente e intellettualmente è radicato in noi. La parola è, prima di ogni altra cosa, lo specchio di ciò che siamo, ed è l’eco portante, in tempo reale, dei nostri assetti o stati emotivi, i quali sono carichi di una quantità enorme di informazioni, oltre la parola stessa.
Le parole circolanti oggi in modo corrente, hanno perlopiù perso di peso e sostanza, purtroppo, propugnate come sono sia dai media che dalla politica, alla società cui sono destinate. Parole che risultano come degli slogan, prive di responsabilità, perché subito smentite o dimenticate, che servono solo al momento di racimolare qualche consenso e/o a stimolare emozioni non proprio edificanti nei fruitori più o meno occasionali. E chi le pronuncia non perde la minima credibilità, perché oggi le responsabilità sembra siano solo di chi se le prende, mentre tutto il resto è mera noia. C’è una svalutazione della parola pubblica così come di quella privata, perché le parole importanti nelle relazioni umane sono spese con imperante faciloneria e, i volta gabbana sono sempre di moda.
É naturale perciò, cercare delle occasioni ove le parole valgono quanto la storia che raccontano, valgono perché sanno di antico, come al tempo in cui c’era la trasmissione orale dei fatti, senza nessuna intenzione di distorcerli per procurarsi il consenso; quando le parole erano appositamente inventate per comunicare qualunque accadimento e progresso dell’uomo, anche nei rapporti affettuosi privati. Parole legate al corpo, alla voce e la gestualità di chi le pronunciava, nel nostro caso di chi le scrive; nella loro lettura, si riscontrano tracce di carattere e personalità dello scrivente, perciò si può riconoscere nella parola lo strumento di comunicazione universale quale esso é. Di certo, lo scritto diventa ipso facto il compendio del sentimento e la cultura di chi lo elabora, mentre l‘espressione orale offre molte più informazioni e opportunità per conoscere l’oratore e dunque, sapere con chi si ha a che fare. Questo, se vogliamo, spiega la mia attenzione particolare a tutto ciò che è detto nei rapporti personali e no. Purtroppo, un atteggiamento attento finisce inevitabilmente per far emergere, che ci piaccia oppure no, latitudini delle persone che nemmeno si sognano di possedere, vale a dire ciò che è nel loro inconscio, che poi non riconoscono come parte di sé. E questa, è la tipica storia delle relazioni che si sviluppano attraverso l’espressione orale della parola. Sono le incongruenze gestuali rispetto al contenuto semantico delle parole stesse, a garantire o no la genuinità del pensiero di chi le formula. Pochi, purtroppo, sono ferrati sulla materia e ciò porta a clamorose incomprensioni, il più delle volte patrocinate dalle dominanti proiezioni di sé che le accompagnano. Ma noi abbiamo l’età della saggezza e ci comportiamo da saggi; conosciamo e riconosciamo le debolezze umane senza con ciò volerle stigmatizzare a tutti i costi. Per questo non ho mai preteso, né voluto, staccare testa alcuna. E nessuno, fino ad ora l’ha fatto con me.
I wrote:
“ida hmanəm aɪ kja namṛtuh zdɛ:taha…[This man is here because he doesn’t want to die]…ghʷɪvah-pjorn-ɪttham sas da:tṛ kredah”[He believes you can give him another life] “
[It is an expression in Indo-European, a protolingual which constitutes the common origin of all Indo-European languages, dating back to 7000 years ago, and is taken from a topical moment of the film “Prometheus”.]
The expression infuriates the “engineer”, who in the film is the otherworldly protagonist, ancestor of the human species, who has a violent reaction and sharply pulls off the head of the speaker, brutally killing the subject he wanted to have extended one’s life.
Incidentally, it is aimed at focusing the importance of the content of words also in their intrinsic emotional root, beyond the semantic content, especially when you want to communicate with subjects of culture distant from your belonging. And also consider, how sometimes it can be somewhat risky to speak with the arrogance that normally distinguishes us, accustomed as we are to overestimate our saying permeated by our beliefs and personal projections, formulated mostly on preconceived bases, in the certainty of expressing “the verb “.
But when we articulate any sentence, few are truly aware that we emit sounds coming from our way of conceiving everything organically and intellectually rooted in us. The word is, above all else, the mirror of what we are, and is the real-time echo of our assets or emotional states, which are loaded with a huge amount of information, beyond the word itself .
The words circulating today in a current way, have mostly lost weight and substance, unfortunately, advocated as they are both by the media and by politics, to the society for which they are intended. Words that are like slogans, without responsibility, because they are immediately denied or forgotten, which only serve to gather some consensus and / or to stimulate emotions that are not exactly edifying in more or less occasional users. And those who pronounce them do not lose the slightest credibility, because today the responsibilities seem to belong only to those who take them, while all the rest is mere boredom. There is a devaluation of the public as well as the private word, because the important words in human relations are spent with prevailing ease and, the vault gabbana are always in fashion.
It is therefore natural to look for opportunities such as those offered by our writing workshop, where the words are worth as much as the story they tell, they are worth because they know of ancient times, as at the time when there was the oral transmission of the facts, without any intention to distort them to obtain consent; when words were specifically invented to communicate any human event and progress, even in private affectionate relationships. Words related to the body, the voice and the gestures of the speaker, in our case the writer; in their reading, there are traces of character and personality of the writer, therefore one can recognize in the word the universal communication tool as it is. Of course, the writing ipso facto becomes the compendium of the sentiment and culture of those who elaborate it, while the oral expression offers much more information and opportunities to get to know the speaker and therefore, to know who you are dealing with. This, if we will, explains my special attention to everything that is said in personal relationships and not. Unfortunately, a careful attitude inevitably ends up bringing out, whether we like it or not, the latitudes of people who do not even dream of possessing, that is, what is in their unconscious, which they then do not recognize as part of themselves. And this, is the typical story of the relationships that develop through the oral expression of the word. It is the gestural inconsistencies with respect to the semantic content of the words themselves, which guarantee or not the genuineness of the thinking of those who formulate them. Unfortunately, few are well versed in the material and this leads to sensational misunderstandings, most often sponsored by the dominant self-projections that accompany them. But we are of the age of wisdom and behave like wise men; we know and recognize human weaknesses without thereby wanting to stigmatize them at all costs. For this reason I have never asked for or wanted to take any heads off. And nobody, until now, has done it with me.
Di seguito allego videos su alcune fasi della lavorazione di Prometheus solo per far comprendere la complessità e le scelte che lo contraddistinguono data la decisione di un percorso di totale invenzione dei caratteri in gioco. Cosa nelle corde di un regista di tale caratura, che ha costruito la sua fama con opere di assoluto rilievo e qualità straordinarie, basta leggere la sua lista di film presente in rete.
Below I am attaching videos on some stages of the Prometheus process only to help understand the complexity and the choices that distinguish it given the decision of a path of total invention of the characters in play. What in the strings of a director of this caliber, who built his fame with works of absolute importance and extraordinary quality, just read his list of films on the net.

 

Di seguito una spiegazione estesa
Below is an extended explanation

 

Unico

 

 

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